..e al cinema vacci tu...

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Re: ..e al cinema vacci tu...

Messaggio Da Amantide_Religiosa il Ven 17 Set 2010, 01:39

LucyGordon ha scritto:@Dezzalepi

al momento attuale "The Cospirator" di Robert Redford non ha una distribuzione, c'è il forte rischio che rimanga negli scafali ....definirlo politicamente non corretto e un eufemismo. Dopo la proiezione a Toronto la critica lo ha osannato , il pubblico ha dato 6.0 su 10.0 , sai meglio di meglio cosa succede negli States quando vai a mettere in discussione dei capisaldi .
Spero proprio che esca nelle sale, altrimenti toccherà vederlo in DVD.

Il pubblico di IMDB ha dato 7.7/10. Mi piace molto Redford, sopratutto da quando ha iniziato con il Sundance Film Festival. Mi aspettavo di più dal "Leoni per Agnelli", mi ha deluso parecchio.

Cmq vorrei vedere questo film. sì sì!

_________________________________
""The Common Market: We (British) went into it to screw the French by splitting them off from the Germans. The French went in to protect their inefficient farmers from commercial competition. The Germans went in to purge themselves of genocide and apply for readmission to the human race."
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Re: ..e al cinema vacci tu...

Messaggio Da dino75 il Ven 17 Set 2010, 08:01

Emmaris ha scritto:
ma ti riferisci al film di animazione di Kon?

Si, fin dal trailer in America si è pensato che Aronofsky si sia ispirato a Perfect blue, un film di cui lui ha i diritti,anche perché ne ha ripetuta una scena in Requiem for a dream.
Nel 2001 lui e Satoshi Kon si sono anche incontrati. Secondo me, soprattutto nella paranoia attrice/ballerina ci sono delle suggestioni simili, se è stato un omaggio, è un omaggio molto raffinato.


Questa è invece la famosa scena del bagno replicata da Aronofsky:


hmmmmmmmmmmmmm,molto interessante
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Re: ..e al cinema vacci tu...

Messaggio Da Emmaris il Ven 17 Set 2010, 15:32

Amantide_Religiosa ha scritto:
LucyGordon ha scritto:@Dezzalepi

al momento attuale "The Cospirator" di Robert Redford non ha una distribuzione, c'è il forte rischio che rimanga negli scafali ....definirlo politicamente non corretto e un eufemismo. Dopo la proiezione a Toronto la critica lo ha osannato , il pubblico ha dato 6.0 su 10.0 , sai meglio di meglio cosa succede negli States quando vai a mettere in discussione dei capisaldi .
Spero proprio che esca nelle sale, altrimenti toccherà vederlo in DVD.

Il pubblico di IMDB ha dato 7.7/10. Mi piace molto Redford, sopratutto da quando ha iniziato con il Sundance Film Festival. Mi aspettavo di più dal "Leoni per Agnelli", mi ha deluso parecchio.

Cmq vorrei vedere questo film. sì sì!

E' probabile che sia al festival di Roma sorriso
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Re: ..e al cinema vacci tu...

Messaggio Da lepidezza il Ven 17 Set 2010, 15:39

come per lions for lambs..appunto.
quando è il festival di roma?.. fischio
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Re: ..e al cinema vacci tu...

Messaggio Da LucyGordon il Ven 17 Set 2010, 15:44

lepidezza ha scritto:come per lions for lambs..appunto.
quando è il festival di roma?.. fischio

.........già ti vedo

chissà perchè mi sa di deja vue


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Re: ..e al cinema vacci tu...

Messaggio Da lepidezza il Ven 17 Set 2010, 15:45

liussi o nello utah o qui vicino.. ho due domandine da porre a bob prima che schiatti!
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Re: ..e al cinema vacci tu...

Messaggio Da LucyGordon il Ven 17 Set 2010, 15:47

lepidezza ha scritto:liussi o nello utah o qui vicino.. ho due domandine da porre a bob prima che schiatti!

..........o in Messico
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Re: ..e al cinema vacci tu...

Messaggio Da mambu il Ven 17 Set 2010, 15:56

Omo di parola sugno... andai a vedere

Somewhere di Sofia Coppola

ovvero

Chi si accontenta gode (poco)


Per non fare il crudelone dico subito qualcosa di positivo: è un filme molto misurato ed equilibrato, in cui la Coppolina finalmente fa una scelta di linguaggio e la segue coerentemente. E' principalmente girato in camera fissa; le variazioni, i movimenti e anche i cambi di luce hanno un significato presciso. Anche troppo però... è un film molto leggibile e chiaro, sembra quasi fatto apposta per i critici e pubblico cinefilo medio-acculturato (è una mia fissa, lo so ... d'altronde nel mazzo dei medi mi ci metto anch'io). Quel che si dice "film da festival", racconta per sottrazione ma senza essere criptico, non accumula (ma ripete spesso le stesse scene anche se non senza motivo), usa piani anche molto lunghi, inusuali per il cinema americano (ma ormai à la page in quello "alternativo").

Come dissi decisi di andare a vederlo solo perché aveva dichiarato un debito col Toby Dammit di Fellini; e infatti è un film sullo spaesamento e l'ingabbiamento con protagonista un attore di successo. In più ha messo il rapporto genitore/figlio col figlio che rappresenta la parte adulta, il principio di realtà mi vien da dire, e qui gli antecedenti sono molti (premio a chi ne cita di più ).

Maggiori dettagli in spoiler
Spoiler:
Esempi di uso del linguaggio visivo/cinematografico.

Comincia con titoli di testa su nero con musichina cupa (bellina, anche se mi ricorda qualcosa che non riesco a farmi venire chiaro in mente). La musica fuori campo (cioè non proveniente da fonti presenti sulola scena) è pochissima e sono sempre questi quattro accordi dissonanti un po' inquietanti e sono un marchio preciso del momento drammatico.
Poi: no musica - inquadratura fissa in campo medio lungo di quello che capiamo essere un piccolo circuito quando ci vediamo passare per 4 volte una Ferrari nera (Toby Dammit ce l'aveva rossa). La quinta volta la vediamo fermarsi [nota per Piedo: bello sentire il rumore delle punterie, meno bello sentire una Ferrari col cambio automatico ] e ne scende un giovane uomo che comincia a camminare apparentemente senza direzione.

Eccoci presentato lo spaesamento e l'ingabbiamento. Un uomo che non sa dove andare e che, per quanto faccia delle cose ritenute eccitanti (girare in circuito con una Ferrari! e nel resto del film accompagnarsi a qualsiasi gnoccolona incontri e participare a festini extralusso) non fa altro che girare in cerchio: un uomo in gabbia. Contrariamente all'iconografia comune, la macchina è gabbia anch'essa; vedremo poi lunghe sequenze di viaggio su affollate highway a più corsie: non c'è il viaggio come liberazione e scoperta, non c'è una frontiera/cambiamento. Infatti l'ultimo segno della liberazione (finale aperto su cui magari torno se non mi stanco di scrivere ) è l'abbandono della macchina.

Nei primi minuti, incastonate tra altre scene di festino sesso-alcol e vagabondaggio-tampinamento di figa, ci sono altre due scene chiave del film messe chiaramente in relazione oppositiva: i due balletti
Il primo è una lap dance di un paio di gemelle (?) nella camera d'albergo dell'attore che guarda con occhio annoiato e alla fine si addormenta (una specie di narcolessia che ritorna anche in altri momenti e che però la regista si premura di motivare mostrandoci gli abusi alcoloci e il bagno pieno di barbiturici); la camera è fissa e l'illuminazione cruda rende i dettagli nitidi e realistici, anche un po' buffi ma con molta misura, senza scivolare nel grottesco.
Il secondo è il balletto sul ghiaccio della figlia. Anche qui la camera alterna i piani di lui che guarda e di lei che balla. Però mentre su di lui la camera è fissa e i contorni netti, su di lei compie gli unici movimenti ampi e liberi del film, anche se senza mutare il punto di vista; e la fotografia qui è sfumata, l'illuminazione diffusa e i contorni meno netti (caratteristica dei piani in cui appare la bambina, vedi le scene in bagno e in cucina): un accenno di fiabesco? Ma come nel primo balletto sta attenta a non cadere nel grottesco, qui bada a evitare il favolistico. Accenna senza sottolineare. Il contrappunto tra le due scene è anche nello sguardo del protagonista; anche qui comincia guardando distrattamente, con la faccia di uno che s'è fatto seghe per tre giorni , ma poi èpian piano si illumina e alla fine esprime gioia e vitalità; il ritorno alla realtà?

Fondamentalmente il film è tutto qui. Lo schema -scena cupa con musichina inquietante - scene di dissoluzione/ingabbiamento da baccotabaccovenere - riscoèperta della vita grazie alla bimba- si ripete più volte.

[Aggiungo dopo rilettura: naturalmente non c'è niente di male in sé. Pure Welles lo faceva sempre.
Inoltre all'interno dello schema ci sono variazioni, richiami a distanza f5ra scene per parallelismo o per opposizione ecc. (altro es. di richiamo per opposizione: la scena della maschera con lentissimo zoom in avanti - l'ingabbiamento - che si contrappone alla scena della piscina con lentissimo zoom indietro concluso con una vista (soggettiva?) del cielo limpidissimo - la liberazione).
Sempre tutto troppo chiaro e ovvio

L'unica variazione netta nel finale, quando il distacco dalla bimba è definitivo, e allora alla scena cupa con musichina segue crisi palese, con segni visivi (ovvi ma sobri, come l'abbandono sul divano, i vassoi dei pasti accumulati...) e purtroppo anche dialogati (la telefonata con la ex-moglie, unica vera caduta di tono del film ), e poi lo strappo con la fuga/liberazione e il finale aperto con ghinazziani campi di grano al posto dell'oceano di Antoine Doinel ma insomma siamo lì... o forse al posto dei cavalli del Kentucky e quindi alla morte? il finale è appunto aperto, se vogliamo lo possiamo immaginare incontrare uno strano tipo prima di un ponte e fare con isso una scommessa, come Toby Dammit (quello di Poe, non quello di Fellini)

E' quasi l'unico elemento del film che cerca di essere a più sensi, ma io l'ho trovato terribilmente di maniera. Obbedisce alla tecnica della balena bianca (se non sai cosa fare metti una balena bianca e i critici si scervelleranno per darle un significato), come l'altro elemento che vorrebbe essere polisemico (scusate la parolaccia ): i messaggini che continuamente riceve sul cell e che più che una persecuzione sembrano una continua interrogazione a sé stesso - così mi ha suggerito un mio amico che io naturalmente ho accusato di essere caduto nella sindrome della balena bianca

'nzomma per me un film molto studiato e precisino ma di un piattezza desolante che sarà presto e giustamente dimenticato. (il premio a Venezia era l'unico modo per garantirgli un minimo di durata ).
Se poi qualcuno ci vuole leggere lavital'universoetuttoquanto... liberissimo di farlo; il film è fatto apposta, è una pagina quasi bianca su cui ognuno può scrivere un po' ciò che vuole. Io lo incasellato tra i film furbetti, con tanti ingredienti ma nessun sapore, con possibili letture opposte (qualcuno ne ha già fato una moralistico-puritana, ad esempio?).

Cercatevi invece Il lamento sul sentiero (Pather Panchali) di Satyajit Ray invece Grande cinema.... e m'importa una sega se l'han fatto con quattro lire 60 anni fa, è anche molto più spettacolare e appassionante di queste pappette e con una ricchezza visiva che davvero ti riempie gli occhi pur nella grande sobrietà (Ray fu prima pittore, poi regista)


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Re: ..e al cinema vacci tu...

Messaggio Da LucyGordon il Ven 17 Set 2010, 16:01

...........giurò non ti chiederò più un parere

ci risentiamo fra 4 giorni......adesso leggo
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Re: ..e al cinema vacci tu...

Messaggio Da xenas il Ven 17 Set 2010, 16:01

mambu ha scritto:Omo di parola sugno... andai a vedere

Somewhere di Sofia Coppola

ovvero

Chi si accontenta gode (poco)


Per non fare il crudelone dico subito qualcosa di positivo: è un filme molto misurato ed equilibrato, in cui la Coppolina finalmente fa una scelta di linguaggio e la segue coerentemente. E' principalmente girato in camera fissa; le variazioni, i movimenti e anche i cambi di luce hanno un significato presciso. Anche troppo però... è un film molto leggibile e chiaro, sembra quasi fatto apposta per i critici e pubblico cinefilo medio-acculturato (è una mia fissa, lo so ... d'altronde nel mazzo dei medi mi ci metto anch'io). Quel che si dice "film da festival", racconta per sottrazione ma senza essere criptico, non accumula (ma ripete spesso le stesse scene anche se non senza motivo), usa piani anche molto lunghi, inusuali per il cinema americano (ma ormai à la page in quello "alternativo").

Come dissi decisi di andare a vederlo solo perché aveva dichiarato un debito col Toby Dammit di Fellini; e infatti è un film sullo spaesamento e l'ingabbiamento con protagonista un attore di successo. In più ha messo il rapporto genitore/figlio col figlio che rappresenta la parte adulta, il principio di realtà mi vien da dire, e qui gli antecedenti sono molti (premio a chi ne cita di più ).

Maggiori dettagli in spoiler
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Esempi di uso del linguaggio visivo/cinematografico.

Comincia con titoli di testa su nero con musichina cupa (bellina, anche se mi ricorda qualcosa che non riesco a farmi venire chiaro in mente). La musica fuori campo (cioè non proveniente da fonti presenti sulola scena) è pochissima e sono sempre questi quattro accordi dissonanti un po' inquietanti e sono un marchio preciso del momento drammatico.
Poi: no musica - inquadratura fissa in campo medio lungo di quello che capiamo essere un piccolo circuito quando ci vediamo passare per 4 volte una Ferrari nera (Toby Dammit ce l'aveva rossa). La quinta volta la vediamo fermarsi [nota per Piedo: bello sentire il rumore delle punterie, meno bello sentire una Ferrari col cambio automatico ] e ne scende un giovane uomo che comincia a camminare apparentemente senza direzione.

Eccoci presentato lo spaesamento e l'ingabbiamento. Un uomo che non sa dove andare e che, per quanto faccia delle cose ritenute eccitanti (girare in circuito con una Ferrari! e nel resto del film accompagnarsi a qualsiasi gnoccolona incontri e participare a festini extralusso) non fa altro che girare in cerchio: un uomo in gabbia. Contrariamente all'iconografia comune, la macchina è gabbia anch'essa; vedremo poi lunghe sequenze di viaggio su affollate highway a più corsie: non c'è il viaggio come liberazione e scoperta, non c'è una frontiera/cambiamento. Infatti l'ultimo segno della liberazione (finale aperto su cui magari torno se non mi stanco di scrivere ) è l'abbandono della macchina.

Nei primi minuti, incastonate tra altre scene di festino sesso-alcol e vagabondaggio-tampinamento di figa, ci sono altre due scene chiave del film messe chiaramente in relazione oppositiva: i due balletti
Il primo è una lap dance di un paio di gemelle (?) nella camera d'albergo dell'attore che guarda con occhio annoiato e alla fine si addormenta (una specie di narcolessia che ritorna anche in altri momenti e che però la regista si premura di motivare mostrandoci gli abusi alcoloci e il bagno pieno di barbiturici); la camera è fissa e l'illuminazione cruda rende i dettagli nitidi e realistici, anche un po' buffi ma con molta misura, senza scivolare nel grottesco.
Il secondo è il balletto sul ghiaccio della figlia. Anche qui la camera alterna i piani di lui che guarda e di lei che balla. Però mentre su di lui la camera è fissa e i contorni netti, su di lei compie gli unici movimenti ampi e liberi del film, anche se senza mutare il punto di vista; e la fotografia qui è sfumata, l'illuminazione diffusa e i contorni meno netti (caratteristica dei piani in cui appare la bambina, vedi le scene in bagno e in cucina): un accenno di fiabesco? Ma come nel primo balletto sta attenta a non cadere nel grottesco, qui bada a evitare il favolistico. Accenna senza sottolineare. Il contrappunto tra le due scene è anche nello sguardo del protagonista; anche qui comincia guardando distrattamente, con la faccia di uno che s'è fatto seghe per tre giorni , ma poi èpian piano si illumina e alla fine esprime gioia e vitalità; il ritorno alla realtà?

Fondamentalmente il film è tutto qui. Lo schema -scena cupa con musichina inquietante - scene di dissoluzione/ingabbiamento da baccotabaccovenere - riscoèperta della vita grazie alla bimba- si ripete più volte.

[Aggiungo dopo rilettura: naturalmente non c'è niente di male in sé. Pure Welles lo faceva sempre.
Inoltre all'interno dello schema ci sono variazioni, richiami a distanza f5ra scene per parallelismo o per opposizione ecc. (altro es. di richiamo per opposizione: la scena della maschera con lentissimo zoom in avanti - l'ingabbiamento - che si contrappone alla scena della piscina con lentissimo zoom indietro concluso con una vista (soggettiva?) del cielo limpidissimo - la liberazione).
Sempre tutto troppo chiaro e ovvio

L'unica variazione netta nel finale, quando il distacco dalla bimba è definitivo, e allora alla scena cupa con musichina segue crisi palese, con segni visivi (ovvi ma sobri, come l'abbandono sul divano, i vassoi dei pasti accumulati...) e purtroppo anche dialogati (la telefonata con la ex-moglie, unica vera caduta di tono del film ), e poi lo strappo con la fuga/liberazione e il finale aperto con ghinazziani campi di grano al posto dell'oceano di Antoine Doinel ma insomma siamo lì... o forse al posto dei cavalli del Kentucky e quindi alla morte? il finale è appunto aperto, se vogliamo lo possiamo immaginare incontrare uno strano tipo prima di un ponte e fare con isso una scommessa, come Toby Dammit (quello di Poe, non quello di Fellini)

E' quasi l'unico elemento del film che cerca di essere a più sensi, ma io l'ho trovato terribilmente di maniera. Obbedisce alla tecnica della balena bianca (se non sai cosa fare metti una balena bianca e i critici si scervelleranno per darle un significato), come l'altro elemento che vorrebbe essere polisemico (scusate la parolaccia ): i messaggini che continuamente riceve sul cell e che più che una persecuzione sembrano una continua interrogazione a sé stesso - così mi ha suggerito un mio amico che io naturalmente ho accusato di essere caduto nella sindrome della balena bianca

'nzomma per me un film molto studiato e precisino ma di un piattezza desolante che sarà presto e giustamente dimenticato. (il premio a Venezia era l'unico modo per garantirgli un minimo di durata ).
Se poi qualcuno ci vuole leggere lavital'universoetuttoquanto... liberissimo di farlo; il film è fatto apposta, è una pagina quasi bianca su cui ognuno può scrivere un po' ciò che vuole. Io lo incasellato tra i film furbetti, con tanti ingredienti ma nessun sapore, con possibili letture opposte (qualcuno ne ha già fato una moralistico-puritana, ad esempio?).

Cercatevi invece Il lamento sul sentiero (Pather Panchali) di Satyajit Ray invece Grande cinema.... e m'importa una sega se l'han fatto con quattro lire 60 anni fa, è anche molto più spettacolare e appassionante di queste pappette e con una ricchezza visiva che davvero ti riempie gli occhi pur nella grande sobrietà (Ray fu prima pittore, poi regista)





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Re: ..e al cinema vacci tu...

Messaggio Da lepidezza il Ven 17 Set 2010, 16:05

mambu mi stronchi bob cineasta e attore su due piedi per piacere?
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Re: ..e al cinema vacci tu...

Messaggio Da LucyGordon il Ven 17 Set 2010, 16:06

Sono passati 4 giorni?

Festval Internazionale del Film di Roma

dal 28 ottobre al 5 novembre

Apertura:
Last Night di Massy Tadjedin
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Re: ..e al cinema vacci tu...

Messaggio Da LucyGordon il Ven 17 Set 2010, 16:08

lepidezza ha scritto:mambu mi stronchi bob cineasta e attore su due piedi per piacere?

........ .........Dezza è in un momento di crisi....

........servono gli orari dei traghetti per Civitavecchia?
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Re: ..e al cinema vacci tu...

Messaggio Da mambu il Ven 17 Set 2010, 16:10

LucyGordon ha scritto:...........giurò non ti chiederò più un parere

ci risentiamo fra 4 giorni......adesso leggo
io c'ho messo tre ore a scriverlo
(a pezzi e bocconi facendo altro... diciamo un'oretta fatta la tara... il risultato è che è scritto maluccio e mi scuso )

xenas ha scritto:
Spoiler:
non fossi tu potrei quasi amarti...
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che cos'ho che non va?
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Re: ..e al cinema vacci tu...

Messaggio Da lepidezza il Ven 17 Set 2010, 16:16

e io metropolis di fritz l'ho anche studiato come l'espressionismo di murnau ma pur avendo apparentemente le basi( nozionistiche) sulla storia e i linguaggi del cinema non ho colto tutto il senso della tua analisi sul buco della coppola..
devo vedermelo per capire cosa intendi?
o mi vedo il film che hai citato in alternativa e capisco all'istante?
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Re: ..e al cinema vacci tu...

Messaggio Da xenas il Ven 17 Set 2010, 16:19

mambu ha scritto:
LucyGordon ha scritto:...........giurò non ti chiederò più un parere

ci risentiamo fra 4 giorni......adesso leggo
io c'ho messo tre ore a scriverlo
(a pezzi e bocconi facendo altro... diciamo un'oretta fatta la tara... il risultato è che è scritto maluccio e mi scuso )

xenas ha scritto:
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non fossi tu potrei quasi amarti...
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che cos'ho che non va?


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Re: ..e al cinema vacci tu...

Messaggio Da Emmaris il Ven 17 Set 2010, 16:29

mambu ha scritto:
LucyGordon ha scritto:...........giurò non ti chiederò più un parere

ci risentiamo fra 4 giorni......adesso leggo
io c'ho messo tre ore a scriverlo
(a pezzi e bocconi facendo altro... diciamo un'oretta fatta la tara... il risultato è che è scritto maluccio e mi scuso )

xenas ha scritto:
Spoiler:
non fossi tu potrei quasi amarti...
Spoiler:
che cos'ho che non va?

Non sono d'accordo quasi su niente e io Satyajit Ray l'ho abbondantemente visto grazie a Ghezzi e lo amo, dalla trilogia di Apu a La sala di musica, che è il mio preferito. Sofia Coppola è una regista 'geografa' parte dai luoghi invece che dalla scrittura e se l'accetti come guida rivela molto non solo del mondo che conosce, ma anche dei nostri. Somewhere non è affatto una pagina bianca, secondo me, e sminuire chi ci legge qualcosa solo perché a te non piace è un atteggiamento che non capisco, come dare lezioni di linguaggio cinematografico a dimostrazione del tuo giudizio. Non è il suo film migliore, anzi, io lo metterei anche dietro a Marie Antoinette, ma prima del Giardino delle vergini suicide. E' un film interessante. Non l'avrei fatto vincere (i miei preferiti erano altri, tra cui anche Post mortem di Pedro Larrain, un cineasta impressionante) ma mi va benissimo, perché lei per me è un grande talento.
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Re: ..e al cinema vacci tu...

Messaggio Da mambu il Ven 17 Set 2010, 17:09

(rispondo in ritardo che sono un po' impegnbato, sorry)
ok Ray non l'ho messo in opposizione alla Coppola, è tutt'altra cosa e lo so. L'ho citato perché ieri ho visto Somewhere e l'altroieri Apu (e l'avevo già accennato l'altro giorno, anche se non mi metto a postare recensioni su tutto quello che vedo)

Sofia geografa? certo, e pure un po' sociologa perché sono sempre luoghi umani e sociali ma il punto è: cosa ci dice di questi luoghi che vada al di là dell'ovvio e del già noto? A me niente, ma può essere pure che ho i miei limiti. Ma il motivo principale è che il linguaggio che usa mi annoia mortalmente, e per questo ho parlato del linguaggio.

Poi, facendo i confronti interni, trovo che fosse più interessante il Giardino. Un filme fatto anche maluccio ma che aveva un certo humour nero e crudele (anche se a tratti troppo esibito) nella ricostruzione d'ambiente e con la scelta programmatica di non cedere al patetico fin dalla scelta di narrare tutto come già accaduto
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Re: ..e al cinema vacci tu...

Messaggio Da Emmaris il Ven 17 Set 2010, 17:48

mambu ha scritto:(rispondo in ritardo che sono un po' impegnbato, sorry)
ok Ray non l'ho messo in opposizione alla Coppola, è tutt'altra cosa e lo so. L'ho citato perché ieri ho visto Somewhere e l'altroieri Apu (e l'avevo già accennato l'altro giorno, anche se non mi metto a postare recensioni su tutto quello che vedo)

Sofia geografa? certo, e pure un po' sociologa perché sono sempre luoghi umani e sociali ma il punto è: cosa ci dice di questi luoghi che vada al di là dell'ovvio e del già noto? A me niente, ma può essere pure che ho i miei limiti. Ma il motivo principale è che il linguaggio che usa mi annoia mortalmente, e per questo ho parlato del linguaggio.

Poi, facendo i confronti interni, trovo che fosse più interessante il Giardino. Un filme fatto anche maluccio ma che aveva un certo humour nero e crudele (anche se a tratti troppo esibito) nella ricostruzione d'ambiente e con la scelta programmatica di non cedere al patetico fin dalla scelta di narrare tutto come già accaduto

Per me somewhere è pieno di humour nero e ironia. Mentre in Lost in translation c'è Bill Murray, perché serviva Bill Murray e non dico per recitare alla bill Murray, ma per essere Bill murray (e non è facile per un attore essere se stesso in un film. Lui prima di allora, non l'aveva mai fatto, mentre dopo, ha fatto praticamente solo quello). Qui il protagonista è come l'ometto di Tempi moderni. Si muove in una caged community con regole precise. Il suo spaesamento è da copione, ci deve essere, perché sennò non funzionerebbe. Basta anche pensare alla scena del calco per la maschera. Nella stessa scena in Le mille luci di new York la modella moglie di Michael J.Fox, è terrorizzata e tiene la mano del marito. Lui ci dorme nella maschera che si forma, al buio e solo con due buchetti per respirare e si risveglia invecchiato alla maniera di Hollywood. E' un film a suo modo coraggioso, perché si concede tutti i tempi morti e i silenzi per descrivere realisticamente quel personaggio e quel mondo. Certo, c'è un maggiore autocompiacimento rispetto al passato perché qui il rischio è per lei è minore, è una materia che conosce fin nei dettagli. Poi regala grandi momenti, come la scena dei Telegatti, dove dimostra di aver capito molto di quello che questo paese è diventato e di come viene riflesso dalla tv. Basta pensare anche al finale, che non svelo ma che è talmente fintamente ottimistico (e torna un riferimento a Chaplin) da essere grottesco.
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Re: ..e al cinema vacci tu...

Messaggio Da LucyGordon il Ven 17 Set 2010, 23:08

Sacha Baron Cohen sarà Freddie Mercury







Il trasformista Sacha Baron Cohen è stato chiamato a interpretare il ruolo più complesso della sua carrierà. L'attore inglese incarnerà sul grande schermo Freddie Mercury, compianto leader dei Queen, in un drammatico biopic al momento privo di titolo. Lo script è firmato da Peter Morgan, autore di The Queen e L'ultimo re di Scozia. Per adesso non vi sono registi coinvolti nel progetto. Le riprese del film, prodotto da Graham King e dalla Tribeca di Robert De Niro e Jane Rosenthal con Jim Beach, manager dei Queen, prenderanno il via nel 2011. Il progetto vede l'appoggio degli eredi di Freddie Mercury e degli altri tre membri dei Queen. Il chitarrista Brian May e il batterista Roger Taylor si occuperanno della supervisione della parte musicale che conterrà sia pezzi originali dei Queen che canzoni soliste di Freddie Mercury.
Focus della pellicola sarà il momento in cui i Queen raggiungono la massima fama, momento coronato dall'incredibile performance al Live Aid nel 1985 quando la band incantò lo stadio di Wembley e il pubblico che seguiva la diretta tv con hit come We Will Rock You e Radio Ga Ga. La band proseguirà a incidere e fare tour fino al deterioramento delle condizioni di salute di Freddie Mercury. Il 24 novembre 1991, il giorno dopo aver ammesso pubblicamente di aver contratto l'AIDS, Freddie Mercury muore a 45 anni.
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Messaggio Da Mede@ il Ven 17 Set 2010, 23:48




Lo consiglio a un utente del forum sorrisodiscuse

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Messaggio Da LucyGordon il Dom 19 Set 2010, 15:16

La vita in un giorno è un esperimento globale storico per creare il primo lungometraggio al mondo generato dagli utenti: un documentario girato in un solo giorno da tutti voi. Il 24 luglio, gli utenti avranno 24 ore di tempo per immortalare uno spaccato della loro vita con la videocamera. I filmati più avvincenti e particolari verranno montati in un film documentario sperimentale prodotto da Ridley Scott e diretto da Kevin Macdonald.



Sarà presentato al Sundance Film Festival del 2011.

http://www.youtube.com/lifeinaday

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Re: ..e al cinema vacci tu...

Messaggio Da Chiara 75 il Mar 21 Set 2010, 13:45




Festival Roma, Castellitto presidente di giuria



Sergio Castellitto sarà il presidente della Giuria Internazionale del Festival Internazionale del Film di Roma, in programma dal 28 ottobre al 5 novembre 2010.
All'incarico aveva rinunciato Giuseppe Tornatore, che, nel corso della Mostra del cinema di Venezia, aveva spiegato si essere impegnato con il suo nuovo film.
Gli altri componenti della giuria - rende noto l'organizzazione del Festival - saranno la giornalista e scrittrice Natalia Aspesi (Italia), Premio Pietro Bianchi per la critica cinematografica, il regista Ulu Grosbard (Stati Uniti-Belgio) che ha diretto lungometraggi fra cui 'Innamorarsi' con Meryl Streep e 'L'Assoluzionè con Robert De Niro, lo scrittore Patrick McGrath (Regno Unito) autore di best seller come 'Follia' e 'Spider', il regista Edgar Reitz (Germania) che ha firmato la serie 'Heimat', e Olga Sviblova (Russia) direttrice del Museo della Arti Multimediali di Mosca.

I sei membri della giuria internazionale assegneranno - alle pellicole in Concorso nella Selezione Ufficiale - il 'Premio Marc'Aurelio per il miglior film', il 'Marc'Aurelio per la migliore attricè e il 'Marc'Aurelio per il migliore attorè, il 'Gran Premio della Giuria, Marc'Aureliò.

Il presidente del Festival, Gian Luigi Rondi, ha espresso soddisfazione per l'adesione di Castellitto, "uno dei nostri più prestigiosi attori di cinema e di televisione - spiega Rondi - attivo con successo anche all'estero e regista di film pluripremiati e molto apprezzati da critica e pubblico".
"Sono molto felice di questa proposta e ringrazio Gian Luigi Rondi, Piera Detassis e tutti coloro che hanno pensato a me per questo incarico - ha detto invece Sergio Castellitto -. Il Festival di Roma è cresciuto in questi anni in maniera sorprendente, diventando un luogo dove si vede e si parla di Cinema. La selezione dei film si annuncia molto interessante. La giuria è composta da straordinarie personalità e guidarla sarà un piacere e un vanto. Per quel che mi riguarda, conosco la fatica che fanno gli artisti nel comporre un'opera cinematografica, il mio primo intento sarà quello di giudicare il loro lavoro nel rispetto di questa fatica".


(21-09-2010)



http://trovacinema.repubblica.it/news/dettaglio/festival-roma-castellitto-presidente-di-giuria/395005?ref=HRESS-9
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Re: ..e al cinema vacci tu...

Messaggio Da Amantide_Religiosa il Mar 21 Set 2010, 14:07

qual'è il programma del festival di roma lo sapete?^

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Re: ..e al cinema vacci tu...

Messaggio Da mambu il Mar 21 Set 2010, 14:31

Da Ilmanifesto di sabato 19, pagina 13:
http://www.ilmanifesto.it/il-manifesto/in-edicola/numero/20100919/pagina/13/pezzo/287226/

UNIONE DEI CINEASTI RUSSI
Scissione anti Mikalkhov. Il gruppo di Sokurov si separa
È scissione nell'Unione cineasti guidata da Nikita Mikhalkov, il piùpopolare regista russo a livello internazionale: il ministero dellagiustizia russo ha infatti registrato ufficialmente una nuova Unione dicui fanno parte noti registi come Aleksandr Sokurov, Alexei Gherman eEldar Riazanov. Il presidente della neonata associazione è un giovanerappresentante della nuova generazione di registi russi, BorisKhlebnikov, che ha girato per ora solo due film. Nelle prossimesettimane, secondo uno dei promotori della scissione, vi saranno circa200 adesioni. Alla fine del 2008 Mikhalkov era diventato oggetto di unarivolta di massa da parte dei cineasti russi sfociata, nel successivocongresso dell'Unione, nell'elezione di un nuovo presidente. MaMikhalkov aveva poi impugnato con successo quella nomina, tornando acapo dell'associazione. Tra le critiche rivoltegli, secondo i media, lasua vicinanza al potere, la gestione personalistica dell'organizzazionee la distribuzione dei fondi statali al settore.



Tra Sokurov e quel coglione di Mikhalkov per chi fate il tifo?
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