Il film che nessuno vi deve toccare.

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Re: Il film che nessuno vi deve toccare.

Messaggio Da Strawberry Fields il Dom 14 Mar 2010, 12:26

Ho dimenticato di aggiungere alla mia lista il film L'ultimo spettacolo di Peter Bogdanovich visto da adolescente .. che mi ha segnato parecchio
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Re: Il film che nessuno vi deve toccare.

Messaggio Da rossadavino il Dom 14 Mar 2010, 12:35

LucyGordon ha scritto:Bellissimi post. Dopo un iniziale elencare favolose opere, finalmente qualcuno si è svelato tirando fuori films in cui ognuno ha sentito qualcosa di proprio. Da South Park al Film Blue passando per Bud Spencer e Ghost. Praticamente c'è tutto. Siamo un bel gruppo di gente etereogenea. Rossadavino ( oltre ad avere un nick in cui mi ritrovo) ha selezionato una cinquina di film che sembrano scelti da me. Seunanotte e Matilda se non sbaglio sono state le uniche che hanno scelto " Qualcuno volò sul ...." altro film che ti raschia l' anima. Brillianttrees ha scelto un film che tratta la diversità con tanto crudezza e con tanto amore allo stesso tempo....brutto starci dentro. Vorrei scrivere a tutti, ma sarebbe forse inutile. Che ognuno si immagini l' altro attraverso le sue scelte. Io ci sto provando.


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Re: Il film che nessuno vi deve toccare.

Messaggio Da mambu il Dom 14 Mar 2010, 13:13

Scusa, judy Garland, siamo un po' OT ma il tema mi interessa
Lucadev ha scritto:
mambu ha scritto:
Gaufre ha scritto:@mambu, a proposito di Hero
mambu ha scritto:
Spoiler:
se vi piacciono i film cinesi di spadaccini ceracate A touch of zen- La fanciulla cavaliere errante, un filmone che è almeno tre film insieme, il primo wuxiapian a vincere un premio a Cannes negli anni '70.
Quanto a Hero, è un film straordinario soprattutto per il lavoro sulla fotografia, i colori, le musiche... ma non posso cancellare la prima disgustosa impressione di un bieco messaggio propagandistico
Spoiler:
secondo me non c'è messaggio propagandistico per compiacere il governo: il racconto storico ha coinciso in questo caso con un apprezzamento governativo, ma Zhang Yimou è stato ostracizzato dal regime per altri suoi film, come Lanterne Rosse. In entrambi i casi, Zhang Yimou ha negato vi fossero rapporti con la politica nelle sue scelte artistiche
Spoiler:
Yimou ormai fa i film per il mercato mondiale con pacchi di soldi governativi ed è bravissimo a tenere il piede in due scarpe. Vedi quella porcata di Non uno di meno, dove fa qualche accennno di critica sociale da neorealista in ritardo e poi...

Sorry, Gaufre, ma come si fa a non vedere l'esaltazione dell'impero come necessità storica in Hero?
e credi che una cosa del genere sia politicamente neutra?
Come non è neutro il fatto che sia un super-wuxiapian in mandarino anziché in cantonese com'è tradizione del genere
Se vogliamo parlare del mandarino come lingua del film allora bisogna dire che anche La tigre e il Dragone e La foresta dei Pugnali Volanti sono in mandarino e la cosa è facilmente spiegabile col fatto che sono stati fatti per andare anche sul mercato cinematografico estero, infatti il mandarino è la lingua cinese ufficiale.
Che poi ci si legga un certo orgoglio della tradizione cinese nei film è anche possibile, ma non sarei così estremo come nella tua lettura mambu.
I registi in fondo sono cinesi e ameranno pure la loro patria e le loro tradizioni e, dico, a ragione. Infatti la cultura cinese è molto interessante, molto ricca e profonda.
E ti posso dire che noi occidentali sappiamo apprezzarla molto di più rispetto ai cinesi stessi.
Gaufre ha scritto:
Spoiler:
Non uno di meno non l'ho visto, purtroppo... dunque non posso pronunciarmi. La lettura in termini nazionalistici che è stata fatta a proposito di Hero è stata accentuata dal fatto che nella traduzione in lingua straniera, in inglese, per esempio, la parola tianxia, che significa "tutto ciò che c'è sotto uno stesso cielo" dunque non solo la Cina, è stata tradotta con una cosa tipo "la nostra terra". Zhang Yimou ha dichiarato che il messaggio del film non è nazionalistico, ma si riferisce a un mondo in cui i conflitti vengono superati e in cui regnano coesione e pace (il film è del 2002, post 11 settembre). Poi è chiaro che magari il film può anche essere interpretato anche in maniera diversa... non escludo in maniera assoluta che il messaggio possa essere volutamente ambiguo... per mostrare che non si prende direttamente posizione.
Scusa, ho riformulato l'ultima frase perché non si capiva
Spoiler:
Intanto chiedo scusa per l'errore: sapevo Ang Lee taiwanese ma credevo
La tigre... una produzione di Hong Kong, dove da più di 40 anni si
fanno film di arti marziali in cantonese, ma ha ragione Luc: quelli
destinati al mercato internazionale sono di solito in mandarino, già
quelli di Bruslì

Quella della traduzione errata di tianxia mi sa tanto di abile presa
per il culo: se c'è una parola che può sintetizzare l'ideologia
imperiale cinese è quella, e una sua lettura in chiave
pacifista-globale è semplicemente ridicola. La traduzione sbagliata è più "pacifista": semplifica una parola imperiale trasformandola in banalmente nazionalista.
Fu proprio con Qin, il
Grande Unificatore e co-protagonista del film, che nacque la
definizione di "Impero di tutto ciò che sta sotto il cielo" e tianxia
divenne epiteto imperiale.
[su tianxia date un'occhiata al 39° capitolo del Tao-te-ching (o Daode jing)]

Il che non significa che il dominio dell'imperatore si estendesse su
tutto, ma che tutto era organizzato secondo il suo dominio. Ricordo che
Qin creò i confini, con la costruzione della muraglia, e che i cinfini
di un impero non sono un'interfaccia, ma uno sguardo unidirezionale su
ciò che sta al di là. Sono possibili parallelismi con altre ideologie
imperiali. Ad esempio nella bassa mesopotamia di più di quattro millenni fa il mondo veniva rappresentato in forma detta imbutiforme, secondo cerchi concentrici al cui centro stava la città, anzi il tempio in cui si incarnava il potere regale. E ciò che stava nel cerchio estremo era ordinato dal suo rapporto con il centro (la foprnitura di merci perlopiù). Insomma l'impero come cosmo che ordina il mondo intero, anche la parte non direttamente controllata. In qualche caso la fornituradi merci veniva rappresentata come atto di sottomissione di quelle popolazioni lontane, anche quando altre fonti storiche ci dimostrano che erano in realtà indipendenti.

Altre parole "imperiali" per eccellenza sono coesione e pace, Gaufre. Imperiali perché nascono da una visione organicistica e ordinata gerarchicamente della società , dal rifiuto del conflitto (coesione, concordia all'interno, pace all'esterno) Il conflitto riconosce l'altro, le ideologie imperiali rifiutano il conflitto e collocano al di fuori dell'umanità chi lo porta (e quando lo portano loro lo chiamano in altro modo .)
E qui c'è il confronto diretto con la nostra cultura: Augusto stabilì il culto della Concordia e della Pax Augusta. Impose la "pace" sociale e trasformò la fallita espansione oltre il Reno nello stabilimento di un confine che separava la civiltà dalla barbarie; anche qui lo stabilire confini non è visto come un limite dell'impero che si definisce universale, ma anzi come realizzazione della sua funzione principale: ordinare il caos [penso che a molti venga in mente anche il famoso: fanno il deserto e lo chiamano pace di Tacito; anche se non si riferiva ad Augusto e ai germani è in chiara polemica con l'ideologia della Pax Augusta; non per motivi umanitari - credo che in fondo a Tacito dei germani o dei caledoni gliene fregasse poco assai - ma per polemica antiimperiale tipica della sua classe sociale]

Sul tema di Luc, la cultura cinese e l'amore dei cinesi per essa, ce ne sarebbe da di'
Il discorso è collegato. Parlare di cultura cinese e della sua trasmissione vuol dire parlare della burocrazia imperiale istituita daalo stesso Qin. E' stata il vero elemento di continuità millenaria che ha permesso di assorbire anche invasioni e dinastie straniere, un impero, detto con parole di moda, multietnico ma monoculturale; proprio come l'attuale stato. Questa continuità permette ai cinesi contemporanei di identificare il governo attuale come diretto discendente del primo impero (chiedere per credere)

Il meccanico di selezione dell'élite burocratica è sempre stato severamente scolastico e culturale, e ha permesso la cooptazione di quelli che anche all'interno potevano essere elementi di disturbo. Sopravvive ancor oggi l'usanza dei piccoli villaggi agricoli di accantonare ricchezze per generazioni per permettere a un figlio del paese di studiare e diventare un funzionario statale (del partitio, adesso). Il successo di questa ascesa è garanzia di prosperità e sopravvivenza della comunità che l'ha promossa, in una gerarchia che si è basata per secoli, e in parte lo fa ancora, sullo sfruttamento feroce delle masse agricole.
Ovviamente questo non ha evitato del tutto la saltuaria esplosione di rivolte contadine, che sono il vero terrore atavico della cultura cinese (provate a fare una lettura sociale, non solo mistica e/o filosofica, del Tao-te-ching e dell'I-ching (Yi Jing))
Ad esempio la strategia delle carestie indotte che viene usata come esempio di quanto son cattivi i comunisti, è solo la realizzazione moderna di una strategia millenaria.
Basta... mi dispiace che il discorso rimanga un po' in sospeso, ma devo chiudere
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Re: Il film che nessuno vi deve toccare.

Messaggio Da nonhol'età il Dom 14 Mar 2010, 13:42

Ultimo tango a Parigi , certamente non un capolavoro questo film di Bertolucci ma visto il comune senso del pudore di quegli anni scatenò la corsa al cinema. Io, appena maggiorenne, l'ho visto in piedi lateralmente al cinema Odeon di Milano.
Spoiler:
Nel buio della sala si sentirono sospiri e risatine ma all'esterno, a parte i soliti intellettuali che facevano crocchio discutendo se il rapporto anale fosse di destra o di sinistra, ci fu un fuggifuggi generale a testa bassa. Le industrie casearie ringraziarono comunque Bertolucci per l'incremento delle vendite nei mesi successivi
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Re: Il film che nessuno vi deve toccare.

Messaggio Da bellaprincipessa il Dom 14 Mar 2010, 13:55

Bea ha scritto:
a volte un po' Magenta del Rocky Horror.

beata te... io mi sento molto pù Janet...
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Re: Il film che nessuno vi deve toccare.

Messaggio Da rossadavino il Dom 14 Mar 2010, 13:56

oltre a quelli di ieri ed altri che avete nominati,vorrei ricordare

I 300 spartani

Shall we dance

Riso amaro

Easy rider

A piedi nudi nel parco

Sabrina

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Re: Il film che nessuno vi deve toccare.

Messaggio Da Gaufre il Dom 14 Mar 2010, 14:18

mambu ha scritto:Scusa, judy Garland, siamo un po' OT ma il tema mi interessa
Lucadev ha scritto:
mambu ha scritto:
Gaufre ha scritto:@mambu, a proposito di Hero
mambu ha scritto:
Spoiler:
se vi piacciono i film cinesi di spadaccini ceracate A touch of zen- La fanciulla cavaliere errante, un filmone che è almeno tre film insieme, il primo wuxiapian a vincere un premio a Cannes negli anni '70.
Quanto a Hero, è un film straordinario soprattutto per il lavoro sulla fotografia, i colori, le musiche... ma non posso cancellare la prima disgustosa impressione di un bieco messaggio propagandistico
Spoiler:
secondo me non c'è messaggio propagandistico per compiacere il governo: il racconto storico ha coinciso in questo caso con un apprezzamento governativo, ma Zhang Yimou è stato ostracizzato dal regime per altri suoi film, come Lanterne Rosse. In entrambi i casi, Zhang Yimou ha negato vi fossero rapporti con la politica nelle sue scelte artistiche
Spoiler:
Yimou ormai fa i film per il mercato mondiale con pacchi di soldi governativi ed è bravissimo a tenere il piede in due scarpe. Vedi quella porcata di Non uno di meno, dove fa qualche accennno di critica sociale da neorealista in ritardo e poi...

Sorry, Gaufre, ma come si fa a non vedere l'esaltazione dell'impero come necessità storica in Hero?
e credi che una cosa del genere sia politicamente neutra?
Come non è neutro il fatto che sia un super-wuxiapian in mandarino anziché in cantonese com'è tradizione del genere
Se vogliamo parlare del mandarino come lingua del film allora bisogna dire che anche La tigre e il Dragone e La foresta dei Pugnali Volanti sono in mandarino e la cosa è facilmente spiegabile col fatto che sono stati fatti per andare anche sul mercato cinematografico estero, infatti il mandarino è la lingua cinese ufficiale.
Che poi ci si legga un certo orgoglio della tradizione cinese nei film è anche possibile, ma non sarei così estremo come nella tua lettura mambu.
I registi in fondo sono cinesi e ameranno pure la loro patria e le loro tradizioni e, dico, a ragione. Infatti la cultura cinese è molto interessante, molto ricca e profonda.
E ti posso dire che noi occidentali sappiamo apprezzarla molto di più rispetto ai cinesi stessi.
Gaufre ha scritto:
Spoiler:
Non uno di meno non l'ho visto, purtroppo... dunque non posso pronunciarmi. La lettura in termini nazionalistici che è stata fatta a proposito di Hero è stata accentuata dal fatto che nella traduzione in lingua straniera, in inglese, per esempio, la parola tianxia, che significa "tutto ciò che c'è sotto uno stesso cielo" dunque non solo la Cina, è stata tradotta con una cosa tipo "la nostra terra". Zhang Yimou ha dichiarato che il messaggio del film non è nazionalistico, ma si riferisce a un mondo in cui i conflitti vengono superati e in cui regnano coesione e pace (il film è del 2002, post 11 settembre). Poi è chiaro che magari il film può anche essere interpretato anche in maniera diversa... non escludo in maniera assoluta che il messaggio possa essere volutamente ambiguo... per mostrare che non si prende direttamente posizione.
Scusa, ho riformulato l'ultima frase perché non si capiva
Spoiler:

Quella della traduzione errata di tianxia mi sa tanto di abile presa
per il culo: se c'è una parola che può sintetizzare l'ideologia
imperiale cinese è quella, e una sua lettura in chiave
pacifista-globale è semplicemente ridicola. La traduzione sbagliata è più "pacifista": semplifica una parola imperiale trasformandola in banalmente nazionalista.
Fu proprio con Qin, il
Grande Unificatore e co-protagonista del film, che nacque la
definizione di "Impero di tutto ciò che sta sotto il cielo" e tianxia
divenne epiteto imperiale.
[su tianxia date un'occhiata al 39° capitolo del Tao-te-ching (o Daode jing)]

Il che non significa che il dominio dell'imperatore si estendesse su
tutto, ma che tutto era organizzato secondo il suo dominio. Ricordo che
Qin creò i confini, con la costruzione della muraglia, e che i cinfini
di un impero non sono un'interfaccia, ma uno sguardo unidirezionale su
ciò che sta al di là. Sono possibili parallelismi con altre ideologie
imperiali. Ad esempio nella bassa mesopotamia di più di quattro millenni fa il mondo veniva rappresentato in forma detta imbutiforme, secondo cerchi concentrici al cui centro stava la città, anzi il tempio in cui si incarnava il potere regale. E ciò che stava nel cerchio estremo era ordinato dal suo rapporto con il centro (la foprnitura di merci perlopiù). Insomma l'impero come cosmo che ordina il mondo intero, anche la parte non direttamente controllata. In qualche caso la fornituradi merci veniva rappresentata come atto di sottomissione di quelle popolazioni lontane, anche quando altre fonti storiche ci dimostrano che erano in realtà indipendenti.

Altre parole "imperiali" per eccellenza sono coesione e pace, Gaufre. Imperiali perché nascono da una visione organicistica e ordinata gerarchicamente della società , dal rifiuto del conflitto (coesione, concordia all'interno, pace all'esterno) Il conflitto riconosce l'altro, le ideologie imperiali rifiutano il conflitto e collocano al di fuori dell'umanità chi lo porta (e quando lo portano loro lo chiamano in altro modo .)
E qui c'è il confronto diretto con la nostra cultura: Augusto stabilì il culto della Concordia e della Pax Augusta. Impose la "pace" sociale e trasformò la fallita espansione oltre il Reno nello stabilimento di un confine che separava la civiltà dalla barbarie; anche qui lo stabilire confini non è visto come un limite dell'impero che si definisce universale, ma anzi come realizzazione della sua funzione principale: ordinare il caos [penso che a molti venga in mente anche il famoso: fanno il deserto e lo chiamano pace di Tacito; anche se non si riferiva ad Augusto e ai germani è in chiara polemica con l'ideologia della Pax Augusta; non per motivi umanitari - credo che in fondo a Tacito dei germani o dei caledoni gliene fregasse poco assai - ma per polemica antiimperiale tipica della sua classe sociale]

Spoiler:
cazzo, avevo appena finito di scriverti un post di risposta - più articolato di quello che scriverò ora, grunf! - e me lo sono cancellato da sola facendo un refresh involontario...

non sono una sinologa, ma credo che la parola tianxia abbia più di un significato attribuibile... uno è sicuramente quello corrente, derivato dall'espressione originaria, che è quello di mondo. Il significato citato da te è quello primitivo, legato alla definizione dell'impero e ai suoi confini... senza voler andare altrove, nella cosmogonia cinese il cielo è rotondo e la terra quadrata: ciò che sta fuori dai confini del cielo (i quattro vertici del quadrato) rappresenta la parte non civilizzata del mondo. Quello che volevo dire nel post precedente, è che questa parola può essere stata usata volutamente per la sua ambivalenza, perché il significato del film potesse essere recepito come messaggio di concordia da un pubblico anche straniero, e non come apologia del nazionalismo cinese. Che è poi il senso che ho recepito io. Se vuoi, questa operazione è ancora più ruffiana rispetto a una semplice lettura nazionalistica.
Le altre parole citate, coesione e pace, non hanno, allo stesso modo, un unico significato. La parola pace, soprattutto, è anche patrimonio di alcune religioni. Tu mi dirai, giustamente, che i precetti religiosi derivano da regole di ordine militare, questo è innegabile; però il modo di sentire queste regole è cambiato nel tempo, e così anche il significato che si attribuisce a questa parola - purtroppo, e qui sono d'accordo con te - sempre più spesso abusata per giustificare e descrivere iniziative che di pacifico non hanno nulla.
Quello che volevo dire, e che penso non si sia capito, è che è molto facile giocare con le parole per poter produrre o giustificare risposte differenti.
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Re: Il film che nessuno vi deve toccare.

Messaggio Da mambu il Dom 14 Mar 2010, 14:35

Continua l'OT
Spoiler:
Cara Gaufre, credo di aver capito quello che dicevi, anche se il mio discorso, per mio vizio, è più apodittico e meno ricco di sfumature del tuo.
Sono sd'accordissimo sul problema dell'ambiguità delle parole e sul frequente uso strumentale di questa ambiguità; è più o meno quel che intendevo dicendo che Yimou tiene il piede in due scarpe e che la lettura moderna e globale di tianxia è una presa per iol culo. Perché anche nei cinesi contemporanei quella parola è strettamente legata all'ideologia imperiale, magari riletta in chiave moderna come fenomeno di civilizzazione e composizione dei conflitti. Ti seguo al cento pe'cciento nel tuo sospetto di voluta ambiguità
Uff... sono temi un po' complicati... non possiamo parlarne vis à vis?
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Re: Il film che nessuno vi deve toccare.

Messaggio Da rossadavino il Dom 14 Mar 2010, 14:37

oggni volta che lo vedo piango per il gran ridere
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Re: Il film che nessuno vi deve toccare.

Messaggio Da Violatrix il Dom 14 Mar 2010, 14:47

LucyGordon ha scritto:
Bea ha scritto:
Un personaggio che invece mi assomiglia molto è quello di Clarice Starling de Il silenzio degli innocenti... e a volte un po' Magenta del Rocky Horror.

????? ??????

Clarice Starling... vittima e carnefice, affascinata ma non mesmerizzata, spaventata ma non pietrificata.
Magenta, aliena, sboccata, sopra le righe, in secondo piano ma determinante. E' la mia parte "buffa".

bellaprincipessa ha scritto:
Bea ha scritto:
a volte un po' Magenta del Rocky Horror.

beata te... io mi sento molto pù Janet...

Eheheheh! Ma tu sei Magistra Elegantiarum e io Magistra Obscenitatum.

_________________________________
Se vuoi perdere la fede diventa amico di un prete.
(G. I. Gurdjieff)
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Re: Il film che nessuno vi deve toccare.

Messaggio Da bellaprincipessa il Dom 14 Mar 2010, 14:59

Bea ha scritto:

Eheheheh! Ma tu sei Magistra Elegantiarum e io Magistra Obscenitatum.

mmmhhh, anche se io per altri motivi... vabbé, lasciam perdere và...
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Re: Il film che nessuno vi deve toccare.

Messaggio Da Gaufre il Dom 14 Mar 2010, 15:05

mambu ha scritto:Continua l'OT
Spoiler:
Cara Gaufre, credo di aver capito quello che dicevi, anche se il mio discorso, per mio vizio, è più apodittico e meno ricco di sfumature del tuo.
Sono sd'accordissimo sul problema dell'ambiguità delle parole e sul frequente uso strumentale di questa ambiguità; è più o meno quel che intendevo dicendo che Yimou tiene il piede in due scarpe e che la lettura moderna e globale di tianxia è una presa per iol culo. Perché anche nei cinesi contemporanei quella parola è strettamente legata all'ideologia imperiale, magari riletta in chiave moderna come fenomeno di civilizzazione e composizione dei conflitti. Ti seguo al cento pe'cciento nel tuo sospetto di voluta ambiguità
Uff... sono temi un po' complicati... non possiamo parlarne vis à vis?
Spoiler:
sarebbe bello e sicuramente molto produttivo, almeno per me
e sarebbe un gran bene anche per il topic che stiamo spoilerando abbestia
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Re: Il film che nessuno vi deve toccare.

Messaggio Da miniatina il Dom 14 Mar 2010, 15:48

Gaufre ha scritto:
mambu ha scritto:Continua l'OT
Spoiler:
Cara Gaufre, credo di aver capito quello che dicevi, anche se il mio discorso, per mio vizio, è più apodittico e meno ricco di sfumature del tuo.
Sono sd'accordissimo sul problema dell'ambiguità delle parole e sul frequente uso strumentale di questa ambiguità; è più o meno quel che intendevo dicendo che Yimou tiene il piede in due scarpe e che la lettura moderna e globale di tianxia è una presa per iol culo. Perché anche nei cinesi contemporanei quella parola è strettamente legata all'ideologia imperiale, magari riletta in chiave moderna come fenomeno di civilizzazione e composizione dei conflitti. Ti seguo al cento pe'cciento nel tuo sospetto di voluta ambiguità
Uff... sono temi un po' complicati... non possiamo parlarne vis à vis?
Spoiler:
sarebbe bello e sicuramente molto produttivo, almeno per me
e sarebbe un gran bene anche per il topic che stiamo spoilerando abbestia


no no continuate, è interessantissimo! Ho visto HERO, ma mi ero limitata a rimanere a bocca aperta davanti alla poesia delle scelte cromatiche.... GRAZIE, adoro questo forum.
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Re: Il film che nessuno vi deve toccare.

Messaggio Da Amantide_Religiosa il Dom 14 Mar 2010, 18:33

Personalmente ho tanti, troppi, film che amo moltissimo e che vedo e rivedo 10-15 volte.
La lista è lunga ma posso dire che i film noir degli anni d'oro di Hollywood sono i miei preferiti, Hitchcock in primis. Poi adoro Billy Wilder e Fritz Lang, e amo molto Ejzenstejn e Erich von Stroheim. Compro e vedo molto il cinema muto grazie a Ermitage, una casa editrice e discografica che mette sul mercato questi grandi capolavori del passato a prezzi veramente accessibili (5 euri). Ve lo consiglio e trovate dei DVD qui: http://www.ermitage.it/index.php. e anche da Feltrinelli.
Il Neorealismo italiano è assolutamente INTOCCABILE.
Elia Kazan con Un Tram che si chiama Desiderio e Fronte del Porto. Coppola con Apocalypse Now. Adoro Kean Loach e Martin Scorcese. No Man's Land e Schindler's List.

Credo di aver riassunto tutto....più o meno...

_________________________________
""The Common Market: We (British) went into it to screw the French by splitting them off from the Germans. The French went in to protect their inefficient farmers from commercial competition. The Germans went in to purge themselves of genocide and apply for readmission to the human race."
Yes Minister! :neve:
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Re: Il film che nessuno vi deve toccare.

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