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Messaggio Da Gaufre il Mer 31 Mar 2010, 14:53

bellaprincipessa ha scritto:
Lucadev ha scritto:
seunanotte ha scritto:Educare però sì.

Se intendi riferirti alla conoscenza, occorre intendersi sui termini. Perchè è un concetto lato.
Secondo me non si può educare alla conoscenza si può al limite trasmettere la passione per la conoscenza. Poi questa passione è come un seme che germoglia dove trova terreno fertile.
Ma questo compito, quello di trasmettere la passione per la conoscenza, è del sistema educativo cioè della scuola, che è composta da insegnanti, e dei genitori.
Non credo che si possa pretendere che tutti gli insegnanti e i genitori del mondo abbiano la passione per la conoscenza perchè gli esseri umani sono tra loro diversi, magari qualcuno si accontenta di sapere fare l'uncinetto e rimane felice così tutta la vita.
La coscienza sociale invece è più facile da trasmettere perchè l'essere umano cresce all'interno di un piccolo nucleo sociale che è la famiglia e quindi è più facile educare al sociale partendo da quello.
Però chi detiene il potere ha tutto l'interesse perchè questo non avvenga, infatti la tendenza è promuovere modelli che portano all'individualismo....e all'isolamento: dividi et impera.

condivido completamente questo intervento che trovo molto centrato.
Luca si becca un quotone anche da me...

Ot o IT:
pare che il Belgio diventerà il primo stato a imporre il divieto di uscire in burqa... prevedo grossi casini
la decisione verrà finalizzata dopo pasqua
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Re: G.A.S.Fo.M.

Messaggio Da Amantide_Religiosa il Mer 31 Mar 2010, 14:58

Gaufre ha scritto:
bellaprincipessa ha scritto:
Lucadev ha scritto:
seunanotte ha scritto:Educare però sì.

Se intendi riferirti alla conoscenza, occorre intendersi sui termini. Perchè è un concetto lato.
Secondo me non si può educare alla conoscenza si può al limite trasmettere la passione per la conoscenza. Poi questa passione è come un seme che germoglia dove trova terreno fertile.
Ma questo compito, quello di trasmettere la passione per la conoscenza, è del sistema educativo cioè della scuola, che è composta da insegnanti, e dei genitori.
Non credo che si possa pretendere che tutti gli insegnanti e i genitori del mondo abbiano la passione per la conoscenza perchè gli esseri umani sono tra loro diversi, magari qualcuno si accontenta di sapere fare l'uncinetto e rimane felice così tutta la vita.
La coscienza sociale invece è più facile da trasmettere perchè l'essere umano cresce all'interno di un piccolo nucleo sociale che è la famiglia e quindi è più facile educare al sociale partendo da quello.
Però chi detiene il potere ha tutto l'interesse perchè questo non avvenga, infatti la tendenza è promuovere modelli che portano all'individualismo....e all'isolamento: dividi et impera.

condivido completamente questo intervento che trovo molto centrato.
Luca si becca un quotone anche da me...

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e io sono daccordo con quella decisione gaufrè.

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Re: G.A.S.Fo.M.

Messaggio Da Ospite il Mer 31 Mar 2010, 14:58

Non mi sembra così semplice invece educare al sociale. Manca la partecipazione perfino quando si tratta dei problemi dei propri figli all'interno della scuola. Tagliano i laboratori? Tagliano il tempo pieno? Si risolve tutto in un brontolio indistinto e quando chiedi di partecipare a qualche iniziativa (non di tipo politico e tanto meno legata a qualche partito) fuggono tutti a gambe levate (forse devono andare a vedere la finale di Amici?).

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Re: G.A.S.Fo.M.

Messaggio Da Gaufre il Mer 31 Mar 2010, 15:04

Amantide_Religiosa ha scritto:
Gaufre ha scritto:
bellaprincipessa ha scritto:
Lucadev ha scritto:
seunanotte ha scritto:Educare però sì.

Se intendi riferirti alla conoscenza, occorre intendersi sui termini. Perchè è un concetto lato.
Secondo me non si può educare alla conoscenza si può al limite trasmettere la passione per la conoscenza. Poi questa passione è come un seme che germoglia dove trova terreno fertile.
Ma questo compito, quello di trasmettere la passione per la conoscenza, è del sistema educativo cioè della scuola, che è composta da insegnanti, e dei genitori.
Non credo che si possa pretendere che tutti gli insegnanti e i genitori del mondo abbiano la passione per la conoscenza perchè gli esseri umani sono tra loro diversi, magari qualcuno si accontenta di sapere fare l'uncinetto e rimane felice così tutta la vita.
La coscienza sociale invece è più facile da trasmettere perchè l'essere umano cresce all'interno di un piccolo nucleo sociale che è la famiglia e quindi è più facile educare al sociale partendo da quello.
Però chi detiene il potere ha tutto l'interesse perchè questo non avvenga, infatti la tendenza è promuovere modelli che portano all'individualismo....e all'isolamento: dividi et impera.

condivido completamente questo intervento che trovo molto centrato.
Luca si becca un quotone anche da me...

Ot o IT:
pare che il Belgio diventerà il primo stato a imporre il divieto di uscire in burqa... prevedo grossi casini
la decisione verrà finalizzata dopo pasqua

e io sono daccordo con quella decisione gaufrè.
io invece sono dubbiosa... significherebbe costringere in casa moltissime donne che oggi possono uscire
qui in Belgio ne vedi spesso... comunque vedremo che tipo di obiezioni saranno sollevate qui
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Re: G.A.S.Fo.M.

Messaggio Da Ospite il Mer 31 Mar 2010, 15:29

Delilah ha scritto:Non mi sembra così semplice invece educare al sociale. Manca la partecipazione perfino quando si tratta dei problemi dei propri figli all'interno della scuola. Tagliano i laboratori? Tagliano il tempo pieno? Si risolve tutto in un brontolio indistinto e quando chiedi di partecipare a qualche iniziativa (non di tipo politico e tanto meno legata a qualche partito) fuggono tutti a gambe levate (forse devono andare a vedere la finale di Amici?).

Facevo una distinzione tra l'educazione alla conoscenza e l'educazione al sociale. Quest'ultima, secondo me, è possibile, a differenza della prima, e comunque è riferita ai ragazzi non agli altri genitori.
E' un tipo di educazione che parte all'interno della famiglia.
Senza giudicare nessuno, se i genitori sono individualisti è difficile che quel tipo di educazione avvenga.
Forse quello di cui parli tu è proprio il risultato di un modello culturale che si è spostato verso l'individualismo.
Aggiungiamo anche che si è persa la fiducia nel fatto che le cose pubbliche siano amministrate in linea con l'interesse collettivo e il gioco è fatto.
Il pensiero che porta ad allontanarsi dalla partecipazione collettiva è:
1. "sono più bravo e più bello di tutti, non ho bisogno degli altri"
2. "anche se protestiamo tutti, tanto non cambia niente"

Ed è proprio quello che ci stanno portando a pensare.
Perchè cambi questo modello di pensiero deve succedere qualcosa di forte.

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Re: G.A.S.Fo.M.

Messaggio Da ForsesiForseno il Mer 31 Mar 2010, 15:59

Lucadev ha scritto:
Delilah ha scritto:Non mi sembra così semplice invece educare al sociale. Manca la partecipazione perfino quando si tratta dei problemi dei propri figli all'interno della scuola. Tagliano i laboratori? Tagliano il tempo pieno? Si risolve tutto in un brontolio indistinto e quando chiedi di partecipare a qualche iniziativa (non di tipo politico e tanto meno legata a qualche partito) fuggono tutti a gambe levate (forse devono andare a vedere la finale di Amici?).

Facevo una distinzione tra l'educazione alla conoscenza e l'educazione al sociale. Quest'ultima, secondo me, è possibile, a differenza della prima, e comunque è riferita ai ragazzi non agli altri genitori.
E' un tipo di educazione che parte all'interno della famiglia.
Senza giudicare nessuno, se i genitori sono individualisti è difficile che quel tipo di educazione avvenga.
Forse quello di cui parli tu è proprio il risultato di un modello culturale che si è spostato verso l'individualismo.
Aggiungiamo anche che si è persa la fiducia nel fatto che le cose pubbliche siano amministrate in linea con l'interesse collettivo e il gioco è fatto.
Il pensiero che porta ad allontanarsi dalla partecipazione collettiva è:
1. "sono più bravo e più bello di tutti, non ho bisogno degli altri"
2. "anche se protestiamo tutti, tanto non cambia niente"

Ed è proprio quello che ci stanno portando a pensare.

Perchè cambi questo modello di pensiero deve succedere qualcosa di forte.


Non ne sono molto convinto, la società cambia sempre di più. La famiglia, nella sua struttura e nel suo significato, è cambiata molto, anche il ruolo genitori-figli è confuso. I bambini sono soggetti ad una infinità di impulsi che provengono dall'esterno, in un senso o nell'altro ... mi capita spesso di vedere una forte discrepanza tra il modello di vita che si presume da un determinato nucleo familiare e la crescita dell'adolescente che può dare anche risultati opposti.

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Re: G.A.S.Fo.M.

Messaggio Da Ospite il Mer 31 Mar 2010, 16:03

Sì Luca, io penso che non ci sia partecipazione più per la seconda che hai detto ma anche per pigrizia. C'è uno che dice "ghe pensi mi" (ci penso io) e tutti spengono il cervello. Prendo sempre come esempio la scuola perché mi sta a cuore (ho un figlio alle elementari): nella finanziaria 2010 ci sono 230 milioni di euro in meno per le scuole statali e 140 milioni in più per quelle private. In Lombardia, in più, l'80% dei finanziamenti regionali per la scuola viene destinato con il buono scuola (ridenominato “dote per la libertà di scelta”!!!) alle scuole private, cioè al 9% degli studenti. E la mancanza di finanziamenti sta comportando tutta una serie di conseguenze che sono sempre più evidenti. Per me è sufficientemente "forte" tutto questo eppure non succede proprio niente. Ma ci sarebbe molto da dire anche sulla sanità, altro argomento che mi sta a cuore (e non solo a me). Mentre l'America cerca di liberarsi dalla logica delle lobby, in Lombardia ci stiamo cascando come se fosse la soluzione a tutti i problemi e saranno dolori. Ma tutti fanno finta di niente. E i nostri figli cosa imparano se i genitori non partecipano, non si interessano alla vita di tutti?

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Messaggio Da Ospite il Mer 31 Mar 2010, 16:06

ForsesiForseno ha scritto:
Lucadev ha scritto:
Delilah ha scritto:Non mi sembra così semplice invece educare al sociale. Manca la partecipazione perfino quando si tratta dei problemi dei propri figli all'interno della scuola. Tagliano i laboratori? Tagliano il tempo pieno? Si risolve tutto in un brontolio indistinto e quando chiedi di partecipare a qualche iniziativa (non di tipo politico e tanto meno legata a qualche partito) fuggono tutti a gambe levate (forse devono andare a vedere la finale di Amici?).

Facevo una distinzione tra l'educazione alla conoscenza e l'educazione al sociale. Quest'ultima, secondo me, è possibile, a differenza della prima, e comunque è riferita ai ragazzi non agli altri genitori.
E' un tipo di educazione che parte all'interno della famiglia.
Senza giudicare nessuno, se i genitori sono individualisti è difficile che quel tipo di educazione avvenga.
Forse quello di cui parli tu è proprio il risultato di un modello culturale che si è spostato verso l'individualismo.
Aggiungiamo anche che si è persa la fiducia nel fatto che le cose pubbliche siano amministrate in linea con l'interesse collettivo e il gioco è fatto.
Il pensiero che porta ad allontanarsi dalla partecipazione collettiva è:
1. "sono più bravo e più bello di tutti, non ho bisogno degli altri"
2. "anche se protestiamo tutti, tanto non cambia niente"

Ed è proprio quello che ci stanno portando a pensare.

Perchè cambi questo modello di pensiero deve succedere qualcosa di forte.


Non ne sono molto convinto, la società cambia sempre di più. La famiglia, nella sua struttura e nel suo significato, è cambiata molto, anche il ruolo genitori-figli è confuso. I bambini sono soggetti ad una infinità di impulsi che provengono dall'esterno, in un senso o nell'altro ... mi capita spesso di vedere una forte discrepanza tra il modello di vita che si presume da un determinato nucleo familiare e la crescita dell'adolescente che può dare anche risultati opposti.

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Se hai voglia, puoi spiegarti meglio ?

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Re: G.A.S.Fo.M.

Messaggio Da Ospite il Mer 31 Mar 2010, 16:07

Delilah ha scritto:Sì Luca, io penso che non ci sia partecipazione più per la seconda che hai detto ma anche per pigrizia. C'è uno che dice "ghe pensi mi" (ci penso io) e tutti spengono il cervello. Prendo sempre come esempio la scuola perché mi sta a cuore (ho un figlio alle elementari): nella finanziaria 2010 ci sono 230 milioni di euro in meno per le scuole statali e 140 milioni in più per quelle private. In Lombardia, in più, l'80% dei finanziamenti regionali per la scuola viene destinato con il buono scuola (ridenominato “dote per la libertà di scelta”!!!) alle scuole private, cioè al 9% degli studenti. E la mancanza di finanziamenti sta comportando tutta una serie di conseguenze che sono sempre più evidenti. Per me è sufficientemente "forte" tutto questo eppure non succede proprio niente. Ma ci sarebbe molto da dire anche sulla sanità, altro argomento che mi sta a cuore (e non solo a me). Mentre l'America cerca di liberarsi dalla logica delle lobby, in Lombardia ci stiamo cascando come se fosse la soluzione a tutti i problemi e saranno dolori. Ma tutti fanno finta di niente. E i nostri figli cosa imparano se i genitori non partecipano, non si interessano alla vita di tutti?

Capisco quello che dici, anche io la vedo così.

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Re: G.A.S.Fo.M.

Messaggio Da Ospite il Mer 31 Mar 2010, 16:11

Ops, devo andare a prendere il pupo a scuola (finché dura il tempo pieno che la Gelmini vuole toglierci...)
Ciao

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Re: G.A.S.Fo.M.

Messaggio Da Ospite il Mer 31 Mar 2010, 16:19

Delilah ha scritto:Ops, devo andare a prendere il pupo a scuola (finché dura il tempo pieno che la Gelmini vuole toglierci...)
Ciao

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Re: G.A.S.Fo.M.

Messaggio Da ForsesiForseno il Mer 31 Mar 2010, 16:45

Lucadev ha scritto:
ForsesiForseno ha scritto:
Lucadev ha scritto:
Delilah ha scritto:Non mi sembra così semplice invece educare al sociale. Manca la partecipazione perfino quando si tratta dei problemi dei propri figli all'interno della scuola. Tagliano i laboratori? Tagliano il tempo pieno? Si risolve tutto in un brontolio indistinto e quando chiedi di partecipare a qualche iniziativa (non di tipo politico e tanto meno legata a qualche partito) fuggono tutti a gambe levate (forse devono andare a vedere la finale di Amici?).

Facevo una distinzione tra l'educazione alla conoscenza e l'educazione al sociale. Quest'ultima, secondo me, è possibile, a differenza della prima, e comunque è riferita ai ragazzi non agli altri genitori.
E' un tipo di educazione che parte all'interno della famiglia.
Senza giudicare nessuno, se i genitori sono individualisti è difficile che quel tipo di educazione avvenga.
Forse quello di cui parli tu è proprio il risultato di un modello culturale che si è spostato verso l'individualismo.
Aggiungiamo anche che si è persa la fiducia nel fatto che le cose pubbliche siano amministrate in linea con l'interesse collettivo e il gioco è fatto.
Il pensiero che porta ad allontanarsi dalla partecipazione collettiva è:
1. "sono più bravo e più bello di tutti, non ho bisogno degli altri"
2. "anche se protestiamo tutti, tanto non cambia niente"

Ed è proprio quello che ci stanno portando a pensare.

Perchè cambi questo modello di pensiero deve succedere qualcosa di forte.


Non ne sono molto convinto, la società cambia sempre di più. La famiglia, nella sua struttura e nel suo significato, è cambiata molto, anche il ruolo genitori-figli è confuso. I bambini sono soggetti ad una infinità di impulsi che provengono dall'esterno, in un senso o nell'altro ... mi capita spesso di vedere una forte discrepanza tra il modello di vita che si presume da un determinato nucleo familiare e la crescita dell'adolescente che può dare anche risultati opposti.

Per il resto condivido

Se hai voglia, puoi spiegarti meglio ?

La famiglia è cambiata in tutto. Intanto i bambini crescono fuori casa; gli uomini lavorano, le donne anche e questo porta i figli a vivere molto meno la famiglia (questo non è un giudizio di per sè negativo, anzi), la vita frenetica dei coniugi lavoratori li rende ancora più distanti dai propri figli (non solo distanza fisica). La scuola è importante, ma anche altre strutture dove il bambino passa del tempo. Per fare un esempio i circoli sportivi, dove molti passano interi pomeriggi.

Sin da piccoli diventano rilevanti le relazioni di amicizia, tuoi coetanei con i quali ti confronti, anche nelle diverse modalità del "giocare".
Inoltre la famiglia "tipo", non esiste più (in realtà non è mai esistita e per questo non è detto che sia un male). Rispetto al passato i divorzi crescono, il nucleo familiare è ridotto o vario (con zii, nonni che fanno da genitori), molti bambini vivono in due famiglie, ambienti diversi, che li pongono davanti ad una difficile sintesi delle due esperienze e, spesso, desiderosi di una terza via.

Altra componente è la incomunicabilità all'interno di un nucleo familiare (questo è trasversale rispetto al modello di vita) che incoraggia l'adolescente a lasciarsi schiacciare dai modelli esterni, provenienti dalla tv, dallo spettacolo, dallo star system, dal web, dai videogiochi ... e in genere dalla esasperazione tecnologica che accelera la crescita del bambino e svilisce troppo velocemente quella componente naturale-creativa che ciascun essere umano possiede e che è destinato a perdere con il passare del tempo, a causa delle sovrastrutture ...
e in ogni caso la forza della comunicazione (come la pubblicità e tutti i messaggi quotidiani che ci passano) finiscono per bombardare anche loro.
La famiglia ha la sua importanza, ma non è così decisiva come si potrebbe pensare, nel bene o nel male

non so se mi sono spiegato meglio
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Re: G.A.S.Fo.M.

Messaggio Da lepidezza il Mer 31 Mar 2010, 16:53

grande Luca!
che bella piega che ha preso la discussione.
io personalmente ho respirato in famiglia il rispetto per l'altro.
Mentre a scuola e in parte dalla storia ho assorbito l'educazione al sociale.
I vinti, le minoranze,i reietti a livello teorico ovviamente.
mentre solo l'esperienza diretta con alcuni di loro mi ha restituito la dimensione che superficialmente bollavo e catalogavo.

ho visto tanti di quei cartoni sulla rivoluzione francese (così poco di moda oggi sulle stesse reti del biscione)da aver sedimentato i concetti di Libertà, Uguaglianza, Fratellanza prima ancora di studiarli a scuola.
Mentre l'amore o la fame di sapere è legata alla fase di autocritica.
All'aver accettato il confronto con chi rifletteva la mia pochezza.
l'individualismo e l'edonismo diffuso negli ultimi decenni ha accentuato l'egoismo e il disinteresse per le altrui esperienze.Altra enorme fonte di sapere.
Non c'è confronto tra gli individui.
Se non su acque internazionali che non suggeriscono alcuna analisi frutto di esperienza diretta.( tv sport )
Non c'è un futuro in mente e quindi è un presente in standby che non ha quindi bisogno di immaginare un percorso ,una iperbole.
La conoscenza prevede un livello dopo l'altro.tanta fatica spinta da una motivazione solida.
se non si vive che in funzione dell'oggi e di sè al centro della terra non c'è alcuna urgenza di sapere, il confronto è ignorato ed è sufficiente godersela e preoccuparsi del proprio cortiletto.




Spoiler:
Volevo dirti che avevi ragione:non avevo risposto alla tua domanda
ma non intendevo confutare la tua affermazione.
Se la tua è una critica sui programmi della sinistra posso anche essere
d'accordo (anche se va detto che le scorse elezioni politiche hanno
presentato un programma di quasi 300 pagine)
.
infatti è stato l'ultima volta in cui ha vinto,la seconda per prodi vs Berlusconi.

Ciò non toglie però
che la destra è compatta e la sinistra no.
si gli accordi sono chiari e sigillati con la cera lacca.Sono UNITI in un paio di obiettivi che accontentano questo e quello.
La terra di mezzo di Bossi e il suo al rogo gli extracomunitari
Le leggi ad hoc per parare il culo a Lolito e i suoi sgherri.

E questo alla fine, a parità
di programmi o non programmi, influisce sui risultati, i numeri parlano
chiaro.
i risultati sono legati al racconto che il padrone dei mezzi di comunicazione sa fare.
mentre non c'è storia per veltroni e per bersani.
Non c'è un nemico chiaro e netto, non c'è un chiaro e limpido orizzonte dipinto al suo elettorato.
C'è un racconto confuso e annebbiato che disorienta chi li segue.

E quando dico compatta intendo (evidentemente) sui programmi
o almeno sulle idee di base, altrimenti se nessuno avesse programmi o
idee sarebbe facile mettersi d'accordo.
esatto l'elettorato votò le 300 pagine di accordo( punti chiave il no
al rifinanziamento delle missioni DI GUERRA in afghanistan e i PAX per
dire)
poi quando qualcuno fu fedele a quel patto con gli elettori passò per traditore della coalizione.
mastella ministro della giustizia..and so on..

che ci sia la scissione dell'atomo a sinistra è VERISSIMO.
ma il PD abbraccia tutto e il suo contrario per prendere più voti.
e intanto questo kilt scozzese non accontenta nessuno.

poi prendersela coi grillini è davvero ridicolo.
il voto te lo devi guadagnare , mica ti spetta per discendenza.
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Messaggio Da xenas il Mer 31 Mar 2010, 17:03

ttp://www.corriere.it/politica/10_marzo_31/rai-conduttori-tg1_dc9a4e2c-3cc8-11df-80d0-00144f02aabe.shtml

Via dal video Ferrario e Di Giannantonio. I consiglieri Rai
dell'opposizione: «In corso un'epurazione»





la replica del direttore del tg più seguito d'italia:
«semplice ricambio generazionale»

Cambio dei conduttori al Tg1, polemiche Minzolini:
«Servono volti nuovi»

Via dal video Ferrario e Di Giannantonio. I
consiglieri Rai dell'opposizione: «In corso un'epurazione»

Tiziana Ferrario (Omega)
MILANO
- Le elezioni sono passate, ma le polemiche intorno al
Tg1 diretto da Augusto Minzolini non si placano. Questa volta il
direttore del Tg più seguito d'Italia è «sotto accusa» per la rimozione
dall'incarico di conduttore di tre volti noti del piccolo schermo:
Tiziana Ferrario, Paolo Di Giannantonio e Piero Damosso.
LA CRITICA - Nino Rizzo Nervo e
Giorgio Van Straten, consiglieri di minoranza Rai sottolineano che la
situazione "non è più tollerabile" e richiede un intervento del
presidente della Rai Garimberti a garanzia di chi lavora nella tv
pubblica. «Ormai è evidente che al Tg1 è in corso una vera e propria
epurazione dei giornalisti che non hanno firmato la lettera in favore
del direttore - dichiarano i due consiglieri -. La settimana scorsa era
toccato al caporedattore Massimo de Strobel, oggi Minzolini ha
annunciato al comitato di redazione che sono stati sollevati dal loro
incarico di conduttore Tiziana Ferrario, Paolo Di Giannantonio e Piero
Damosso, tutti professionisti che hanno contribuito a scrivere la storia
di quella che un tempo è stata la più importante testata televisiva.
Avevamo chiesto al direttore generale di fermare il disegno di
annientamento dei valori, delle culture e delle autonomia professionali
portato avanti con determinazione stalinista dal direttore del TG1 e
pertanto lo riteniamo corresponsabile di queste decisioni. Al presidente
- concludono i due consiglieri - chiediamo un intervento a garanzia e
in difesa di tutti coloro che in questa azienda hanno lavorato e
lavorano con professionalità, serietà ed apprezzamento generale. Quanto
sta avvenendo al TG1 è il segno di un’arroganza che calpesta regole
aziendali e dignità personali e per questo non è più tollerabile: non è
in gioco soltanto la credibilità di quella testata ma dell’intero
servizio pubblico».
FNSI - «La notizia di una
rimozione dagli incarichi di conduzione del Tg1, di colleghi come Paolo
Di Giannantonio, Piero Damosso e Tiziana Ferrario, rischia di
configurarsi come rappresaglia piuttosto che come un normale esercizio
dei poteri del direttore che il contratto tutela» afferma invece Franco
Siddi, segretario Fnsi, il sindacato dei giornalisti. «È inevitabile -
afferma Siddi - che ciò accada in un luogo attraversato da invasioni di
campo politiche e permanenti. E non sarebbe peraltro la prima volta. Ma
colpisce che siano presi di mira, nell'opera di "revisione" del
direttore Minzolini colleghi preparati, impegnati senza sbavature sul
lavoro e sui compiti assegnati e nello stesso tempo, come moderazione
fermi sui principi di riferimento morale e professionale che sono la
cifra della propria autonomia di giudizio». «Cambi così massicci nella
proposizione del principale telegiornale del servizio pubblico e che
riguardano tre colleghi autorevoli che, guarda caso, appena poche
settimane fa non firmarono un documento di sostegno al direttore - dice
Siddi - suscitano più di un dubbio. Confidiamo in una rettifica di tutte
le voci insistenti che viaggiano in questa direzione. Se invece cosi
non fosse, il sindacato non starà di certo a guardare».

LA REPLICA DI MINZOLINI -
Immediata la replica di Minzolini, che sottolinea: nessuna epurazione ma
solo un ricambio generazionale. «Sono stati assunti - spiega
rivendicandolo come fatto importante della sua direzione - diciotto
precari e per dare un segnale di cambiamento al Tg1 bisogna mostrare
volti nuovi. Sono decisioni prese da tempo e i documenti, nè quelli a
favore, né quelli contro, non c'entrano assolutamente niente. Sono
liturgie che non mi appartengono».
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Messaggio Da lepidezza il Mer 31 Mar 2010, 17:10

ma come proprio di Giannantonio?
bella ricompensa dopo che ha dato la notizia della assoluzione di mills al tg delle 13!
fai beni e bai in galera!
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Messaggio Da xenas il Mer 31 Mar 2010, 17:11

lepidezza ha scritto:ma come proprio di Giannantonio?
bella ricompensa dopo che ha dato la notizia della assoluzione di mills al tg delle 13!
fai beni e bai in galera!

ma sei sardo?

-------

http://xfactor.the-talk.net/viewtopic.forum?t=1307
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