Europei di atletica. Barcellona 2010

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Europei di atletica. Barcellona 2010

Messaggio Da xenas il Mar 27 Lug 2010, 11:07

Europei di atletica, Schwazer è d'argento

E' ARGENTO per Alex Schwazer, ed è una medaglia che va accolta con
favore. Tuttavia, viste le premesse era lecito aspettarsi un esordio
europeo più 'pregiato' da parte del marciatore altoatesino. Non è
bastata la migliore prestazione mondiale stagionale sui 20 km di marcia:
Schwazer, specialista nonchè oro olimpico sui 50, non è riuscito ha
trovare quella brillantezza di azione necessaria per la distanza più
breve. Giusta l'impostazione: rendere la contesa molto dura per evitare
duelli non adatti alle sue caratteristiche. Purtroppo per lui però,
nonostante l'assenza dell'ultima ora dello strafavorito russo Borchin,
la inesauribile e discussa scuola dell'est ha tirato fuori dal cilindro
un altro grande talento: Stanislav Emelyanov.

Il marciatore con
la faccia da bambino, bacheca ricchissima di titoli giovanili, tiene
senza troppi problemi il ritmo di Schwazer, poi quando aumenta di
velocità intorno a metà gara, esegue un assolo fino al traguardo
andandosi a prendere un meritato oro. Dietro è una lotta serrata: a
giocarsi il podio con Schwazer, il portoghese Vieira, l'irlandese
Heffernan. Schwazer dimostra buona tenuta, resiste all'attacco di
Vieira, poi piazza l'acuto a 500 metri dall'arrivo conquistando la
seconda piazza. Doppiette sui 20 e 50 km in stile Robert Korzeniowski
(il fuoriclasse polacco) sono ancora difficili da conquistare, tuttavia
la strada è intrapresa.

Circa gli altri italiani, buona prestazione di Giorgio Rubino, che ha tenuto a lungo il ritmo dei migliori




prima di doversi accontentare di un lodevole
quinto posto. Ritirato invece Ivano Brugnetti: il campione olimpico di
Atene ha iniziato bene, con personalità, poi sono usciti gli effetti di
una preparazione precaria.

"Ho tenuto un ritmo che sapevo di
poter aumentare - spiega Schwazer ai microfoni Rai -. E' la prima volta
che gareggiavo contro il russo, inoltre ho fatto l'errore di aspettare
un gruppetto quando ha attaccato. Ho preso quei venti secondi che non
sono riuscito a recuperare. Il secondo posto comunque va bene, ora mi
concentrerò sulla 50 km"



(27 luglio 2010)
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Re: Europei di atletica. Barcellona 2010

Messaggio Da Mede@ il Mar 27 Lug 2010, 15:33


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Re: Europei di atletica. Barcellona 2010

Messaggio Da sonobeatrice il Mar 27 Lug 2010, 17:17

La vedo molto dura gareggiare in pochi giorni per i 20 km ed i 50 km di marcia, quest'ultima poi è massacrante. Ad ogni modo un bel "in bocca al lupo" ad Alex Schwazer che oltretutto è un ragazzo molto simpatico ed allegro.
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Re: Europei di atletica. Barcellona 2010

Messaggio Da Mede@ il Mar 27 Lug 2010, 22:04


Medaglia nei campionati Europei in corso a barcellona

Impresa di Meucci nei 10mila: è bronzo

Il britannico Mo Farah ha vinto davanti a Chris Thompson, che ha chiuso con lo stesso tempo dell'azzurro


BARCELLONA - Impresa dell'azzurro Daniele Meucci che è riuscito conquistare la medaglia di bronzo nei 10mila metri ai camèpionati europei di Atletica in corso a Barcellona. Mo Farah ha vinto la medaglia d'oro nei 10.000 metri. Il britannico di origine somala si è imposto in 28'24"99. Medaglia d'argento per l'altro britannico Chris Thompson in 28'27"33 che ha battuto allo sprint Daniele Meucci, medaglia di bronzo con lo stesso tempo. Settimo posto per l'altro azzurro Andrea Lalli.

«NON ME L'ASPETTAVO» - «Sono contento perché non me l'aspettavo» ha detto opo il traguardo Daniele Meucci. «Il mio allenatore mi ha sempre detto che sarebbe stato oggi il giorno cruciale della mia stagione e mi ha portato a puntino» racconta il pisano dell'Esercito. «Io pensavo di finire sesto - settimo, poi quando ho visto che le gambe giravano ho detto magari salto l'ultimo giro ma provo a stare con loro - racconta -. Ho provato fino in fondo e mi sono buttato ma ormai sono abituato a perdere le volate così, ma sono contento così, perchè non me l'aspettavo». «Dedico questa medaglia a tutte le persone che mi sono state vicine in questi otto anni, soprattutto ad una persona che è sempre nel mio cuore, a Massimo Rrosellini che ci ha lasciato, è stato lui insieme ora al mio allenatore Luigi Principato che mi ha fatto arrivare qui».


http://www.corriere.it/sport/10_luglio_27/meucci-atletica-diecimila_54e65708-99b8-11df-882f-00144f02aabe.shtml


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Re: Europei di atletica. Barcellona 2010

Messaggio Da xenas il Mer 28 Lug 2010, 09:08

non potevo crederci.... erano anni che nn stavo in piedi di fronte alla tv a dire vai..evai... vai!!!

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Re: Europei di atletica. Barcellona 2010

Messaggio Da xenas il Gio 29 Lug 2010, 09:44

Atletica, Vizzoni: martello d'argento agli Europei di Barcellona

Uno splendido martello d’argento e azzurro
vola nel cielo della montagna incantata del Montjuich agli Europei di
atletica, mentre stanno per accendersi i fuochi d’artificio della finale
dei 100 metri, alla quale prendono parte due lampi azzurri. E’ il
martello di Nicola Vizzoni che prende il secondo posto nella gara
continentale.

Ma non c’è tempo per goderne, che già sono sui blocchi di partenza. Collio e Di Gregorio,
i nostri eroi, sono sulle fasce laterali, la corsia 1 e la 8 e lì corre la felicità.
Collio sta male e neanche scatta, tiene d’occhio la prossima staffetta.
Cristophe Lemaitre, il primo bianco a scendere sotto i 10 secondi (73
neri l’avevano fatto prima di lui) è in corsia 6: parte lento ma arriva
forte e vince l’oro più bello, l’oro dei 100 che un bianco europeo non
vinceva dal 1982, il tedesco, allora dell’est, Emmelmann.
Vince e si apre nuove prospettive davanti: 10.11 con in faccia un vento
di un metro; sua la peggior partenza, suo il miglior arrivo.

Non è ancora un Bolt o un Powell o un Tyson Gay ma ha appena
compiuti vent’anni, i lineamenti larghi dei francesi non parigini (è di
Aix les Bains). Al secondo posto l’ inglese Lewis Francis con 10.18 che è
lo stesso tempo del francese Mbandjock, del portoghese Obikwelu e
dell’inglese Chambers, che era lo sfidato-sfidante di Lemaitre ed ha
irrimediabilmente perduto la sua sfida. Emanuele Di Gregorio chiudeva al
settimo posto (10.34), Colli “dnf”, non ha corso.

Ma resta l’impresa della finale in due e il sogno della staffetta.
Due ore prima, le semifinali. Lemaitre vinceva la sua in 10.06 con
vento contrario di un metro e 02; il calcolo dice che varrebbe un 9.95.
Splendido secondo l’azzurro Di Gregorio, al personal best con 10.17
(precedeva l’inglese Lewis Francis 10.21); usciva, col sui 10.46,
l’ipovedente irlandese Smyth vincitore di Paralimpiadi a Pechino e
compagno d’allenamento di Tyson Gay: ha fatto la storia fin qui. 10.10
con vento nullo per Chambers frenante, davanti al norvegese del Gambia
Sandy Nouré con terzo Simone Collio, terzo in 10.23 e in attesa di
notizie da ripescaggio dalla terza semifinale. Erano buone, perché il
terzo del round vinto da Mbandjock in 10.19 su Obikwelu in 10.25, era
Dasaolu in 10.31. Questo crono è lo spray Lazzaro dell’alzati e cammina:
Simone si toccava la gamba sinistra a fine gara, come a dire “che
dolore!”, ma all’ avvenuta qualificazione si registrava il miracolo
della guarigione.

Due azzurri nella finale europea dei 100: successo solo nel ’66 a Budapest, Giani e Gianattasio. Sì, tira un’aria nuova nella nostra atletica, che non fa più turismo sportivo e s’apre ai giovani.

Lancio d’argento. si è presentato all’ultimo
lancio del martello con un peso sullo stomaco grande così: il suo 78.03
che valeva il bronzo era stato appena sorpassato dal 78.20 del
bielorusso Sviatokha. Bisognava far di più: a 37 anni, 122 chili,
bisognava ricordarsi d’esser stato da ragazzo cintura blu delle arti
marziali e da uomo fatto argento olimpico a Sydney. Bisognava metterci
tutto e qualcosa di più, la forza nella mosca bianca che è il suo
pizzetto di moschettiere extralarge. E lo faceva, Nick mano fredda: il
martello atterrava oltre i 79 metri (79.12: a Sydney erano 79.64 sotto
la pioggia) e non solo consentiva al capitano coraggioso della nazionale
azzurra di riprendersi il bronzo ma lo portava all’argento dietro
Charfettag, slovacco dal lancio di 80.02.

Belle e brave. Silvia Salis, la pin up del martello perché ormai
sono lontanissimi i tempi dei “fratelli Press” anche sulle pedane dei
lanci, si è qualificata per la finale al primo tentativo; addirittura in
due le ragazze nella finale dei 400, il giro della morte, risultato
“storico”, giacché gli almanacchi ricordano due soli precedenti al
singolare, la Govoni (1969) e la Spuri (1998): lo raggiungono con il
secondo tempo (51.03) Libania Grenot, cubana di nascita, italiana per
amore perché ha sposato un romano, e Marta Milani (52.36).

Mamma Levorato va fuori nei 100, resta dentro mamma Arron, 37 anni, che già volava quando ne aveva venti.
Azzurri bene. dei 400 che escono, ma con onore: buoni i tempi di
Barberi (45.63) cavallo di ritorno, e del giovane Vistalli (45.38) al
personal best da sfrontato corridore, che chiedergli di più?

Curiosità statistica: s’affronteranno in finale Jonathan e Kevin Borlée, gemelli,
Romolo e Remo in salsa belga, andati a studiare anche atletica in
Florida dopo le raggiunte semifinali di Pechino 2008: corre anche la
sorellina Olivia, allena papà Jacques, corse di famiglia. Avanti anche
il timido Christian Obrist che diceva: la mia finale è la semi. Invece,
primo dei ripescati, avrà una gara in più nei 1500 di cui fu campione
d’Europa il presidente Arese.

Le medaglie delle donne. Nella marcia le russe occupano il podio,
vince la matematica olimpionica e mondiale Kaniskina; nei 10 mila,
correndo da etiope qual è nata ma ad andamento lento, vinceva la turca
Abeylegesse davanti alla Kibet, kenyana d’Olanda; nel disco oro alla
croata Perkovic, anche lei nel numeroso club delle bellezze da stadio,
stesso sguardo della Vlasic: la premiava, sul podio in cima alla curva,
Sergey Bubka che un tempo sarebbe arrivato fin lassù saltando con
l’asta; nel lungo, tenendosi corta a 6,92, vinceva la lettone Radevica,
stessa misura per la portoghese Gomes ma peggiore secondo salto.
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Re: Europei di atletica. Barcellona 2010

Messaggio Da Vale82 il Ven 30 Lug 2010, 11:44

Schwazer ko nella 50 km
"Non mi diverto più"
Delusione nella marcia agli Europei di Barcellona. L'olimpionico dopo 37 km lascia per un problema muscolare alla coscia destra: "Da due anni non riesco più a gioire. Una gara così l'avrei dominata. In questo sport devi essere umile, avere voglia di spaccare il mondo, ma per me dopo i Giochi è tutto scontato...". L'oro al francese Diniz, De Luca è sesto

BARCELLONA, 30 luglio 2010 - Alex Schwazer voleva l'oro ed invece a Barcellona è arrivato il ritiro. Colpa di un problema muscolare, che lo ha torturato dopo il 35° chilometro. Lui alla fine appare scioccato. Incredulo, deluso, fa fatica a parlare. Ma trova coraggio e si presenta ai microfoni Rai, con gli occhi di vuoti. "Da due anni non riesco più a gioire. Una gara così, con un minimo di condizione, l'avrei dominata. In questo sport devi essere umile, avere voglia di spaccare il mondo, ma per me dopo i Giochi è tutto scontato. Non mi diverto più. Se arrivo secondo è già una delusione. Devo rispettare chi è qui e fatica, così non va bene. Devo pensarci". E ancora: "Non è un problema fisico, ma ho la sensazione che il mio corpo faccia di tutto per non fare fatica". E sul ritiro di oggi: "È stato un problema muscolare, ma sulle lunghe distanze è difficile andare avanti se non stai bene".

Ecco la cronaca diretta della 50 km:

15° KM — Il francese Johann Diniz guida la gara dall'inizio. Schwazer è in un gruppetto di cinque inseguitori, con 1'10'' di ritardo, con l'altro azzurro De Luca.

20° KM — Cambia poco. Diniz continua a condurre, Schwazer, De Luca, i russi Bakulin e Kirdyapkin e il polacco Sudol perdono qualcosa e inseguono con 1'25'' di ritardo.

21° KM — Alex Schwazer resta indietro e si stacca dal gruppetto. Probabilmente ha avuto un problema muscolare al retrocoscia. Adesso è a 1'53'' da Diniz e mezzo minuto dal gruppetto dei quattro inseguitori. L'azzurro però ha ripreso a marciare senza problemi.

24° KM — Schwazer ha ripreso il gruppetto e superato De Luca. Il ritardo su Diniz è ora di 1'40''. Fortunatamente non si è trattato di un problema muscolare, ma di un fastidio intestinale.

25° KM — Diniz passa al 25° km con il tempo di 1h 49'56'', il quartetto di inseguitori, tra cui Schwzer ha 1'45'' di ritardo, De Luca è dietro di venti metri. Alle sue spalle incalzano il norvegese Nymark e lo spagnolo Garcia, che sta portando avanti un grande recupero.

30° KM — Non cambia nulla. Diniz primo con 1'45'' sugli inseguitori che sono diventati tre, con Kirdyapkin leggermente dietro. Quindi De Luca e Garcia, che ha staccato il finlandese Kinnunen e Nymark.

35° KM — Aumenta di quattro secondi il vantaggio di Diniz su Bakulin, Schwazer e Sudol. Perde ancora Kirdyapkin con De Luca che prova a raggiungerlo per strappargli il quinto posto.

37° KM — Brutto momento per Schwazer che si ferma per massaggiare la coscia destra. Alex riprende a marciare ma ha perso molti secondi.

38° KM — Ancora problemi per Alex, corre e si ferma. La contrattura non passa. Diniz intanto continua a condurre.
Schwazer è costretto al ritiro.

40° KM — De Luca supera Kirdyapkin ed è quarto, ma Garcia lo incalza. Diniz ancora avanti, Bakulin dietro a 1'49'' e Sudol a 1'50''.

45° KM — Gara dai ritiri eccellenti: dopo Nymark e Schwazer si ferma anche il campione del mondo in carica Kirdyapkin. Diniz primo (nonostante una caduta), Bakulin secondo, Sudol terzo. Grande recupero dell'irlandese Heffernan, che ha superato Garcia e De Luca, ora sesto.

50° KM — Vince Johann Diniz, dominatore della gara dall'inizio alla fine, che ha chiuso sventolando la bandiera francese in 3h40'37'', confermandosi campione d'Europa quattro anni dopo Goteborg. Ottimo secondo posto del polacco Sudol, bronzo per il russo Bakulin. Quarto posto per Heffernan a cui non riesce la rimonta da podio, poi lo spagnolo Garcia e l'azzurro Marco De Luca.




http://www.gazzetta.it/Sport_Vari/Atletica/30-07-2010/schwazer-caccia-oro-71616786060.shtml



WUB

è stato un azzardo troppo grande la 20 e la 50 km ad un paio di giorni di distanza.........


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Re: Europei di atletica. Barcellona 2010

Messaggio Da Mede@ il Sab 31 Lug 2010, 22:24

ATLETICA
Brave Incerti e La Mantia
Dalle siciliane due medaglie
Agli Europei di Barcellona, la marciatrice è stata preceduta sul traguardo dalla lituana Balciunaite (oro) e dalla russa Yulamanova (argento). Avanzano in finale tre staffette italiane: le due 4x400 e la 4x100 uomini, in un primo momento squalificata per cambio irregolare. In serata lo splendido argento nel salto triplo. Gibilisco ai piedi del podio



BARCELLONA - Si arricchisce il medagliere dell'Italia dell'atletica nella penultima giornata dei Campionati Europei in svolgimento a Barcellona. Ora il bottino azzurro sale a quota cinque allori, grazie alle due medaglie conquistate da due atlete siciliane: il bronzo al mattino di Anna Carmela Incerti nella maratona e l'argento (il terzo nella rassegna iridata della città catalana) arrivato in serata nel salto triplo femminile per merito di Simona Lamantia. L'atleta palermitana è infatti giunta seconda con la misura di 14,56 metri, piazzandosi alle spalle dell'ucraina Olha Saladuha, oro con 14,81, mentre il bronzo è stato appannaggio della belga Svetlana Bolshakova, a un solo centimetro dall'azzurra.

SIMONA INCREDULA: "SERATA MAGNIFICA" - Un exploit accolto quasi con incredulità dalla stessa protagonista. "Non ci credo, non ci credo", le prime parole di Simona La Mantia, che fatica a trattenere la gioia e l'emozione per questa medaglia d'argento. "Ho avuto tre anni di infortuni, ho cercato di riprendermi e quest'anno è arrivato tutto insieme - aggiunge l'atleta palermitana ai microfoni di Rai Sport -. Campionessa italiana, season best, io non ci credo... Sono entrata in pedana con la voglia di fare bene, sapevo di poter fare bene ma non pensavo che questo 14,56 valesse una medaglia d'argento. Pensavo servisse una misura più alta. Voglio ringraziare il mio allenatore, le Fiamme Gialle che mi sono sempre state vicine. Ringrazio tutti, la mia famiglia, il mio ragazzo.
E' una serata indimenticabile, magnifica".

INCERTI: BRONZO CHE VALE COME UN ORO - In precedenza l'altra siciliana Anna Carmela Incerti aveva colto il bronzo nella maratona in 2h32'48''. L'oro è andato alla lituana Balciunaite e l'argento alla russa Yulamanova. "Non me l'aspettavo, è stata una sorpresa, anche se il mio allenatore c'ha sempre creduto - ha detto l'atleta di Bagheria a fine gara ai microfoni di Raisport - . Forse alla fine mi sono accontentata, ma penso di non aver sbagliato niente. Questo bronzo per me è come un oro".

ASTA, GIBILISCO AI PIEDI DEL PODIO - Al podio è arrivato vicinissimo invece un altro siciliano, ovvero Giuseppe Gibilisco nella gara di salto con l'asta, che ha visto imporsi il francese Renaud Lavillenie con la misura di 5,85. Argento per l'ucraino Maksym Mazuryk (5,80) e bronzo al polacco Przemyslaw Czerwinski (5,75). Gibilisco ha fallito i tre tentativi a quota 5,85 dopo aver saltato il suo primato stagionale di 5,75.

GIUSEPPE: PECCATO, CREDEVO A MEDAGLIA - Il siciliano è tornato fra i grandi del salto con l'asta, ma il quarto posto ottenuto nella finale degli Europei. "Il rammarico c'è, ed è inutile negarlo. Oggi per me la possibilità di prendere una medaglia c'era tutta - dice Gibilisco esprimendo il proprio rammarico ai microfoni di RaiSport - e mi dispiace non esserci riuscito. Quando ti porti a casa una medaglia di legno non è bello, anche se questo è più pregiato del solito. Ma se avessi fatto 5.75 al primo tentativo avrei vinto l'argento".
"Il salto a 5.85 lo valevo - dice ancora l'astista azzurro, campione del mondo a Parigi nel 2003 - e se avessi avuto più tempo per recuperare e concentrarmi probabilmente ci sarei riuscito. Non essere andato sul podio mi dispiace per me stesso, per la squadra e per il presidente Arese, che credeva in me. Faccio sempre 30 e non riesco mai a fare il 31. Comunque Arese lo ringrazio, così come ringrazio il segretario generale del Coni Pagnozzi, che ha sempre voluto che tornassi a certi livelli. Sono tornato, ma questa era una gara importante, in cui ci vuole continuità. Io sto ancora provando a tornare in auge, ma la mia rivincita non è questa: io voglio sentire suonare l'inno di Mameli. Lo merito, e poi io sono uno che non si accontenta".

IN FINALE LE STAFFETTE 4X400 - Nelle qualificazioni della mattina, tre staffette azzurre su quattro centrano la finale. La 4x400 donne (Chiara Bazzoni, Marta Milani, Maria Enrica Spacca e Libania Grenot) si è qualificata vincendo la seconda semifinale con il tempo di 3'27"95 (secondo tempo assoluto alle spalle delle russe). Il quartetto maschile del miglio, invece, (Claudio Licciardello, Luca Galletti, Domenico Fontana e Marco Vistalli) - ha chiuso la propria batteria al quarto posto con il tempo di 3'04"55 e ha conquistato il pass per la finale grazie al ripescaggio dei tempi.

DELUSIONE E GIOIA - Delusione e poi gioia per la 4x100 uomini. Il quartetto azzurro composto da Roberto Donati, Simone Collio, Emanuele Di Gregorio e Maurizio Checcucci aveva concluso la batteria al secondo posto, ma era stato squalificato per cambio irregolare, Dopo aver esaminato il filmato la giuria ha però stabilito che la colpa era di un frazionista russo che aveva disturbato il passaggio di testimone ed è stato confermato il secondo posto degli azzurri in 38"82 alle spalle della Germania. Eliminate invece le donne: Jessica Paoletta, Tiziana Grasso, Giulia Arcioni e Audrey Alloh hanno chiuso la batteria al sesto posto con il tempo di 44"15. Niente finale per Merlene Ottey, in pista a 50 anni. L'atleta di origine giamaicana, naturalizzata slovena, non ha superato la batteria della staffetta 4x100: la sua squadra ha infatti ottenuto il settimo tempo.

MEUCCI SESTO NEI 5000 - Mo Farah ha vinto la medaglia d'oro nei 5.000 metri, doppiando così il successo dei 10 mila: il britannico di origini somale (13'31"18 il suo tempo) ha preceduto lo spagnolo Jesus Espana (13'33"12). Bronzo all'azero Hayle Ibrahimov (13'34"15). Sesto l'azzurro Daniele Meucci (bronzo nella distanza doppia), decimo l'altro italiano in gara, Stefano La Rosa.




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