LA CULTURA - QUALE USO SE NE FA?

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Re: LA CULTURA - QUALE USO SE NE FA?

Messaggio Da seunanotte il Ven 26 Feb 2010, 14:26

Gaufre ha scritto:
fear-of-the-dark ha scritto:ok allora prendiamo come esempio un intellettuale della tv...mhm...si....beh.....aspè....mhm.....quindi....direi.....che potrebbe essere....si....ehm.....non so....fammi pensare ancora...aspetta.....allora.....basta ci rinuncio!
trovo che Augias sia un ottimo esempio di divulgazione

Infatti.Rimpiango ancora Babele
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Re: LA CULTURA - QUALE USO SE NE FA?

Messaggio Da xenas il Ven 26 Feb 2010, 14:29

per le idee fear metterei sull'isola dei famosi

giacobbo
piero e alberto angela
mario tozzi
mucciaccia
zichichi

e gente così per veder cosa inventano con le loro conoscenze, cosa ci spiegano ecc ecc

lo so è folle ma la mia idea è che qualsiasi contenitore se dentro ci metti cose preziose diventa pregiato
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Re: LA CULTURA - QUALE USO SE NE FA?

Messaggio Da Amantide_Religiosa il Ven 26 Feb 2010, 14:34

Gaufre ha scritto:
fear-of-the-dark ha scritto:ok allora prendiamo come esempio un intellettuale della tv...mhm...si....beh.....aspè....mhm.....quindi....direi.....che potrebbe essere....si....ehm.....non so....fammi pensare ancora...aspetta.....allora.....basta ci rinuncio!
trovo che Augias sia un ottimo esempio di divulgazione

Io l'adoro! amore

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Re: LA CULTURA - QUALE USO SE NE FA?

Messaggio Da fear-of-the-dark il Ven 26 Feb 2010, 14:35

xenas ha scritto:per le idee fear metterei sull'isola dei famosi

giacobbo
piero e alberto angela
mario tozzi
mucciaccia
zichichi

e gente così per veder cosa inventano con le loro conoscenze, cosa ci spiegano ecc ecc

lo so è folle ma la mia idea è che qualsiasi contenitore se dentro ci metti cose preziose diventa pregiato
ma dai ....secondo me impazzirebbero... però mi piacerebbe vedere....
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Re: LA CULTURA - QUALE USO SE NE FA?

Messaggio Da floppy il Ven 26 Feb 2010, 14:47

xenas ha scritto:
fear-of-the-dark ha scritto:ok allora prendiamo come esempio un intellettuale della tv...mhm...si....beh.....aspè....mhm.....quindi....direi.....che potrebbe essere....si....ehm.....non so....fammi pensare ancora...aspetta.....allora.....basta ci rinuncio!

Esatto. Il problema è tutto li. Se gli intellettuali nn vanno in tv come si pretende che la tv sia colta? che poi lo è basta saper cercare. Ma alcuni esempi

morgan --> xfactor
luxuria --> isola
busi --> isola
tutto il programma dandini, la storia siamo noi, TVtalk che io adoro....

ma ve lo immaginate un grande fratello con dentro
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chiusi in una casa giorni a discutere....magari anche con persone normali perchè no.

(luxuria non è un intellettuale, maddaaiii!!.. circense?..)

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Re: LA CULTURA - QUALE USO SE NE FA?

Messaggio Da xenas il Ven 26 Feb 2010, 14:51

floppy ha scritto:
xenas ha scritto:
fear-of-the-dark ha scritto:ok allora prendiamo come esempio un intellettuale della tv...mhm...si....beh.....aspè....mhm.....quindi....direi.....che potrebbe essere....si....ehm.....non so....fammi pensare ancora...aspetta.....allora.....basta ci rinuncio!

Esatto. Il problema è tutto li. Se gli intellettuali nn vanno in tv come si pretende che la tv sia colta? che poi lo è basta saper cercare. Ma alcuni esempi

morgan --> xfactor
luxuria --> isola
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Re: LA CULTURA - QUALE USO SE NE FA?

Messaggio Da Dylan67 il Ven 26 Feb 2010, 15:15

scusatemi ma sinceramente ancora non riesco a collegare del tutto la discussione
esiste un filo sottile che lega questo thread a quello che e successo nei giorni scorsi con le mengonelle?
se parliamo di cultura ho espresso la mia idea gia' ieri
l'arte di apprendere dagli altri e’ il massimo a cui uno deve aspirare
e ognuno di noi sapra’ poi in seguito scegliere chi e' degno di essere ascoltato......e chi invece ci fa'
per quanto riguarda invece il forum...questo forum e davvero diverso dagli altri....qui si puo’ parlare..
e’ quasi 12 anni che girovago su internet(tenete conto che e' arrivato in italia nel 1994)
ho seguito parecchi forum (ne amministro uno tutt'ora) sopratutto legati a personaggi pubblici
gli ho seguiti per semplice curiosita’
e credetemi.. ho capito cosa significa la parola integralismo ...obbiettivita’ zero....guai a parlar male o a criticare i personaggi intestatari del forum…. anche quando facevano cazzate....
ma ho visto anche di peggio...scontri violenti di utenti al limite della denucia.....e molto altro
qui e' davvero diverso......credetemi...abbiamo in mano un bel forum.....
non ci sono integralismi...forse qualcuno a volte pecca di poca obbiettivita'..ma quello e all'ordine del giorno e ho notato capita’ raramente
ognuno in qualsiasi forum puo’ seguire cio’ che piu' gli aggrada...nel e con rispetto degli altri
le discussioni?
quelle si accenderanno sempre.... e nell’ordine delle cose…..ma e’ la prima volta che trovo un forum dove le discussioni si fanno con il dialogo
e non con gli insulti
ragazzi preserviamolo questo forum..e ' una bella cosa...
a tengo a precisare...ho parlato per esperienza...perche’ davvero ne ho viste di cotte e di crude nel web( come son sicuro anche molti di voi)
non per essere saccente... ahahah
scusatemi
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Re: LA CULTURA - QUALE USO SE NE FA?

Messaggio Da Amantide_Religiosa il Ven 26 Feb 2010, 15:23

xenas ha scritto:
floppy ha scritto:
xenas ha scritto:
fear-of-the-dark ha scritto:ok allora prendiamo come esempio un intellettuale della tv...mhm...si....beh.....aspè....mhm.....quindi....direi.....che potrebbe essere....si....ehm.....non so....fammi pensare ancora...aspetta.....allora.....basta ci rinuncio!

Esatto. Il problema è tutto li. Se gli intellettuali nn vanno in tv come si pretende che la tv sia colta? che poi lo è basta saper cercare. Ma alcuni esempi

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nel suo campo è molto preparata. E' una persona colta che diffonde cultura. dipende dalla definizione che uno da alla parola intellettuale. ma anche qui entriamo nel campo della filosofia.....


Beh oddio non so qual'è il suo campo, io l'ho visto da Mucca assasina e al coming put a roma. Però una che si candida al parlamento italiano e vince, e non sà nemmeno qual'è la capitale del parlamento europeo...insomma. mah

Sarà una stupidata, ma proprio per questo penso....e le cose più importanti allora? :sorriso4:

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Re: LA CULTURA - QUALE USO SE NE FA?

Messaggio Da Amantide_Religiosa il Ven 26 Feb 2010, 15:23

Dylan67 ha scritto:scusatemi ma sinceramente ancora non riesco a collegare del tutto la discussione
esiste un filo sottile che lega questo thread a quello che e successo nei giorni scorsi con le mengonelle?
se parliamo di cultura ho espresso la mia idea gia' ieri
l'arte di apprendere dagli altri e’ il massimo a cui uno deve aspirare
e ognuno di noi sapra’ poi in seguito scegliere chi e' degno di essere ascoltato......e chi invece ci fa'
per quanto riguarda invece il forum...questo forum e davvero diverso dagli altri....qui si puo’ parlare..
e’ quasi 12 anni che girovago su internet(tenete conto che e' arrivato in italia nel 1994)
ho seguito parecchi forum (ne amministro uno tutt'ora) sopratutto legati a personaggi pubblici
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e credetemi.. ho capito cosa significa la parola integralismo ...obbiettivita’ zero....guai a parlar male o a criticare i personaggi intestatari del forum…. anche quando facevano cazzate....
ma ho visto anche di peggio...scontri violenti di utenti al limite della denucia.....e molto altro
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le discussioni?
quelle si accenderanno sempre.... e nell’ordine delle cose…..ma e’ la prima volta che trovo un forum dove le discussioni si fanno con il dialogo
e non con gli insulti
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a tengo a precisare...ho parlato per esperienza...perche’ davvero ne ho viste di cotte e di crude nel web( come son sicuro anche molti di voi)
non per essere saccente... ahahah
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Dylan, per la seconda volta ti straquoto e un bacio da parte mia. bacio

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Re: LA CULTURA - QUALE USO SE NE FA?

Messaggio Da Gaufre il Ven 26 Feb 2010, 15:29

grazie, Dylan . Hai scritto due post in questo topic che ho apprezzato molto. Scrivi di più, please!
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Re: LA CULTURA - QUALE USO SE NE FA?

Messaggio Da xenas il Ven 26 Feb 2010, 15:29

Amantide_Religiosa ha scritto:
xenas ha scritto:
floppy ha scritto:
xenas ha scritto:
fear-of-the-dark ha scritto:ok allora prendiamo come esempio un intellettuale della tv...mhm...si....beh.....aspè....mhm.....quindi....direi.....che potrebbe essere....si....ehm.....non so....fammi pensare ancora...aspetta.....allora.....basta ci rinuncio!

Esatto. Il problema è tutto li. Se gli intellettuali nn vanno in tv come si pretende che la tv sia colta? che poi lo è basta saper cercare. Ma alcuni esempi

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Beh oddio non so qual'è il suo campo, io l'ho visto da Mucca assasina e al coming put a roma. Però una che si candida al parlamento italiano e vince, e non sà nemmeno qual'è la capitale del parlamento europeo...insomma. mah

Sarà una stupidata, ma proprio per questo penso....e le cose più importanti allora? :sorriso4:

lei si è sempre battuta per i diritti degli omosessuali e dei transgender e in genere per le minoranze. Poi sulle domande così in tv bhe secondo me nn fanno testo. non riesco mai a rispondere a domande a bruciapelo anche su cose ridicole.
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Re: LA CULTURA - QUALE USO SE NE FA?

Messaggio Da ForsesiForseno il Ven 26 Feb 2010, 15:31

Cuore di Tenebra ha scritto:
ForsesiForseno ha scritto:
Cantastorie ha scritto:ok, se volete discorrere di dinamiche e incomprensioni entro il Forum, io ne ho avuto abbastanza per questa settimana, quindi se il discorso deve limitarsi a:
- siamo stati sempre capaci di porgere/accogliere le nostre competenze/conoscenze in modo piano (senza gradini e pulpiti)?
- siamo stati sempre un circuitoaperto, o ci siamo chiusi al piano di sopra?
- Chi s'è auto-confinato in pochi thread, s'è mai posto la briga di andare a fare capolino nella sezione Mengoni, con spirito cordiale, o c'è andato per mero spirito critico?

........


era esattamente quello che cercavo di dire, l'intento doveva essere un altro

mo però vado a magna'
Bon, alcuni punti interessanti comunque sono emersi. Non è poco.

certamente, e ho apprezzato chi lo reso possibile
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Re: LA CULTURA - QUALE USO SE NE FA?

Messaggio Da ForsesiForseno il Ven 26 Feb 2010, 15:34

xenas ha scritto:
fear-of-the-dark ha scritto:ok allora prendiamo come esempio un intellettuale della tv...mhm...si....beh.....aspè....mhm.....quindi....direi.....che potrebbe essere....si....ehm.....non so....fammi pensare ancora...aspetta.....allora.....basta ci rinuncio!

Esatto. Il problema è tutto li. Se gli intellettuali nn vanno in tv come si pretende che la tv sia colta? che poi lo è basta saper cercare. Ma alcuni esempi

morgan --> xfactor
luxuria --> isola
busi --> isola
tutto il programma dandini, la storia siamo noi, TVtalk che io adoro....

ma ve lo immaginate un grande fratello con dentro
morgan
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chiusi in una casa giorni a discutere....magari anche con persone normali perchè no.

UAUAUA! UAUAUA! UAUAUA! pensa che delirio ...
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Re: LA CULTURA - QUALE USO SE NE FA?

Messaggio Da Brina78 il Ven 26 Feb 2010, 15:42

E' evidente, mi sembra per tutti coloro che sono intervenuti sull'argomento, quanto il tema proposto da questo thread in realtà sia un caleidoscopio.
Provo così a raccontarvi la figura che colpisce di più la mia attenzione.
Trovo che la conoscenza, come l'ignoranza, sia anzitutto una responsabilità, e rifletto come in entrambi i casi lo sia verso sè stessi e verso gli altri.
La diffusione di qualunque cognizione implica sempre una presa di coscienza sul tipo di comunicazione che si instaura, sui ruoli che si assumono.
Si configura una relazione sbilanciata, si contrappone il conoscitore, che, anzitutto dichiara di sapere, e l'ignorante, che come tale è indifeso negli strumenti utili ad interpretare quella verità gnoseologica, e soprattutto la sua autenticità.
La responsabilità quindi si rispecchia dall'altra parte nell'affidamento che, nel momento dell'apprendimento, dell'interazione, può fondarsi solo sul metro della credibilità del suo interlocutore.
Ciò, sul piano, evidentemente della relazione.
Ma sul piano dell'individualità, conoscenza e ignoranza restano circolari confini di ogni soggezione.
La conoscenza ha in sè il limite dell'infinitezza, e pertanto della relatività, ma in maniera quasi paradossale mi sembra sia la causa principale della sua fascinazione.
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Re: LA CULTURA - QUALE USO SE NE FA?

Messaggio Da Amantide_Religiosa il Ven 26 Feb 2010, 15:44

Brina78 ha scritto:E' evidente, mi sembra per tutti coloro che sono intervenuti sull'argomento, quanto il tema proposto da questo thread in realtà sia un caleidoscopio.
Provo così a raccontarvi la figura che colpisce di più la mia attenzione.
Trovo che la conoscenza, come l'ignoranza, sia anzitutto una responsabilità, e rifletto come in entrambi i casi lo sia verso sè stessi e verso gli altri.
La diffusione di qualunque cognizione implica sempre una presa di coscienza sul tipo di comunicazione che si instaura, sui ruoli che si assumono.
Si configura una relazione sbilanciata, si contrappone il conoscitore, che, anzitutto dichiara di sapere, e l'ignorante, che come tale è indifeso negli strumenti utili ad interpretare quella verità gnoseologica, e soprattutto la sua autenticità.
La responsabilità quindi si rispecchia dall'altra parte nell'affidamento che, nel momento dell'apprendimento, dell'interazione, può fondarsi solo sul metro della credibilità del suo interlocutore.
Ciò, sul piano, evidentemente della relazione.
Ma sul piano dell'individualità, conoscenza e ignoranza restano circolari confini di ogni soggezione.
La conoscenza ha in sè il limite dell'infinitezza, e pertanto della relatività, ma in maniera quasi paradossale mi sembra sia la causa principale della sua fascinazione.


scusate l'OT. Innanzitutto felice di rileggerti. sorriso E passi anche al "chiacchierando su Mengoni" che stiamo chiedendo di te, in tanti. ciao

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Re: LA CULTURA - QUALE USO SE NE FA?

Messaggio Da Gaufre il Ven 26 Feb 2010, 15:45

Brina78 ha scritto:E' evidente, mi sembra per tutti coloro che sono intervenuti sull'argomento, quanto il tema proposto da questo thread in realtà sia un caleidoscopio.
Provo così a raccontarvi la figura che colpisce di più la mia attenzione.
Trovo che la conoscenza, come l'ignoranza, sia anzitutto una responsabilità, e rifletto come in entrambi i casi lo sia verso sè stessi e verso gli altri.
La diffusione di qualunque cognizione implica sempre una presa di coscienza sul tipo di comunicazione che si instaura, sui ruoli che si assumono.
Si configura una relazione sbilanciata, si contrappone il conoscitore, che, anzitutto dichiara di sapere, e l'ignorante, che come tale è indifeso negli strumenti utili ad interpretare quella verità gnoseologica, e soprattutto la sua autenticità.
La responsabilità quindi si rispecchia dall'altra parte nell'affidamento che, nel momento dell'apprendimento, dell'interazione, può fondarsi solo sul metro della credibilità del suo interlocutore.
Ciò, sul piano, evidentemente della relazione.
Ma sul piano dell'individualità, conoscenza e ignoranza restano circolari confini di ogni soggezione.
La conoscenza ha in sè il limite dell'infinitezza, e pertanto della relatività, ma in maniera quasi paradossale mi sembra sia la causa principale della sua fascinazione.
Brina, sono contenta che tu sia tornata
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Re: LA CULTURA - QUALE USO SE NE FA?

Messaggio Da Amantide_Religiosa il Ven 26 Feb 2010, 15:45

xenas ha scritto:
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Esatto. Il problema è tutto li. Se gli intellettuali nn vanno in tv come si pretende che la tv sia colta? che poi lo è basta saper cercare. Ma alcuni esempi

morgan --> xfactor
luxuria --> isola
busi --> isola
tutto il programma dandini, la storia siamo noi, TVtalk che io adoro....

ma ve lo immaginate un grande fratello con dentro
morgan
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chiusi in una casa giorni a discutere....magari anche con persone normali perchè no.

(luxuria non è un intellettuale, maddaaiii!!.. circense?..)

nel suo campo è molto preparata. E' una persona colta che diffonde cultura. dipende dalla definizione che uno da alla parola intellettuale. ma anche qui entriamo nel campo della filosofia.....


Beh oddio non so qual'è il suo campo, io l'ho visto da Mucca assasina e al coming put a roma. Però una che si candida al parlamento italiano e vince, e non sà nemmeno qual'è la capitale del parlamento europeo...insomma. mah

Sarà una stupidata, ma proprio per questo penso....e le cose più importanti allora? :sorriso4:

lei si è sempre battuta per i diritti degli omosessuali e dei transgender e in genere per le minoranze. Poi sulle domande così in tv bhe secondo me nn fanno testo. non riesco mai a rispondere a domande a bruciapelo anche su cose ridicole.

oddio xenas, mi fai l'effetto strano oggi, ho scritto coming put e non coming out risate risate risate sorry.

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Re: LA CULTURA - QUALE USO SE NE FA?

Messaggio Da xenas il Ven 26 Feb 2010, 15:49

ama sono stupefacente?
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Re: LA CULTURA - QUALE USO SE NE FA?

Messaggio Da Dylan67 il Ven 26 Feb 2010, 15:50

dai ragazzi mi avete fatto troppi complimenti..grazie mille
mentre io sto impazzendo per cercare di capire qual'e' lo scopo del post
che comunque e' molto interessante
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Re: LA CULTURA - QUALE USO SE NE FA?

Messaggio Da floppy il Ven 26 Feb 2010, 15:50

Mamma, come trovo pericolosa questa discussione.
Io ho scritto una cosina, ma non avevo letto tutto..
Ribadisco però ciò che ho scritto: la "cultura", ma pure l'erudizione, non è mai negativa. Per altro è una gigantesca palla che sia elitaria, modi per accedervi ce n'è ovunque, basta avere la pazienza e la voglia.
Ma studiare , leggere, provare a capire non solo intuitivamente ma attraverso secolari esperienze altrui, è faticoso, lungo, noioso a volte. E' un cammino, una evoluzione lenta, una'infinita iniziazione alla consapevolezza che non tutti hanno voglia di intraprendere
Libero arbitrio, ma da entrambi le parti...
A me francamente oggi, terrorizza molto di più la non cultura, la fierezza con cui ci si professa ignoranti, ed è talmente imperante da eleggere a intellettuali dei deficienti, incapaci di ragionar se non di se stessi
E non li si riconosce! Ma certo, non si han le basi per farlo..
Facile così, è un modo per abbassare la capacità di discernimento, di comprensione, di critica e chi tira i fili può liberamente fare a e di chiunque ciò che vuole
Non dimentichiamocelo: i libri bruciano durante le dittature, il sapere è al bando quando non si vuole che la mente sia aperta.
Però va così, una volta se eri ignorante prima di tutto te ne vergognavi e tentavi di porre rimedio.. oggi, gran parte, sono al governo

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Messaggio Da ForsesiForseno il Ven 26 Feb 2010, 15:50

fear-of-the-dark ha scritto:

secondo me non ne uscirebbero vivi.
ehm che luxuria sia un'intellettuale ci posso anche stare, ma non proprio pienamente. Che abbia fatto una cosa meritevole avvicinando tutti al mondo transgender però è verissimo e bisogna dargliene atto.
Busi onestamente non lo conosco a sufficienza per poterne parlare , ma vederlo ad amici mi fa propendere per un pensiero non proprio positivo. Qualche volta ho sentito quello che diceva ad amici, qualcosa di molto interessante sulla scrittura , ma anche molte cazzate pseudo-pedagogiche che onestamente non avevano nè capo nè coda.
Probabilmente interessante sarebbe non solo vedere il sapere in televisione , ma anche le idee.... insomma sapere non sempre corrisponde all'avere delle idee. Io vedo intorno a me , ovunque , una sostanziale incapacità di avere idee, di elaborare un qualche concetto proprio senza dover necessariamente riprendere quelli altrui.
E' stasi.


stessa impressione :sorriso4: seppur basata su pochi elementi
invece ti volevo chiedere una spiegazione su quello che hai detto a proposito della mancanza di idee. Ad esempio in televisione, secondo te, c'è una effettiva mancanza di idee o c'è una volontà di non farne uso, per esigenze di altro tipo (ad esempio di mercato)?
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Re: LA CULTURA - QUALE USO SE NE FA?

Messaggio Da Amantide_Religiosa il Ven 26 Feb 2010, 15:51

xenas ha scritto:ama sono stupefacente?

direi proprio di si risate risate d'ora in poi ti chiamerò cosi...o preferisci solo canna fischio :sorriso4:

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Re: LA CULTURA - QUALE USO SE NE FA?

Messaggio Da Ospite il Ven 26 Feb 2010, 15:55

ForsesiForseno ha scritto:

Grande Lepi, hai esposto in maniera sublime
le tue considerazioni sulla cultura sono assolutamente condivisibili, del resto almeno io le davo per assodate
anzi, partivo proprio da questa premessa.
Adesso però vorrei approfittare delle tue capacità di analisi per provare a centrare un'altra questione, quella che mi riproponevo con questo thread sorrisodiscuse

È possibile che la cultura venga sempre usata nel modo giusto? Tutti gli uomini di cultura sono capaci ad essere costruttivi? Nella storia è mai capitato che persone di cultura ne facessero un cattivo uso provocando disastri? Gli insegnanti di qualsivoglia disciplina (che si parli di cultura o nozionismo) sono tutti immuni da cattive operazioni di diffusione del sapere? Chi dovrebbe apprendere (chi ne ha voglia), ma non riesce o riesce male, ha sempre la colpa completa di una eventuale incompatibilità di comunicazione o c'è uno spiraglio per poter ipotizzare che, non sempre, chi si prende la briga di diffondere cultura (per ruolo o per scelta) ne sia effettivamente capace ... o ne sia capace sempre ... o abbia sempre un intento giusto per farlo?
Insomma Lepi, in questo piccolo microcosmo che è il forum, come nel mondo reale, viene sempre fatto un buon uso del sapere?

ps: ti prego, non torniamo sull'apologia e sui vantaggi della cultura sorrisodiscuse perchè quelli erano assodati ancor prima di aprire questo thread

Rispondo io alla tua domanda: no.

E qui mi potrei fermare. Se mi fermassi però cosa succederebbe ? Che ognuno interpreterebbe quel no a suo modo.
Infatti nel dibattito quello che è emerso è che, tanto per cominciare, ognuno ha interpretato l'intento del topic a suo modo. Secondo: ognuno ha dato una sua sua definizione di cultura, di conseguenza ognuno interpreta il contenuto del termine cultura a suo modo, anche in base alla propria esperienza personale che ha anche riportato.

Allora il primo problema è che quando si parla di qualcosa occorre chiarire esattamente quello di cui si vuole parlare. Infatti ad un certo punto della discussione qualcuno ha posto il problema dell' ambiguità della questione e delle necessitò di un chiarimento e questo è bastato a fare venire fuori degli scazzi. Allora forse una possibile causa di incomprensioni è data dal fatto che non si chiarisce esattamente quello di cui si sta parlando, oppure non è chiaro nella mente del nostro interlocutore.

E qui allora viene da fare una considerazione successiva: quando si parla di qualcosa, anche del sapere, c'è un soggetto che è attivo (trasmittente) e un soggetto che è passivo (ricevente).
E qui viene da fare una cosiderazione successiva: a questo discorso c'è un sottinteso di cui qualcuno ha solo accennato ma che probabilmente è il vero nocciolo della questione, ovvero: il problema della comunicazione.

Allora forse è meglio parlare, piuttosto che dell'uso della cultura e del sapere, delle dinamiche della comunicazione.

Alllora tanto per cominciare analizziamo la comunicazione da un punto di vista statico: la condizione necessaria, ma non sufficiente, per cui si possa parlare di comunicazione è che ci siano almeno due soggetti coinvolti: uno attivo o trasmittente e uno passivo o ricevente.
E qui vediamo già un primo problema: da questo punto di vista possiamo già dire che la comuncazione NON avviene quando ci sono due soggetti passivi (per esempio entrambi zitti), oppure quando ci sono due soggetti attivi.

Faccio un esempio: avete mai usato i walkie talkie ? Bene con questi aggeggi chi desidera parlare DEVE premere un pulsante, quindi compiere una azione, diciamo attivarsi, o attivare la comunicazione, altrimenti rimane soggetto passivo in ascolto. Qui è facile capire come, se entrambi i soggetti rimangono passivi, la comunicazione non avviene, oppure come non avviene se entrambi i soggetti premono contemporaneamente il pulsante di attivazione (del walkie talkie).

E questo può essere, e nella maggior parte dei casi è, motivo di incomprensione e, alla fine, di scontro: infatti, riportandoci al forum, esso è pieno di comunicazioni in cui ci sono SOLO soggetti ATTIVI ovvero col dito perennemente sul pulsante di attivazione.
In termini psicologici questo cosa significa ? Che c'è un accento sul fare sentire la voce del proprio io (usiamo pure il termine prevaricare) e c'è la scarsa o nulla considerazione per quello degli altri.

Ora vediamo la comunicazione da un punto di vista dinamico: ammettiamo che ci sia un soggetto realmente attivo e uno realmente passivo, a questo punto il fenomeno della comunicazione è possibile. Possiamo pensare in questo caso al fenomeno della comunicazione come al passaggio di corrente elettrica che avviene solo se esiste un polo positivo e uno negativo come possono essere quelli di una batteria tanto per intenderci.
In termini psicologici quando avviene questo? Quando un soggetto è disposto all'ascolto dell'altro e l'altro desidera comunicare.

A questo punto per analizzare la dinamica della comunicazione può venirci comodo porci la domanda: in quale caso la comunicazione è efficace ?
Probabilmente è efficace quando il soggetto passivo è in grado di ricevere esattamente il contenuto del messaggio trasmesso dal soggetto attivo.

Ora qui però ci sono dei problemi tecnici:
- i due soggetti potrebbero non parlare la stessa lingua,
- la comunicazione potrebbe essere disturbata (e qui mi rifaccio all'esempio dei walkie talkie)

Quando i due soggetti non parlano la stessa lingua ? In questi casi:
1. uno parla italiano e l'altro cinese (o un'altra lingua straniera che non si conosce)
2. uno parla in termini tecnici riferendosi ad un argomento che l'altro non conosce
3. si usano gli stessi termini ma ognuno dei due soggetti dà una valenza, un significato e un contenuto diverso allo stesso termine o anche a più termini.

Il terzo caso è il più interessante, in quanto i due soggetti hanno l'illusione di comprendersi, salvo poi, nel tempo, osservare delle apparenti contraddizioni l'uno nell'altro in relazione al tema in discussione e venire allo scazzo, perchè si crede di essere stati ingannati o manipolati dall'altro mentre invece semplicemente non ci si è capiti per una diversa formazione, nella mente dei soggetti, del significato e del contenuto dei termini usati .

Quando la comunicazione è disturbata ? Distinguiamo due tipi di interferenze:
1. esterne
2. interne

Caso 1 (interferenze esterne): un terzo soggetto attivo entra nella discussione.
Può essere il caso di essere in un ambiente molto rumoroso e di non riuscire a sentire quello che dice l'altro, anche se l'altro urla (es: discoteca), in questo caso il terzo soggetto attivo è il rumore di fondo o la musica se si è in discoteca.
Può anche essere il caso di una terza persona che entra prepotentemente nel discorso senza averlo seguito dall'inizio per fare sentire la propria voce e quindi ricadiamo nel caso di due soggetti attivi (anche se siamo in presenza di un soggetto passivo). Comunque quello da capire è che la presenza del soggetto terzo (attivo) impedisce la comunicazione dei primi due. Diverso sarebbe se il terzo soggetto fosse passivo.

Caso 2 (interferenze interne): se pensiamo a delle macchine che parlano (per es: due computer collegati ad internet), le interferenze interne potrebbero essere che qualcosa nella macchina è guasto (proprio fisicamente) oppure qualcosa non va nel collegamento, si tratta comunque di un guasto di tipo meccanico o elettrico.
Se pensiamo agli esseri umani: una interefenza interna è il non parlare la stessa lingua (in particolare il caso 3), aggiungiamoci tutti gli stati d'animo che fanno da filtro alla corretta ricezione del messaggio trasmesso. Anzi diciamo meglio: due soggetti si capiscono quando il loro stato d'animo è in risonanza (per esempio questo spiega bene, anche se in parte, le dinamiche di gruppo). Quando non lo è occorre fare lo sforzo di entrare in empatia con l'altro soggetto (in questo caso il soggetto passivo deve fare lo sforzo per entrare in empatia col soggetto attivo).

Potrei andare avanti ma qui mi fermo perchè ho già scritto abbastanza.

Concludo: ora, come mettere in relazione il discorso dell'uso del sapere o della cultura con la comunicazione ? La cultura può essere usata per comunicare meglio, per mistificare meglio il contenuto di un messaggio oppure, caso estremo e possibilissimo, molto più frequente di quanto non si creda, per non-comunicare.

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Re: LA CULTURA - QUALE USO SE NE FA?

Messaggio Da ForsesiForseno il Ven 26 Feb 2010, 15:55

Brina78 ha scritto:E' evidente, mi sembra per tutti coloro che sono intervenuti sull'argomento, quanto il tema proposto da questo thread in realtà sia un caleidoscopio.
Provo così a raccontarvi la figura che colpisce di più la mia attenzione.
Trovo che la conoscenza, come l'ignoranza, sia anzitutto una responsabilità, e rifletto come in entrambi i casi lo sia verso sè stessi e verso gli altri.
La diffusione di qualunque cognizione implica sempre una presa di coscienza sul tipo di comunicazione che si instaura, sui ruoli che si assumono.
Si configura una relazione sbilanciata, si contrappone il conoscitore, che, anzitutto dichiara di sapere, e l'ignorante, che come tale è indifeso negli strumenti utili ad interpretare quella verità gnoseologica, e soprattutto la sua autenticità.
La responsabilità quindi si rispecchia dall'altra parte nell'affidamento che, nel momento dell'apprendimento, dell'interazione, può fondarsi solo sul metro della credibilità del suo interlocutore.
Ciò, sul piano, evidentemente della relazione.
Ma sul piano dell'individualità, conoscenza e ignoranza restano circolari confini di ogni soggezione.
La conoscenza ha in sè il limite dell'infinitezza, e pertanto della relatività, ma in maniera quasi paradossale mi sembra sia la causa principale della sua fascinazione.

bentornata, è un piacere leggerti
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Re: LA CULTURA - QUALE USO SE NE FA?

Messaggio Da xenas il Ven 26 Feb 2010, 15:57

Dylan67 ha scritto: dai ragazzi mi avete fatto troppi complimenti..grazie mille
mentre io sto impazzendo per cercare di capire qual'e' lo scopo del post
che comunque e' molto interessante

Dylan quale è lo scopo della cultura?
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Re: LA CULTURA - QUALE USO SE NE FA?

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