Mi sono definitavemente rotta con l\'ignoranza musicale

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Re: Mi sono definitavemente rotta con l\'ignoranza musicale

Messaggio Da Cuore di Tenebra il Ven 30 Ott 2009, 11:30

Amantide_Religiosa ha scritto:
Cantastorie ha scritto:semplificando semplificando eh ...
la musica per poter essere scritta (ed eseguita) ha bisogno di REGOLE FISSE.
lo strumento di scrittura è il PENTAGRAMMA (cinque righe e quattro spazi).

I suoni sono stati FISSATI, in base alla frequenza del suono, in SEMITONI.
( ad es Ogni tasto del pianoforte - bianco e nero - ha una distanza-suono di UN SEMITONO)

Nell'immagine della tastiera pianoforte, trovate i nomi di ogni singolo tastobianco....ma anche i tasti neri hanno un nome ovviamente.

Un ottava è una sequenza di 12 SEMITONI.
Una SCALA è invece una sequenza di 7 note. La prima nota della sequenza da' il nome alla scala:
Quindi la TONICA della scala di DO...è do , la tonica della scala di SOL...è SOL
UNA SCALA MAGGIORE

La sequenza di scala maggiore
TONO TONO TONO SEMITONO TONO TONO TONO SEMITONO
es: scala DO MAGGIORE:

DO RE MI FA SOL LA SI DO
...se seguite sull'immagine, vi accorgete come la distanza tra una nota e l'altra rispetta la sequenza di TRETONI_SEMITONO_QUATTROTONI_SEMITONO.

sbaglio o c'è un tono in più?

Forse nel messaggio sopra era già cancellato l'errore perchè vedo una riga tirata sul tono di troppo. Ad ogni modo no nsbagli, la sequenza di intervalli corretta della scala maggiore è TTSTTTS.
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Re: Mi sono definitavemente rotta con l\'ignoranza musicale

Messaggio Da Cuore di Tenebra il Ven 30 Ott 2009, 11:31

Lucadev ha scritto:Tonalità parte III

Riprendiamo il discorso dell'elastico o della corda che pizzicata si mette a vibrare e produce un certo suono.
Dicevamo che al suono principale sono sovrapposti altri suoni di volume inferiore ma che stanno in relazione matematica col suono fondamentale (per convenzione li chiamiamo "secondari").
Questa scoperta non è della scienza moderna ma è addirittura attribuita a Pitagora cioè è di 2500 anni fa.
Cosa ha scoperto Pitagora: pizzicando la corda, che chiamiamo "corda di riferimento", il primo suono che si sente, in termini di volume, è quello principale.
Il secondo suono che si sente è equivalente al suono che si ottiene con una corda che è lunga la metà della "corda di riferimento".
Il terzo suono che si sente è equivalente al suono che si ottiene con una corda che è lunga 1/3 della "corda di riferimento".
Il quarto suono che si sente è equivalente al suono che si ottiene con una corda che è 1/4 della "corda di riferimento".
E così via.

Questo tradotto in termini di scienza moderna significa che, se chiamiamo "f" la frequenza del suono principale, gli altri suoni "secondari" sono:
2f: cioè il secondo suono ha una frequenza che è doppia rispetto a quella principale
3f: cioè il terzo suono ha una frequenza che è tripla rispetto a quella principale
4f: cioè il quarto suono ha una frequenza che è 4 volte rispetto a quella principale

Eccetera....

Un'altra cosa interessante che aveva scoperto Pitagora è che prendendo una corda lunga la metà di quella principale, per ottenere il secondo suono, si nota che i suoni "secondari" emessi da questa corda sono già contenuti nella prima corda principale.
Cioè:
prendo un'altra corda di lunghezza tale da emettere il primo suono secondario (abbiamo detto che deve essere lunga la metà); osservo i suoni secondari di questa corda e noto che risultano già compresi nella prima corda principale.

Questo per dire cosa: che da questa osservazione nasce il concetto di ottava.
In pratica quale è il significato di ottava:
l'ottava rappresenta la distanza "vibrazionale" tra una vibrazione e un'altra vibrazione o, se preferite, tra una frequenza e un'altra, tale per cui la somma delle vibrazioni (o frequenze) della seconda sono già contenute nella prima.

Per esempio:
supponiamo che il suono principale sia di frequenza f; il primo suono secondario è di frequenza 2f.
Facciamo diventare il suono secondario il nostro suono principale; il suo primo suono secondario avrà sempre frequenza doppia rispetto al suono principale quindi sarà 2 * 2f cioè 4f che è il quarto suono secondario del primo suono principale.
Potete verificare questa cosa con tutti gli altri suoni.

Spero di avere chiarito il concetto di ottava che è un altro aspetto importantissimo nella musica.

Ma il discorso non finisce qui, in quanto queste considerazioni sono state usate per arrivare a sviluppare il nostro concetto di tonalità e tutta la nostra armonia.

Ma ne parleremo nella prossima "puntata".
Sempre che interessi sia chiaro.
Fatemi sapere.

Ciao !!

:u1p: :u1p: :u1p: :u1p: :u1p:
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Re: Mi sono definitavemente rotta con l\'ignoranza musicale

Messaggio Da Cantastorie il Ven 30 Ott 2009, 11:34

si amantide, l'errore c'è e mi scuso..
la fretta di postare e unire l'immagine tastiera ha contribuito...ho fatto un copiaincolla di sequenza sbagliato e non ho riletto.
correggo il post originale e gli altri inseriti come quote prima..
Grazie per la segnalazione :rosso34:
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Re: Mi sono definitavemente rotta con l\'ignoranza musicale

Messaggio Da Cantastorie il Ven 30 Ott 2009, 12:33

Premessa:

nella scala la sequenza NOME_NOTA (do-re-mi-fa-sol-la-si) va comunque rispettata, ossia ad es:
anche se FAdiesis e SOlbemolle corrisponde al medesimo tasto_Suono, la scala di SOL maggiore è: sol-la-si-do-re-mi-fa#-sol e non: sol-la-si-do-re-mi-solb-sol.

In base a questa regola, si userà l'alterazione DIESIS se il tastosuono SEGUE il tastonota della sequenza-scala.
Si usa l'alterazione BEMOLLE se il tastosuono PRECEDE il tastonota nella sequenza scala.

se la sequenza TONO_TONO_SEMITONO_TONO_TONO_TONO_SEMITONO

SCALE MAGGIORI con DIESIS #

le scale maggiorni con diesis in chiave sono:
La scala di:
SOL ....la sequenza è sol-la-si-do-re-mi-fa#-sol
RE ....la scala è re-mi-fa#-sol-la- si - do# - re
LA .... la scala è la-si-do#-re -mi-fa# -sol# - la
MI ..... la scala è mi-fa#-sol#-la-si-do#-re#-mi
SI ....la scala è si-mi-si-do#-re#-mi-fa#-sol#-la#-si
FA#.....la scala è fa#-sol#-la#-si-do#-re#-mi#-fa#
DO#------la scala è do#-re#-mi#-fa#-sol#-la#-si#-do#

- le note in diesis in grassetto sono tastibianchi

Es La scala di MImaggiore con in scala fa#,do#,sol#,re#




SCALE MAGGIORI CON BEMOLLE b


FA la scala è fa-sol-la-sib-do-re-mi-fa
SI bemolle la scala è sib-do-re-mib-fa-sol-la-sib
MI bemolle la scala è mib-fa-sol-lab-sib-do-re-mib
LA bemolle la scala è lab-sib-do-reb-mib-fa-sol-lab

Esempio: la scala di FA con in scala il Sibemolle.



IMMAGINE RIASSUNTIVA SULLE SCALE MAGGIORI




La TONALITA' di un brano è LA SCALA in cui esso è stato scritto su pentagramma.
Se in pentagramma, sul primo rigo, io leggo

, deduco che il brano è stato scritto nella tonalità di RE MAGGIORE e ogni volta che incontro un FA o un DO li dovrò suonarcantare con il tastosuono Do# e Fa#.

Dopo cio', ho solo in mente di indicare brevissimamente qualcosa sull'ARMONIZZAZIONE, ossia sull'incontro-sovrapposizione di piu' SUONI emessi contemporaneamente da uno o piu' strumenti.
Se la voce emette un unico suono per volta, su una tastiera posso pigiare sia UN SOLO TASTO che Piu' TASTI CONTEMPORANEAMENTE. Lo stesso accade suonando altri strumenti, basti pensare al pizzicare delle corde della chitarra o al suonare piu' corde insieme, emettendo ACCORDI.
Per avere un'armonizzazione, occorre la compresenza di piu' suoni insieme....che poi siano emessi dalle voci o suonati da piu' strumenti...è dettaglio tecnico

[/b] WUB


Ultima modifica di Cantastorie il Ven 30 Ott 2009, 13:12, modificato 5 volte
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Re: Mi sono definitavemente rotta con l\'ignoranza musicale

Messaggio Da Cantastorie il Ven 30 Ott 2009, 12:40

Tratto da qui
INTRODUZIONE AL CANTO
di Elena Gregori


L’arte del canto si differenzia dalle altre per la peculiarità dello strumento su cui si fonda: l’apparato fonatorio, a differenza degli altri strumenti che producono suoni, possiede in sé una componente di spontaneità non trascurabile.

Mentre infatti ci avviciniamo ad una chitarra o ad un pianoforte con la necessità di imparare a decodificarne il linguaggio, prima di potercene servire per esprimere noi stessi, con lo strumento “voce” questo primo passaggio di mediazione è già stato compiuto in tenera età e perciò lo abbiamo già in parte interiorizzato.

La difficoltà sta nel conferire alla nostra voce una funzione ulteriore a quella della semplice emissione di suono, ossia la modulazione dello steso, finalizzata all’intonazione di una determinata nota o sequenza di note.
Ma partiamo dal principio, laddove il fiato prende forma attraverso la respirazione.



RESPIRAZIONE MISTA:
L’emissione dell’aria dai polmoni avviene sia a livello della gabbia toracica sia più in basso, dove un muscolo laminare, il diaframma, regola il meccanismo di risalita dell’aria. La respirazione risulta così composta da due dimensioni, quella costale e quella addominale e viene perciò denominata “mista”.



PRODUZIONE DEL SUONO:
Alla sommità della trachea l’aria viene smistata dalla laringe, l’organo fondamentale per la produzione del suono, e arriva alle corde vocali, delle lamine di tessuto elastico rivestito da mucosa, le quali vibrano al passaggio dell’aria espirata producendo suoni di diverse frequenze.
La lunghezza delle corde vocali è di circa 2-3 cm; nel maschio esse sono più lunghe rispetto a quelle della donna e ne risulta una maggiore profondità della voce maschile.



LA MODULAZIONE DEL SUONO:
All’articolazione del suono partecipano sia le vie aeree superiori e i seni paranasali come cassa di risonanza, sia la cavità della bocca come strumento di modulazione.
Quando la voce viene fatta risuonare all’interno di queste cavità in accordo con l'oscillazione delle corde vocali si ottiene un suono potente, rotondo e pieno in ogni condizione di emissione e timbricamente omogeneo: queste sono le caratteristiche di una voce impostata.



La voce impostata (che non è una abilità naturale, ma deve essere appresa con lo studio) è il modo corretto di produrre suono con la voce e consente di cantare per un tempo prolungato senza incorrere in danni alle corde vocali.



Se invece si affida la variazione della tonalità alla maggiore o minore tensione delle corde vocali si ha una voce ingolata (cosa che avviene normalmente quando si parla). Se si canta utilizzando esclusivamente la voce di gola ci si affatica molto di più e si rischia di incorrere in lesioni delle corde stesse (edemi, noduli, ecc.).
Inoltre il suono della voce di gola è rigido e piatto, simile ad un grido (soprattutto negli acuti) e il timbro cambia a seconda della potenza e dell'altezza.



Un particolare modo di emissione vocale è il falsetto, che consiste nel far vibrare le corde vocali in modo tale da produrre note più acute con meno sforzo e avviene per stiramento delle corde stesse. Il suono ottenuto è più sibilante e meno potente della voce normale e più povero di sonorità in quanto contiene meno armonici.



Le voci dei bambini, prima della pubertà, sono chiamate voci bianche e sono adatte principalmente per cantare brani con estensione pari ad un’ottava; agli adolescenti nel periodo della muta vocale è fortemente sconsigliato di studiare canto professionalmente, onde evitare danni permanenti alla loro voce da adulti.



Registri

Il registro della voce maschile si trova un'ottava sotto quello della voce femminile. I seguenti intervalli vocali sono usati nella classificazione delle voci nella musica classica (dalla più alta alla più bassa). I primi tre intervalli sono generalmente cantati da donne e gli ultimi tre da uomini




• Soprano da Re4 a La5
• Mezzosoprano da La3 a Fa5
• Contralto (talvolta Alto) da Fa#3 a Mi5
• Tenore da Si2 a Sib4
• Baritono da Sol2 a Mi4
• Basso da Mi2 a Do4


Soprano





Contralto




Tenore



Basso





Una volta ottenuta la padronanza del mezzo vocale si può passare all’affinamento delle tecniche espressive: la dinamica nel canto è un elemento importante, in quanto ci permette di ottenere effetti diversi a seconda dell’uso che facciamo di piani e forti a livello sonoro, di rallentati e accelerati a livello ritmico.


L’importante in questi casi è che l’uso di simili accorgimenti sia consapevolmente ricercato e non dettato dal caso e per questo è essenziale che un cantante possieda anche una discreta conoscenza della teoria musicale, del valore delle note e delle pause, del significato delle battute e del tempo.
Tratto da qui


Ultima modifica di Cantastorie il Ven 30 Ott 2009, 13:27, modificato 1 volta
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Re: Mi sono definitavemente rotta con l\'ignoranza musicale

Messaggio Da Amantide_Religiosa il Ven 30 Ott 2009, 13:21

Cantastorie ha scritto:si amantide, l'errore c'è e mi scuso..
la fretta di postare e unire l'immagine tastiera ha contribuito...ho fatto un copiaincolla di sequenza sbagliato e non ho riletto.
correggo il post originale e gli altri inseriti come quote prima..
Grazie per la segnalazione :rosso34:
Figurati non c'è bisogno di scusarti
più che altro mi aveva messo in dubbio a me, sai è da un bel pò che non faccio più questa cosa. tutto qua.

_________________________________
""The Common Market: We (British) went into it to screw the French by splitting them off from the Germans. The French went in to protect their inefficient farmers from commercial competition. The Germans went in to purge themselves of genocide and apply for readmission to the human race."
Yes Minister! :neve:
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Re: Mi sono definitavemente rotta con l\'ignoranza musicale

Messaggio Da bellaprincipessa il Ven 30 Ott 2009, 15:09

Cantastorie ha scritto:
Tratto da qui
INTRODUZIONE AL CANTO
di Elena Gregori


L’arte del canto si differenzia dalle altre per la peculiarità dello strumento su cui si fonda: l’apparato fonatorio, a differenza degli altri strumenti che producono suoni, possiede in sé una componente di spontaneità non trascurabile.

Mentre infatti ci avviciniamo ad una chitarra o ad un pianoforte con la necessità di imparare a decodificarne il linguaggio, prima di potercene servire per esprimere noi stessi, con lo strumento “voce” questo primo passaggio di mediazione è già stato compiuto in tenera età e perciò lo abbiamo già in parte interiorizzato.

La difficoltà sta nel conferire alla nostra voce una funzione ulteriore a quella della semplice emissione di suono, ossia la modulazione dello steso, finalizzata all’intonazione di una determinata nota o sequenza di note.
Ma partiamo dal principio, laddove il fiato prende forma attraverso la respirazione.



RESPIRAZIONE MISTA:
L’emissione dell’aria dai polmoni avviene sia a livello della gabbia toracica sia più in basso, dove un muscolo laminare, il diaframma, regola il meccanismo di risalita dell’aria. La respirazione risulta così composta da due dimensioni, quella costale e quella addominale e viene perciò denominata “mista”.



PRODUZIONE DEL SUONO:
Alla sommità della trachea l’aria viene smistata dalla laringe, l’organo fondamentale per la produzione del suono, e arriva alle corde vocali, delle lamine di tessuto elastico rivestito da mucosa, le quali vibrano al passaggio dell’aria espirata producendo suoni di diverse frequenze.
La lunghezza delle corde vocali è di circa 2-3 cm; nel maschio esse sono più lunghe rispetto a quelle della donna e ne risulta una maggiore profondità della voce maschile.



LA MODULAZIONE DEL SUONO:
All’articolazione del suono partecipano sia le vie aeree superiori e i seni paranasali come cassa di risonanza, sia la cavità della bocca come strumento di modulazione.
Quando la voce viene fatta risuonare all’interno di queste cavità in accordo con l'oscillazione delle corde vocali si ottiene un suono potente, rotondo e pieno in ogni condizione di emissione e timbricamente omogeneo: queste sono le caratteristiche di una voce impostata.



La voce impostata (che non è una abilità naturale, ma deve essere appresa con lo studio) è il modo corretto di produrre suono con la voce e consente di cantare per un tempo prolungato senza incorrere in danni alle corde vocali.



Se invece si affida la variazione della tonalità alla maggiore o minore tensione delle corde vocali si ha una voce ingolata (cosa che avviene normalmente quando si parla). Se si canta utilizzando esclusivamente la voce di gola ci si affatica molto di più e si rischia di incorrere in lesioni delle corde stesse (edemi, noduli, ecc.).
Inoltre il suono della voce di gola è rigido e piatto, simile ad un grido (soprattutto negli acuti) e il timbro cambia a seconda della potenza e dell'altezza.



Un particolare modo di emissione vocale è il falsetto, che consiste nel far vibrare le corde vocali in modo tale da produrre note più acute con meno sforzo e avviene per stiramento delle corde stesse. Il suono ottenuto è più sibilante e meno potente della voce normale e più povero di sonorità in quanto contiene meno armonici.



Le voci dei bambini, prima della pubertà, sono chiamate voci bianche e sono adatte principalmente per cantare brani con estensione pari ad un’ottava; agli adolescenti nel periodo della muta vocale è fortemente sconsigliato di studiare canto professionalmente, onde evitare danni permanenti alla loro voce da adulti.



Registri

Il registro della voce maschile si trova un'ottava sotto quello della voce femminile. I seguenti intervalli vocali sono usati nella classificazione delle voci nella musica classica (dalla più alta alla più bassa). I primi tre intervalli sono generalmente cantati da donne e gli ultimi tre da uomini




• Soprano da Re4 a La5
• Mezzosoprano da La3 a Fa5
• Contralto (talvolta Alto) da Fa#3 a Mi5
• Tenore da Si2 a Sib4
• Baritono da Sol2 a Mi4
• Basso da Mi2 a Do4


Soprano





Contralto




Tenore



Basso





Una volta ottenuta la padronanza del mezzo vocale si può passare all’affinamento delle tecniche espressive: la dinamica nel canto è un elemento importante, in quanto ci permette di ottenere effetti diversi a seconda dell’uso che facciamo di piani e forti a livello sonoro, di rallentati e accelerati a livello ritmico.


L’importante in questi casi è che l’uso di simili accorgimenti sia consapevolmente ricercato e non dettato dal caso e per questo è essenziale che un cantante possieda anche una discreta conoscenza della teoria musicale, del valore delle note e delle pause, del significato delle battute e del tempo.
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bello, bello, bello!!!!!
i òieihqnno internet!!!! posso leggervi in questi giorni (ma solo sporadicamente). E stupendo leggere questo topic!!!!
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Messaggio Da Ospite il Ven 30 Ott 2009, 16:40

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Messaggio Da Cantastorie il Ven 30 Ott 2009, 18:16

come integrazione ...
le note di una scala, iniziando SEMPRE da quella che dà nome alla scala stessa (se sol maggiore si inizia da SOL), possono chiamarsi anche:

TONICA - SOVRATONICA - MODALE - SOTTODOMINANTE - DOMINANTE - SOPRADOMINANTE - SENSIBILE


Se suoniamo INSIEME TONICA-MODALE-DOMINANTE avremo l'ACCORDO BASE di quella tonalità data.

L'accordo di do maggiore ? DO-MI-SOL ossia tonica-modale-dominante-tonica
L'accordo di Sol Maggiore? SOL-SI-RE " " " " "
L'accordo di La Maggiore? LA - DO# - MI " " " "

Es banale:
un chitarrista ad orecchio, quando pigia UN ACCORDO MAGGIORE, non fa altro che schiacciare le corde in corrispondenza di quei suoni - tonica-modale-dominante ....
Se si fa l'accordo DO MAGGIORE, le sei corde della chitarra non fanno altro che emettere come suoni DO-MI-SOL.

Finisco con una storiella, che quando imparavo questa parte di teoria musicale, a otto.nove anni mi faceva molto sorridere:

Le note di una scala, quando devono suonar-cantare insieme hanno delle PREDILETTE WUB
la TONICA ama molto MODALE E DOMINANTE...... la MODALE è indecisa con chi accompagnarsi ..mentre la DOMINANTE va m po' con tutti :rosso34: ....e vedendo l'andazzo ondivago e puttanesco, anche la tonale si divaga all'ottava superiore...diventando settima(ossia decresce di mezzotono come nota finale d'accordo)

Detta così può sembrare una boutade.....ma c'è un fondo di verità ihihihihih.....
se cambio la MODALE di un accordo passo da scala maggiore a scala minore :rosso34:
se cambio la DOMINANTE con una nota a lei vicina.....ottengo accordi tot diversi nell'armonia ..
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Re: Mi sono definitavemente rotta con l\'ignoranza musicale

Messaggio Da Ospite il Lun 02 Nov 2009, 14:34

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Messaggio Da Cantastorie il Mar 10 Nov 2009, 14:04

Proviamo a scrivere un altro paio di indicazioni WUB

La gran parte degli strumenti musicali emettono un suono alla volta (come la voce umana): si pensi agli strumenti a fiato (legni o ottoni che siano....oboe o trombone o sax...), o i quattro strunenti ad arco (violino, viola, violoncello, contrabasso).

Altri strumenti hanno invece la possibilità di emettere-produrre piu' suoni simultaneamente: si pensi alla chitarra, alla fisarmonica, all'organo, al pianoforte...
In questi strumenti musicali, che possono appunto emettere piu' suoni insieme, si parla di "accordo" se i suoni sono simultanei - tutt'insieme - o di arpeggio se quei suoni vengono eseguiti sì singolarmente ma in sequenza ripetuta....ossia suonando consecutivamente note tipo: do-mi-sol .......fa-la-do .......re-fa-la ...... ossia la triade (ton-modale-dominante)
Ad es:


Chi canta da solista, ha bisogno di "accompagnamento musicale", ossia di un numero di strumenti musicali che riproducano o rafforzino la sequenza di ACCORDI - ARPEGGI su cui la melodia cantata si snoda.

Solo cantando a piu' voci (canto polifonico), poichè ogni sezione vocale emette suoni diversi - come facendo appunto accordi e arpeggi, si può far a meno di accompagnamento musicale.

........
L'autore musicale del brano o della canzone X, fissa la sequenza Note della melodia (ciò che canta il solista).
Può essere la stessa persona che si occupa dell'Armonizzazione (accompagnamento musicale-corale) o può essere un terzo - professionista (ossia conoscitore delle regole d'armonizzazione musicale).

Come si sceglie la tonalità d'esecuzione della canzone? E' stabilita una per tutti?
Nella scelta, è determinante l'estensione del singolo cantante.
Quindi essa cambia a seconda del SINGOLO CANTANTE ed è un elemento IMPORTANTE per la buona riuscita della performance. Piu' ci si pone ai limiti dell'estensione del cantante..verso il basso o verso l'alto, piu' cresce il Rischio-PerformanceSporca o Incerta o Ingessata nell'interpretazione...



Faccio un esempio sartorial-abbigliamento.
Paragoniamo le estensioni vocali standard con le taglie-abiti:
soprano generico: 42
contralto generico: 46
tenore generico : 50
basso generico: 54
Se vado in un grande magazzino, troverò il capo X della mia taglia generica .... (quando cantiamo sopra una canzone altrui...facciamo questo: ci adattiamo alla tonalità del cantante, giusta o meno che sia per noi..come comprando una camicia taglia 44 anche se vestiamo meglio la 46....)

se vado dal sarto su misura, quello prenderà le misure su di me e mi VESTIRA' alla perfezione.......è quello che si chiede ad un buon Vocalcoach..ad es.

La scelta della tonalità è pari ad andare a farsi fare un capo su misura da un sarto professionista. Piu' il taglio è giusto, piu' metterà in condizione il cantante di andar sul velluto sulle note, preoccupandosi di come Porgerle, di dar loro intensità, timbro, colore..
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Messaggio Da bellaprincipessa il Mar 10 Nov 2009, 14:42

Cantastorie ha scritto:Proviamo a scrivere un altro paio di indicazioni

La gran parte degli strumenti musicali emettono un suono alla volta (come la voce umana): si pensi agli strumenti a fiato (legni o ottoni che siano....oboe o trombone o sax...), o i quattro strunenti ad arco (violino, viola, violoncello, contrabasso).

Altri strumenti hanno invece la possibilità di emettere-produrre piu' suoni simultaneamente: si pensi alla chitarra, alla fisarmonica, all'organo, al pianoforte...
In questi strumenti musicali, che possono appunto emettere piu' suoni insieme, si parla di "accordo" se i suoni sono simultanei - tutt'insieme - o di arpeggio se quei suoni vengono eseguiti sì singolarmente ma in sequenza ripetuta....ossia suonando consecutivamente note tipo: do-mi-sol .......fa-la-do .......re-fa-la ...... ossia la triade (ton-modale-dominante)
Ad es:

Chi canta da solista, ha bisogno di "accompagnamento musicale", ossia di un numero di strumenti musicali che riproducano o rafforzino la sequenza di ACCORDI - ARPEGGI su cui la melodia cantata si snoda.

Solo cantando a piu' voci (canto polifonico), poichè ogni sezione vocale emette suoni diversi - come facendo appunto accordi e arpeggi, si può far a meno di accompagnamento musicale.

........
L'autore musicale del brano o della canzone X, fissa la sequenza Note della melodia (ciò che canta il solista).
Può essere la stessa persona che si occupa dell'Armonizzazione (accompagnamento musicale-corale) o può essere un terzo - professionista (ossia conoscitore delle regole d'armonizzazione musicale).

Come si sceglie la tonalità d'esecuzione della canzone? E' stabilita una per tutti?
Nella scelta, è determinante l'estensione del singolo cantante.
Quindi essa cambia a seconda del SINGOLO CANTANTE ed è un elemento IMPORTANTE per la buona riuscita della performance. Piu' ci si pone ai limiti dell'estensione del cantante..verso il basso o verso l'alto, piu' cresce il Rischio-PerformanceSporca o Incerta o Ingessata nell'interpretazione...



Faccio un esempio sartorial-abbigliamento.
Paragoniamo le estensioni vocali standard con le taglie-abiti:
soprano generico: 42
contralto generico: 46
tenore generico : 50
basso generico: 54
Se vado in un grande magazzino, troverò il capo X della mia taglia generica .... (quando cantiamo sopra una canzone altrui...facciamo questo: ci adattiamo alla tonalità del cantante, giusta o meno che sia per noi..come comprando una camicia taglia 44 anche se vestiamo meglio la 46....)

se vado dal sarto su misura, quello prenderà le misure su di me e mi VESTIRA' alla perfezione.......è quello che si chiede ad un buon Vocalcoach..ad es.

La scelta della tonalità è pari ad andare a farsi fare un capo su misura da un sarto professionista. Piu' il taglio è giusto, piu' metterà in condizione il cantante di andar sul velluto sulle note, preoccupandosi di come Porgerle, di dar loro intensità, timbro, colore..
brava Canta, hai reso perfettamente l'idea!
E meno male che ci sei tu a continuare a scrivere in questo topic, visto che ormai Lucadev ce lo siamo "giocato" .
Sempre interessante leggere di "teoria" musicale. Ho sempre ammirato le persone in grado di speigare bene anche gli argomenti più difficili
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Re: Mi sono definitavemente rotta con l\'ignoranza musicale

Messaggio Da Cantastorie il Mar 10 Nov 2009, 15:08

è solo vecchia abitudine Principè :u1p:
in quel coro polifonico eravamo si e no il 10% a saper leggere il pentagramma...e ognuno si dava da fare come poteva per far rendere conto che quei segni non erano ehm....cacatine di mosca :whistling:
e mentre per il cantante solista il vocalcoach può agire liberamente spostando tonalità o armonizzandogli la cantata come gli pare...in polifonia i binari sono mooooooolto meno malleabili e ci si deve "arrendere" a quanto scritto lllà sopra.

Io inizialmente in quel coro ero una specie di jolly, cioè il maestro mi spostava dove c'era il "buco"....e piu' volte in brani diversi nello stesso concerto ero tra quelli che facevano le transumanze tra "sezioni"...un po' contralto1..un po' soprano2..un po' contralto1..m'è toccato pure il tenore1 perchè quella sez in alcune note altine non riusciva ad essere "falsettata" e allora un paio di voci femminili in ottavasotto facevano da "copertura"...insomma..professione: tappabuchi..in tutti sti "spostamenti" mi sono trovata piu' volte a dovere spiegare in parole povere quanto era scritto su pentagramma a persone che naturalmente erano bianchiccie di t. musicale e dovevo farmi capire per necessità pratiche :boccacce: ..quindi magari non sarà esattissimo quello che dico-scrivo, ma in pratica risultava utile..e spero lo sia anche qui amici
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Re: Mi sono definitavemente rotta con l\'ignoranza musicale

Messaggio Da Cuore di Tenebra il Mar 10 Nov 2009, 15:11

Ieri Lepi ha postato un interessante spunto (cui non ho ancora risposto, mea culpa) mettendo a confronto due coppie di brani per cercare di capirne somiglianze e differenze. Questo mi ha dato un’idea, che forse visto il taglio pratico può essere apprezzata facilmente anche da chi è a digiuno di teoria musicale: ovvero prendere dei brani – meglio ancora se di quelli eseguiti in trasmissione – e “smontarli” evidenziandone l’impostazione armonica e melodica, le parti, i passaggi più o meno difficoltosi, il motivo per cui “suonano” bene musicalmente (il tutto detto tagliato con l'accetta, Luca... ) e perché sono stati eseguiti più o meno bene. Niente di strano o complicato eh, tranquilli… è né più né meno che la forma semplificata dell’analisi musicale vera e propria che si fa quando si studia uno strumento, che funziona benissimo come forma di “educazione” all’ascolto… Se a qualcuno piace l’idea ci provo
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Re: Mi sono definitavemente rotta con l\'ignoranza musicale

Messaggio Da fear-of-the-dark il Mar 10 Nov 2009, 15:16

Cuore di Tenebra ha scritto:Ieri Lepi ha postato un interessante spunto (cui non ho ancora risposto, mea culpa) mettendo a confronto due coppie di brani per cercare di capirne somiglianze e differenze. Questo mi ha dato un’idea, che forse visto il taglio pratico può essere apprezzata facilmente anche da chi è a digiuno di teoria musicale: ovvero prendere dei brani – meglio ancora se di quelli eseguiti in trasmissione – e “smontarli” evidenziandone l’impostazione armonica e melodica, le parti, i passaggi più o meno difficoltosi, il motivo per cui “suonano” bene musicalmente (il tutto detto tagliato con l'accetta, Luca... ) e perché sono stati eseguiti più o meno bene. Niente di strano o complicato eh, tranquilli… è né più né meno che la forma semplificata dell’analisi musicale vera e propria che si fa quando si studia uno strumento, che funziona benissimo come forma di “educazione” all’ascolto… Se a qualcuno piace l’idea ci provo

oh questo mi piacerebbe assai anche perchè di quello che avete scritto prima ho capito si e no un miliardesimo!!!
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Re: Mi sono definitavemente rotta con l\'ignoranza musicale

Messaggio Da bellaprincipessa il Mar 10 Nov 2009, 15:16

Cuore di Tenebra ha scritto:Ieri Lepi ha postato un interessante spunto (cui non ho ancora risposto, mea culpa) mettendo a confronto due coppie di brani per cercare di capirne somiglianze e differenze. Questo mi ha dato un’idea, che forse visto il taglio pratico può essere apprezzata facilmente anche da chi è a digiuno di teoria musicale: ovvero prendere dei brani – meglio ancora se di quelli eseguiti in trasmissione – e “smontarli” evidenziandone l’impostazione armonica e melodica, le parti, i passaggi più o meno difficoltosi, il motivo per cui “suonano” bene musicalmente (il tutto detto tagliato con l'accetta, Luca... ) e perché sono stati eseguiti più o meno bene. Niente di strano o complicato eh, tranquilli… è né più né meno che la forma semplificata dell’analisi musicale vera e propria che si fa quando si studia uno strumento, che funziona benissimo come forma di “educazione” all’ascolto… Se a qualcuno piace l’idea ci provo
ci piace, ci piace Io in questo topic ci sguazzo!!! Cioé, non sono digiuna di teoria musicale e canto da anni, pero' vedere le cose messe nero su bianco mi aiuta molto, e leggere le analisi di "professionisti" e musicisti é decisamente arricchente, anche per cio' che faccio fuori da qui. E' per questo che adoro questo Forum
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Messaggio Da Ciprea* il Mar 10 Nov 2009, 15:17

Cantastorie ha scritto:Proviamo a scrivere un altro paio di indicazioni WUB

La gran parte degli strumenti musicali emettono un suono alla volta (come la voce umana): si pensi agli strumenti a fiato (legni o ottoni che siano....oboe o trombone o sax...), o i quattro strunenti ad arco (violino, viola, violoncello, contrabasso).

Altri strumenti hanno invece la possibilità di emettere-produrre piu' suoni simultaneamente: si pensi alla chitarra, alla fisarmonica, all'organo, al pianoforte...
In questi strumenti musicali, che possono appunto emettere piu' suoni insieme, si parla di "accordo" se i suoni sono simultanei - tutt'insieme - o di arpeggio se quei suoni vengono eseguiti sì singolarmente ma in sequenza ripetuta....ossia suonando consecutivamente note tipo: do-mi-sol .......fa-la-do .......re-fa-la ...... ossia la triade (ton-modale-dominante)
Ad es:


Chi canta da solista, ha bisogno di "accompagnamento musicale", ossia di un numero di strumenti musicali che riproducano o rafforzino la sequenza di ACCORDI - ARPEGGI su cui la melodia cantata si snoda.

Solo cantando a piu' voci (canto polifonico), poichè ogni sezione vocale emette suoni diversi - come facendo appunto accordi e arpeggi, si può far a meno di accompagnamento musicale.

........
L'autore musicale del brano o della canzone X, fissa la sequenza Note della melodia (ciò che canta il solista).
Può essere la stessa persona che si occupa dell'Armonizzazione (accompagnamento musicale-corale) o può essere un terzo - professionista (ossia conoscitore delle regole d'armonizzazione musicale).

Come si sceglie la tonalità d'esecuzione della canzone? E' stabilita una per tutti?
Nella scelta, è determinante l'estensione del singolo cantante.
Quindi essa cambia a seconda del SINGOLO CANTANTE ed è un elemento IMPORTANTE per la buona riuscita della performance. Piu' ci si pone ai limiti dell'estensione del cantante..verso il basso o verso l'alto, piu' cresce il Rischio-PerformanceSporca o Incerta o Ingessata nell'interpretazione...



Faccio un esempio sartorial-abbigliamento.
Paragoniamo le estensioni vocali standard con le taglie-abiti:
soprano generico: 42
contralto generico: 46
tenore generico : 50
basso generico: 54
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La scelta della tonalità è pari ad andare a farsi fare un capo su misura da un sarto professionista. Piu' il taglio è giusto, piu' metterà in condizione il cantante di andar sul velluto sulle note, preoccupandosi di come Porgerle, di dar loro intensità, timbro, colore..

Grazie!!...mi fa piacere capire un po' piu' di musica!
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Messaggio Da mambu il Mar 10 Nov 2009, 15:28

Canta, Cuore

voi partite... io provo a seguirvi con l'organetto Bontempi
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Messaggio Da Cantastorie il Mar 10 Nov 2009, 15:36

x Cuore...
Si può fare ma vanno inseriti almeno i links dei tagli-mp3 evidenziati perchè tutti possano sentire-rendersi conto..sennò capirsi è un terno al lotto mah

aiuta a capire meglio, secondo me, se la scelta-dettaglio è su un "taglio-brano" con un'armonizzazione il piu' possibile scarna (cioè dove sia possibile facilmente individuare nettamente che suono fa da base-armonia sotto).

Per equità tra termini di paragone, dovrebbe evitersi per es. di mettere a confronto esibizioni dei ragazzi con registrazioni-studio altrui
...ma magari.. se si vuole confrontare, ha piu' senso farlo tra le esibizioni dei talents ed esibizioni-live della stessa canzone.
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Messaggio Da Cuore di Tenebra il Mar 10 Nov 2009, 15:55

Posso farlo (tempo permettendo), e sempre se interessa, secondo il metodo che mi hanno insegnato. Credo sia piuttosto sperimentato, visto che si usa per analisi anche piuttosto complesse come l'individuazione delle strutture e degli stili di improvvisazione, anche senza scrivere o leggere una nota ma solo ascoltando il brano. Sono ancora sufficientemente traumatizzato di mio dallo studio dell'armonia per non infliggerla anche agli altri...
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Messaggio Da bellaprincipessa il Mar 10 Nov 2009, 15:58

Cuore di Tenebra ha scritto:Posso farlo (tempo permettendo), e sempre se interessa, secondo il metodo che mi hanno insegnato. Credo sia piuttosto sperimentato, visto che si usa per analisi anche piuttosto complesse come l'individuazione delle strutture e degli stili di improvvisazione, anche senza scrivere o leggere una nota ma solo ascoltando il brano. Sono ancora sufficientemente traumatizzato di mio dallo studio dell'armonia per non infliggerla anche agli altri...
scusa se entro nella sfera del privato ma posso chiederti che formazione musicale hai? (se non vuoi rispondere non c'é problema! )
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Messaggio Da Cantastorie il Mar 10 Nov 2009, 15:59

penso che si può benissimo fare un tentativo dai amici amici
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Messaggio Da Amantide_Religiosa il Mar 10 Nov 2009, 16:00

Cuore di Tenebra ha scritto:Posso farlo (tempo permettendo), e sempre se interessa, secondo il metodo che mi hanno insegnato. Credo sia piuttosto sperimentato, visto che si usa per analisi anche piuttosto complesse come l'individuazione delle strutture e degli stili di improvvisazione, anche senza scrivere o leggere una nota ma solo ascoltando il brano. Sono ancora sufficientemente traumatizzato di mio dallo studio dell'armonia per non infliggerla anche agli altri...
Basta con questo chiedere "se interessa". A chi interessa leggerà altrimenti amen.

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Messaggio Da fear-of-the-dark il Mar 10 Nov 2009, 16:02

a me interessa, ma già l' ho detto! solo che devo far qualcosa per perdere il titolo di cazzeggiatrice....
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Messaggio Da bellaprincipessa il Mar 10 Nov 2009, 16:07

fear-of-the-dark ha scritto:a me interessa, ma già l' ho detto! solo che devo far qualcosa per perdere il titolo di cazzeggiatrice....
ma perché? Io te lo invidio, te l'ho detto! Infatti oggi ti ho fatto un po' concorrenza (ma solo un pochino, né, lo scettro resta fermamente nelle tue mani! )
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