JEFF BUCKLEY Articolo da LaStampa.it

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JEFF BUCKLEY Articolo da LaStampa.it

Messaggio Da Ciprea* il Mer 24 Ago 2011, 01:02

Spettacoli

19/08/2011 -

DELITTI E MISTERI ROCK
Jeff Buckley, l'uomo che ha assistito
al suo funerale

La copertina di «Grace» di Jeff Buckley

Maggio 1997: il cantante
s’immerge con i vestiti
in un affluente del Mississippi
e non ne esce più
JACOPO IACOBONI

Un figlio e un padre, un genio e un talento che avrebbe voluto esserlo, due morti precoci ma tre cerimonie funebri. Bisogna essere Jeff Buckley per assistere al proprio funerale. La prima morte accade a Santa Monica, California, il 29 giugno 1975, alle 9,42 di sera. Tim Buckley, 28 anni, nove album alle spalle che sperimentano e taglianomolti generi, dal folk alla psichedelia, muore di overdose, eroina e alcolici, nella camera da letto di casa sua. Quando pochi giorni dopo si celebra il funerale, suo figlio - avuto dalla prima moglie, la violoncellistaMary Guibert - non è ancora Jeff, tantomeno Jeff Buckley.

In famiglia lo chiamano col secondo nome, Scottie, ha solo 9 anni, il funerale non è lontanissimo, vero: lui vive ad Anaheim, contea di Orange, sud della California, ma lamadre non ci va. Abbandonata da Tim quand’era ancora incinta, non hamai parlatomale - anzi - del suo antico amore;ma neanche bene. Per dire, una volta le chiesero. «Lei e Jeff andaste al suo funerale?». Rispose: «Non eravamo stati invitati. Ed è tutto». È una ferita che nulla probabilmente riuscirà a sanare, neanche la grazia di Jeff, che sarà il titolo del suo unico album pubblicato in vita, Grace, una pietra miliare dell’indie rock.


Eppure tutta l’arte di Jeff Buckley sarà il racconto di un’Assenza; un istante, una donna, qualcosa che fugge inesorabile, via. Nel ‘90 s’era trasferito a New York, Jeff Buckley, voleva vivere il Village; è in città che assisterà di fatto al suo funerale. È il 26 aprile del ‘91 quando partecipa a un concerto tributo allamemoria di suo padre Tim, nella chiesa di St. Ann di Brooklyn. Per chi suona questa campana, a chi son rivolte questemusiche religiose? Ascoltate anche solo una volta come diventa irresistibile la sua cover di Allelujah di Leonard Cohen. Suona anche, Jeff, in quella chiesa, «I Never Asked To Be Your Mountain», dedicato da Timproprio a lui e allamoglie. Dirà che è un congedo: dal padre ma anche da qualcos’altro, per ora misterioso. «Non era la mia vita. Però mi infastidiva non esser stato presente al suo funerale, non sarei mai più stato in grado di dirgli qualcosa».

Nel finale gli si rompe la chitarra e finisce di cantare a cappella, solo, senzamusica. Spettrale. Esce da quell’esperienza che è come avesse oltrepassato lamorte. Nessuno lo considereràmai unmusicista votato alla fine - come saranno altri geni dei nostri anni quali Mark Linkhous o Vic Chesnutt. Jeff ama vivere, piace da impazzire alle donne, donne in carne e ossa, come l’ultima fidanzata JoanWasser, e loro piacciono a lui. Ama soprattutto la musica, suonare dal vivo al «Sin’è» dell’EastVillage, incrociare i suoi numi - Nina Simone, Billie Holiday, ma anche i Led Zeppelin, Lou Reed e gli Smiths, o lamusica araba. Una svolta è quando incontra Andy Wallace, il produttore di «Nevermind» deiNirvana: capisce subito che Jeff appartiene alla stirpe dei Kurt Cobain, quello un demonio, questo un angelo, «provenivano però dalla stessa zona».

Nel '94 esce Grace, Jeff canta «c’è la luna che chiede di restare/ abbastanza a lungo perché le nuvolemi portino via/ sento che la mia ora sta arrivando/ ma io non ho paura di morire». Bowie dice «se fossi su un’isola deserta vorrei solo questo disco con me». Dylan, un gran simpatico, ammette: «È il più grande di questo decennio». Thom Yorke, leader dei Radiohead, lo vede suonare a Parigi a metà anni 90 e più tardi confesserà: «Il coraggio di cantare in falsetto mi venne sentendo Jeff Buckley. Era di un altro mondo». Alcuni suoi live - per esempio «So Real », dal concerto a Rotterdam- diventano leggenda. Parigi, all’Olympia, lo incorona. Eppure, suonando da sconosciuto nei caffè del Village, dirà: «Avevo la preziosa e insostituibile lussuria del fallimento, del rischio, della resa». Non gli succederà più. Il lusso della Ritirata, la vittoria del fallimento.

Come un eroe di Javier Cercas. C'è un’ansia che divora, in quello scrivere, registrare, suonare, session su session che poi saranno il suo disco postumo.Vuole finirlo aMemphis, Jeff, ha fretta.Urgenza assoluta. La sera del 29maggio ‘97,mentre sta andando a registrare, si ferma con il furgone sulle rive del Wolf River, affluente del Mississippi, e vi si immerge; cosa strana, ha addosso tutto, jeans e stivali pesanti. Non ne esce più. La madre giurerà che droga e alcol non c’entrano.C’è chi dice che, entrando in acqua, Jeff fischietti «Whole Lotta Love», dei Led Zeppelin. Oppure «Forget Her», struggente melodia a una donna da dimenticare. Le due versioni appaiono, come capite, incompatibili. Il terzo funerale si celebra il primo agosto del ‘97, proprio 14 anni fa, anche questo in St.Ann a Brooklyn. Jeff Buckley se n’era andato prima, in data cara agli angeli, fregando anche la Morte.
pianto2

Il suo Cd Grace, lo tengo come un trofeo...grazie a tanti di voi che QUI, mi avete fatto conoscere Jeff Buckey!!! trallallà abbraccio cuoricino
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Re: JEFF BUCKLEY Articolo da LaStampa.it

Messaggio Da judylee il Mer 24 Ago 2011, 08:45

Grazie per l'articolo Ciprea... Grace è anche un mio trofeo. triste
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