LA CULTURA - QUALE USO SE NE FA?

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Re: LA CULTURA - QUALE USO SE NE FA?

Messaggio Da Cuore di Tenebra il Ven 26 Feb 2010, 12:55

Cantastorie ha scritto:ok, se volete discorrere di dinamiche e incomprensioni entro il Forum, io ne ho avuto abbastanza per questa settimana, quindi se il discorso deve limitarsi a:
- siamo stati sempre capaci di porgere/accogliere le nostre competenze/conoscenze in modo piano (senza gradini e pulpiti)?
- siamo stati sempre un circuitoaperto, o ci siamo chiusi al piano di sopra?
- Chi s'è auto-confinato in pochi thread, s'è mai posto la briga di andare a fare capolino nella sezione Mengoni, con spirito cordiale, o c'è andato per mero spirito critico?
........

Cuore, fuori dai denti, tu ti sei autoescluso da qualunque condivisione non scrivendo alcunchè da mesi in questo forum. Ci hai letto? Mi fa piacere, ma perdonami, leggere soltanto non è condividere, come non lo è rifarsi vivo nel momento di piu' alta tensione-burrasca perchè questo spinge ME per prima ad ipotizzare che una particina di te l'ha fatto per fomentare-soffiare su ipotetiche derive e naufragi di questo GRUPPO di persone, le piu' diverse, le piu' varie che NONOSTANTE la tua assenzaattiva ha continuato a viverselo, il forum, se di questo parlate.

Detto questo, buona continuazione, ma io DUE burrasche forum in due giorni non riesco ad affrontarle.
Quando si vorra' discernere del tema come l'avevo inteso io, disponibilissima, ma su quanto è accaduto in forum in questi mesi, perdonatemi, ma lo trovo miope.

Con cio', buona continuazione, vado a pagarmi le bollette.
Sai benissimo il perchè della mia uscita, non barare. Quanto alla tua patetica accusa di aver fomentato alcunchè, ci sono i miei interventi a dimostrare che no nho fomentato un fico secco. Vergognati.
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Re: LA CULTURA - QUALE USO SE NE FA?

Messaggio Da Gaufre il Ven 26 Feb 2010, 12:56

Ghinda ha scritto:
Cuore di Tenebra ha scritto:No no no, questo non è corretto. Prendere Sgarbi come esempio di intellettuale non è corretto. Anzi, è barare. Se l'orizzonte di valutazione dell'atteggiamento dell'intellettuale è Sgarbi, per quanto mi riguarda la discussione finisce qui. E' come prendere ad esempio Al Capone per dire che tutti gli italoamericani sono mafiosi. Allarghiamo la visuale, per favore.

Mi associo. E ripeto, perché evidentemente non ho espresso in modo chiaro il mio pensiero. Sgarbi non usa la cultura come una clava. Usa una clava. Stop.
siamo in 3
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Re: LA CULTURA - QUALE USO SE NE FA?

Messaggio Da mambu il Ven 26 Feb 2010, 12:56



Ultima modifica di mambu il Ven 26 Feb 2010, 12:58, modificato 1 volta
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Re: LA CULTURA - QUALE USO SE NE FA?

Messaggio Da ForsesiForseno il Ven 26 Feb 2010, 12:57

Cantastorie ha scritto:ok, se volete discorrere di dinamiche e incomprensioni entro il Forum, io ne ho avuto abbastanza per questa settimana, quindi se il discorso deve limitarsi a:
- siamo stati sempre capaci di porgere/accogliere le nostre competenze/conoscenze in modo piano (senza gradini e pulpiti)?
- siamo stati sempre un circuitoaperto, o ci siamo chiusi al piano di sopra?
- Chi s'è auto-confinato in pochi thread, s'è mai posto la briga di andare a fare capolino nella sezione Mengoni, con spirito cordiale, o c'è andato per mero spirito critico?

........


era esattamente quello che cercavo di dire, l'intento doveva essere un altro

mo però vado a magna'
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Re: LA CULTURA - QUALE USO SE NE FA?

Messaggio Da Cuore di Tenebra il Ven 26 Feb 2010, 12:59

ForsesiForseno ha scritto:
Cantastorie ha scritto:ok, se volete discorrere di dinamiche e incomprensioni entro il Forum, io ne ho avuto abbastanza per questa settimana, quindi se il discorso deve limitarsi a:
- siamo stati sempre capaci di porgere/accogliere le nostre competenze/conoscenze in modo piano (senza gradini e pulpiti)?
- siamo stati sempre un circuitoaperto, o ci siamo chiusi al piano di sopra?
- Chi s'è auto-confinato in pochi thread, s'è mai posto la briga di andare a fare capolino nella sezione Mengoni, con spirito cordiale, o c'è andato per mero spirito critico?

........


era esattamente quello che cercavo di dire, l'intento doveva essere un altro

mo però vado a magna'
Bon, alcuni punti interessanti comunque sono emersi. Non è poco.
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Re: LA CULTURA - QUALE USO SE NE FA?

Messaggio Da Amantide_Religiosa il Ven 26 Feb 2010, 13:01

ForsesiForseno ha scritto:
Amantide_Religiosa ha scritto:
valestella817 ha scritto:
Gaufre ha scritto:
Ghinda ha scritto:Scusate se divago, ma qualcuno ha citato Sgarbi che sta alla mia pazienza come il drappo rosso sta alla tranquillità d'un toro: Sgarbi non utilizza la sua -presunta - cultura come una clava. E' l'equivalente parolaio d'un picchiatore fascista, tout court. Perché, scusate, ma mettersi a urlare con quanta forza ha in corpo "bugiardo-bugiardo-bugiardo" chiunque lo contraddica coprendone la voce e azzerando qualsiasi tentativo di discussione non ha nulla a che vedere con la cultura. Io però non me la piglio più di tanto con Sgarbi, bensì con chi lo ha sdoganato in tv, forse pensando all'inizio che fosse divertente, quando dichiarava di odiare e desiderare morto il suo maestro Zeri, e aprendo in questo modo la piccola falla che ha fatto crollare la diga e ci ha inondato di tronisti, grandifratelli, ghedini e mussolini, e chi più ne ha più ne metta...

quando è invitato in qualche trasmissione a parlare di altro che non sia il suo ambito di competenza, sono d'accordo con te. Quando parla di pittura lo trovo non sempre ma la maggior parte delle volte, uno studioso preparato, che non raggiungerà mai, purtroppo, il livello del suo maestro.

Sgarbi di arte è indubbiamente preparato e probabilmente ha una cultura decente anche in altri campi tuttavia io anche non reggo questi modi beceri e bassi di interloquire: ha contribuito più volte ad abbassere il livello culturale delle trasmissioni in cui era ospite sintomo forse che all'essere acculturati non sempre corrisponde l'intelligenza che ti permette di far arrivare la tua preparazione agli altri.... Secondo me fare della cultura personale un modo per imporre sull'interlocutore la propria forza verbale risponde, più che a un'esigenza di conoscenza e di scambio, a un semplice desiderio di appagamento dell'io...

Concordo Vale. La cosa triste con Sgarbi, adesso, è anche perchè usa la violenza verbale manco per diffondere la sua cultura, il suo sapere lì dove lui è competente. Adesso alza la voce nelle trasmissione di Barbara D'Urso &Co.

E questo non è un esempio lampante di un cattivo uso della cultura? È difficile ammetterlo o vogliamo continuare a nasconderci dietro parole come "subdolo". Sei più intelligente di questo ... esponi please! Altrimenti non offendere bah!

Senti, sono più intelligente di questo e altro, quindi non cercare di prendere per il culo le persone che inutilmente stanno pure cercando di risponderti in maniera civile. Se vuoi non essere offesso allora inizi da te. Con questo io e te abbiamo chiuso perchè alle tue provocazioni da due soldi non ci casco, e ho già letto abbastanza negli ultimi giorni per iniziare un processo adesso, nascosto sotto il nome della cultura.

Buon forum

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Re: LA CULTURA - QUALE USO SE NE FA?

Messaggio Da fear-of-the-dark il Ven 26 Feb 2010, 13:01

ForsesiForseno ha scritto:
io non mostro alcuna preoccupazione, tanto è vero che passo da un topic all'altro senza tanti problemi, leggendo e intervenendo, se lo ritengo opportuno. Ho anche invitato gente come Luca e Canta a darmi dei pareri tecnici ... allo stesso tempo apprezzo il buon umore e l'ironia delle Mengonelle, leggendo anche ottime argomentazioni di vario tipo. La mia idea è molto lontana da questa semplice suddivisione che vi ostinate a fare. Le incomprensioni nascono a prescindere (e qui erano gli esempi per il passato, quando le mengonelle ancora non esistevano. Le incomprensioni possono nascere tra diversi, come tra simili. L'incapacità, la incomunicabilità può essere figli di un erudito, come di un ignorante ... e tu me lo hai confermato con grande obiettività
ed è questo il punto! cosa c'entra la cultura a questo punto...le incomprensioni sono figlie delle situazioni e dei punti di vista differenti. Non è detto che due che non sanno o due che sanno abbiano punti di vista concordanti. Come ho già detto non è la cultura a dividere ma il punto di vista che abbiamo scelto di approfondire in base ad essa. E questa è una priorità indivduale di ognuno di noi. Bisognerebbe riuscire ad accettare i punti di vista diversi senza far rientrare nella nostra considerazione il livello a cui riteniamo di appartenere, che sia sopra un limite o al di sotto. La cultura può essere una barriera? certo , ma anche l'ignoranza. Il porsi delle barriere però come diceva lepi è un problema di ciò che noi crediamo di essere o di non essere, di sapere o di non sapere. In un rapporto a due , anche a tre o a quattro dobbiamo sempre partitre da noi e arrivare all'altro secondo me. Non si può ritrovare il motivo del proprio immobilismo esclusivamente negli altri, perchè noi siamo e quindi possiamo muovere e muoverci a prescindere dall'altro. Questa è la mia personalissima idea eh , non è una verità assoluta.
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Re: LA CULTURA - QUALE USO SE NE FA?

Messaggio Da lepidezza il Ven 26 Feb 2010, 13:02

1)È possibile che la cultura venga sempre usata nel modo giusto? Tutti gli uomini di cultura sono capaci ad essere costruttivi? Nella storia è mai capitato che persone di cultura ne facessero un cattivo uso provocando disastri?

2)Gli insegnanti di qualsivoglia disciplina (che si parli di cultura o nozionismo) sono tutti immuni da cattive operazioni di diffusione del sapere?
Chi dovrebbe apprendere (chi ne ha voglia), ma non riesce o riesce male, ha sempre la colpa completa di una eventuale incompatibilità di comunicazione o c'è uno spiraglio per poter ipotizzare che, non sempre, chi si prende la briga di diffondere cultura (per ruolo o per scelta) ne sia effettivamente capace

Insomma Lepi, in questo piccolo microcosmo che è il forum, come nel mondo reale, viene sempre fatto un buon uso del sapere?

beh io farei una distinzione importante.
tra coloro che diffondono il sapere per il piacere di farlo in una conversazione e anche inconsapevolmente da coloro che il sapere e la conoscenza hanno l'impegno di divulgare e trasmettere.
quanto a questi ultimi:
ho scritto infatti che SAPERE e sapere INSEGNARE non sono la stessa cosa.
e in questo forum se ne parlò con princi e non solo( pennac era un ottimo monito per tutti)
ma provare a farlo è senz'altro un buon punto di partenza.
ci sono individui da motivare e modalità da adattare a ciascun studente.

direi che gli uomini e le donne di cultura, cioè quelli che come disse qualcuno hanno il compito di trasmettere la loro curiosità possono essere invece ovunque in mezzo a noi.
e io personalmente qua dentro ne ho letto tanti.
dall'anno scorso ad oggi.
posso, rispondendo alla tua terza domanda, confermare che le competenze musicali , professionali e non a partire dall'Admin sino a buona parte dei partecipanti attivi del forum l'uso del LORO sapere dipende dalla volontà di aprofittarne e condividerlo.
ci sono problemi di comprensione che vanno da:
capacità di sintassi di chi scrive a quelle di comprensione che si fermano spesso alle didascalie di una foto.
ci sono interessi circosrcritti a tutto ciò che evasione e cazzeggio rispetto alla volontà di alcuni di addentrarsi in argomenti apparentemente complessi e lontani da quel che si è abituati ad affrontare.( bea può confermare con il suo topic!)

poi direi che l'uso del sapere nella storia è sempre stato negato alle categorie che dovevano IGNORARE le concause delle sciagure in corso e di quelle apparecchiate ad hoc..
così da non potersi difendere IGNORANDO il come, il cosa del responsabile col quale prendersela.

oggi più che mai credo che sapere e condividere(comunque provarci)sia un ottimo collante per una società individualista e scollata come la nostra.
credo che l'uso della cultura nel senso del convivio tra persone curiose e affamate di quel che non hanno ancora assaggiato sia un uso SANO e auspicabile.
un forum è una piazza. l'incontro di strade che provengono e conducono a realtà diverse.
l'incontro in questa piazza di saperi diversi la fa vivere.
quindi si mi pare un buon uso alla fine dei conti.
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Re: LA CULTURA - QUALE USO SE NE FA?

Messaggio Da fear-of-the-dark il Ven 26 Feb 2010, 13:23

lepidezza ha scritto:

oggi più che mai credo che sapere e condividere(comunque provarci)sia un ottimo collante per una società individualista e scollata come la nostra.
credo che l'uso della cultura nel senso del convivio tra persone curiose e affamate di quel che non hanno ancora assaggiato sia un uso SANO e auspicabile.
un forum è una piazza. l'incontro di strade che provengono e conducono a realtà diverse.
l'incontro in questa piazza di saperi diversi la fa vivere.
quindi si mi pare un buon uso alla fine dei conti.
menomale che lepi c'è ( le note su cui te la sto cantando le sai vero?? )
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Re: LA CULTURA - QUALE USO SE NE FA?

Messaggio Da valestella817 il Ven 26 Feb 2010, 13:28

Amantide_Religiosa ha scritto:
valestella817 ha scritto:
Gaufre ha scritto:
Ghinda ha scritto:Scusate se divago, ma qualcuno ha citato Sgarbi che sta alla mia pazienza come il drappo rosso sta alla tranquillità d'un toro: Sgarbi non utilizza la sua -presunta - cultura come una clava. E' l'equivalente parolaio d'un picchiatore fascista, tout court. Perché, scusate, ma mettersi a urlare con quanta forza ha in corpo "bugiardo-bugiardo-bugiardo" chiunque lo contraddica coprendone la voce e azzerando qualsiasi tentativo di discussione non ha nulla a che vedere con la cultura. Io però non me la piglio più di tanto con Sgarbi, bensì con chi lo ha sdoganato in tv, forse pensando all'inizio che fosse divertente, quando dichiarava di odiare e desiderare morto il suo maestro Zeri, e aprendo in questo modo la piccola falla che ha fatto crollare la diga e ci ha inondato di tronisti, grandifratelli, ghedini e mussolini, e chi più ne ha più ne metta...

quando è invitato in qualche trasmissione a parlare di altro che non sia il suo ambito di competenza, sono d'accordo con te. Quando parla di pittura lo trovo non sempre ma la maggior parte delle volte, uno studioso preparato, che non raggiungerà mai, purtroppo, il livello del suo maestro.

Sgarbi di arte è indubbiamente preparato e probabilmente ha una cultura decente anche in altri campi tuttavia io anche non reggo questi modi beceri e bassi di interloquire: ha contribuito più volte ad abbassere il livello culturale delle trasmissioni in cui era ospite sintomo forse che all'essere acculturati non sempre corrisponde l'intelligenza che ti permette di far arrivare la tua preparazione agli altri.... Secondo me fare della cultura personale un modo per imporre sull'interlocutore la propria forza verbale risponde, più che a un'esigenza di conoscenza e di scambio, a un semplice desiderio di appagamento dell'io...

Concordo Vale. La cosa triste con Sgarbi, adesso, è anche perchè usa la violenza verbale manco per diffondere la sua cultura, il suo sapere lì dove lui è competente. Adesso alza la voce nelle trasmissione di Barbara D'Urso &Co.

infatti è proprio quello, passi pure il partecipare a programmi come quelli della D'urso che non sono proprio veicolo di sapere ma construbuire a imporre una modalità di scambio sugli altri intesa come soppraffazione altrui è deleterea e chi se ne fà portatore per me vale proprio poco..... Dopotutto è vero che l'acculturarsi può rispondere a un piacere personale ( ed è così anche per me ) però ritengo che debba avere anche una funzione solidaristica : chi ha avuto la fortuna o la voglia di apprendere dovrebbe mettere a disposizione il proprio sapere come strumento per pervenire a una conoscenza più completa in ogni campo, capace di cogliere anche le esigenze del prossimo e il suo modo di approciarsi a un determinato problema....... è indubbiamente vero , e lo noto a volte con rammarico anche nei miei modi di interloquire , che nel momento in cui apprendi dall'interlocutore la volontà, strumentale ai propri fini ( i più svariati ), di prevalere è difficile sottrarsi a questa logica di scambio verbale violento....... Ho pensato che sia insita nel genere umano ma probabilmente con l'educazione, fin da piccoli , a un modo diverso di relazionarsi con il prossimo può essere mitigata : certamente non è un compito che spetta solo al nucleo famigliare, la logica violenta anche nella comunicazione indubbiamente risponde a degli imperativi sistematici insiti nella struttrazione della società contemporanea motivo per cui è indubbiamente più difficile eliminarla....
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Re: LA CULTURA - QUALE USO SE NE FA?

Messaggio Da Gaufre il Ven 26 Feb 2010, 13:31

valestella817 ha scritto:
infatti è proprio quello, passi pure il partecipare a programmi come quelli della D'urso che non sono proprio veicolo di sapere ma construbuire a imporre una modalità di scambio sugli altri intesa come soppraffazione altrui è deleterea e chi se ne fà portatore per me vale proprio poco..... Dopotutto è vero che l'acculturarsi può rispondere a un piacere personale ( ed è così anche per me ) però ritengo che debba avere anche una funzione solidaristica : chi ha avuto la fortuna o la voglia di apprendere dovrebbe mettere a disposizione il proprio sapere come strumento per pervenire a una conoscenza più completa in ogni campo, capace di cogliere anche le esigenze del prossimo e il suo modo di approciarsi a un determinato problema....... è indubbiamente vero , e lo noto a volte con rammarico anche nei miei modi di interloquire , che nel momento in cui apprendi dall'interlocutore la volontà, strumentale ai propri fini ( i più svariati ), di prevalere è difficile sottrarsi a questa logica di scambio verbale violento....... Ho pensato che sia insita nel genere umano ma probabilmente con l'educazione, fin da piccoli , a un modo diverso di relazionarsi con il prossimo può essere mitigata : certamente non è un compito che spetta solo al nucleo famigliare, la logica violenta anche nella comunicazione indubbiamente risponde a degli imperativi sistematici insiti nella struttrazione della società contemporanea motivo per cui è indubbiamente più difficile eliminarla....
Vale, scusami, ma quello che descrivi tu è un fenomeno che non ha a che fare direttamente con la cultura, lo puoi riscontrare anche in persone che non sono certo degli intellettuali, no?


Ultima modifica di Gaufre il Ven 26 Feb 2010, 13:33, modificato 1 volta
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Re: LA CULTURA - QUALE USO SE NE FA?

Messaggio Da Cuore di Tenebra il Ven 26 Feb 2010, 13:33

Sgarbi, quando è in televisione, non assume il ruolo e la figura dell'intellettuale, fa il picchiatore nascondendosi dietro l'abito dell'intellettuale. Per questo continuo a dire che prenderlo ad esempio non è pertinente.
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Re: LA CULTURA - QUALE USO SE NE FA?

Messaggio Da xenas il Ven 26 Feb 2010, 13:43

scusate ma sgarbi l'ho tirato fuori io e come spesso succede nei forum èrimasto solo il nome sgarbi e nn il contesto. L'esempio corretto era Sgarbi ha cultura ma la usa come una clava fino a che oggi la clava si è impossessata di lui. Era a proposito dell'uso che una persona fa della sua cultura, non voleva essere un argomento di conversazione sgarbi si sgarbi no.

Per quanto riguarda la cultura invece è un po' di tempo che penso che la colpa del degrado culturale italiano è dovuto all'allontanarsi della intellighenzia dal popolo. Molti hanno criticato Bersani ad esempio per a sua presenza al festival e l'anno scorso vladimir luxuria per l'isola, scelte che ho invece trovato geniali perchè il popolo lo incontri nei mercati (televisivi e reali) e non certo nei circoli culturali.

Vladimir Luxuria ad esempio è riuscita a farsi apprezzare dal Popolo in quanto persona e non più come "fenomeno da baraccone transgender" come poteva apparire a persone che non erano mai entrate in contatto con persone come lei. Ha fatto CONOSCERE il transgender e qeullo che la gente ha visto è piacituo, ed è diventato parte della vita di tutti i giorni
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Re: LA CULTURA - QUALE USO SE NE FA?

Messaggio Da Cuore di Tenebra il Ven 26 Feb 2010, 13:48

Non sono d'accordo Xenas. Ormai da anni i tristi siparietti che vegono protagonista Sgarbi avvengono su qualsiasi cosa, salvo che su temi culturali; e lui usa "argomenti" che non sono per nulla basati sulla sua cultura, piuttosto sulla sua parlantina. Con dispiacere mi tocca ammettere che, nei rarissimi casi in cui si trova a fare davvero il suo mestiere di critico/intellettuale, è invece una persona del tutto diversa. Il che è un'altra riprova della strumentalità del suo atteggiamento pubblico. Purtroppo, e in questo trovo invece il tuo esempio centratissimo, la sua presenza fa passare un'immagine di "uomo di cultura" del tutto ingannevole.
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Re: LA CULTURA - QUALE USO SE NE FA?

Messaggio Da Amantide_Religiosa il Ven 26 Feb 2010, 13:48

xenas ha scritto:
Vladimir Luxuria ad esempio è riuscita a farsi apprezzare dal Popolo in quanto persona e non più come "fenomeno da baraccone transgender" come poteva apparire a persone che non erano mai entrate in contatto con persone come lei. Ha fatto CONOSCERE il transgender e qeullo che la gente ha visto è piacituo, ed è diventato parte della vita di tutti i giorni

Guarda xenas, se riesco a sopportarla dopo l'isola è solo per questo fatto che scrivi anche tu. bah!

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Re: LA CULTURA - QUALE USO SE NE FA?

Messaggio Da xenas il Ven 26 Feb 2010, 13:56

Cuore di Tenebra ha scritto:Non sono d'accordo Xenas. Ormai da anni i tristi siparietti che vegono protagonista Sgarbi avvengono su qualsiasi cosa, salvo che su temi culturali; e lui usa "argomenti" che non sono per nulla basati sulla sua cultura, piuttosto sulla sua parlantina. Con dispiacere mi tocca ammettere che, nei rarissimi casi in cui si trova a fare davvero il suo mestiere di critico/intellettuale, è invece una persona del tutto diversa. Il che è un'altra riprova della strumentalità del suo atteggiamento pubblico. Purtroppo, e in questo trovo invece il tuo esempio centratissimo, la sua presenza fa passare un'immagine di "uomo di cultura" del tutto ingannevole.

veramente stiamo dicendo esattamente la stessa cosa. SINTETIZZO

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Re: LA CULTURA - QUALE USO SE NE FA?

Messaggio Da Cuore di Tenebra il Ven 26 Feb 2010, 13:58

xenas ha scritto:
Cuore di Tenebra ha scritto:Non sono d'accordo Xenas. Ormai da anni i tristi siparietti che vegono protagonista Sgarbi avvengono su qualsiasi cosa, salvo che su temi culturali; e lui usa "argomenti" che non sono per nulla basati sulla sua cultura, piuttosto sulla sua parlantina. Con dispiacere mi tocca ammettere che, nei rarissimi casi in cui si trova a fare davvero il suo mestiere di critico/intellettuale, è invece una persona del tutto diversa. Il che è un'altra riprova della strumentalità del suo atteggiamento pubblico. Purtroppo, e in questo trovo invece il tuo esempio centratissimo, la sua presenza fa passare un'immagine di "uomo di cultura" del tutto ingannevole.

veramente stiamo dicendo esattamente la stessa cosa. SINTETIZZO

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Re: LA CULTURA - QUALE USO SE NE FA?

Messaggio Da xenas il Ven 26 Feb 2010, 14:05

Amantide_Religiosa ha scritto:
xenas ha scritto:
Vladimir Luxuria ad esempio è riuscita a farsi apprezzare dal Popolo in quanto persona e non più come "fenomeno da baraccone transgender" come poteva apparire a persone che non erano mai entrate in contatto con persone come lei. Ha fatto CONOSCERE il transgender e qeullo che la gente ha visto è piacituo, ed è diventato parte della vita di tutti i giorni


Guarda xenas, se riesco a sopportarla dopo l'isola è solo per questo fatto che scrivi anche tu. bah!


La TV è un mezzo... bisogna saperlo usare e Luxuria ha ottenuto quello che voleva normalizzare i transgender. Dovrebbero farlo anche lgli intellettuali invece di arroccarsi in spazi privilegiati. Ad esempio quest'anno mi
incuriosisce la presenza di busi. Magari alcuni italiani inizieranno a
leggere libri che lui è riuscito a portare all'isola.

Ho letto l'eleganza del riccio
(molto pubblicizzato e che nn mi ha esaltato) e l'unica cosa di notevole che vi ho trovato è lo
spunto di anna karenina. Grazie ad un libro che reputo non bello ho
letto un capolavoro che è sempre stato sotto i miei occhi ma che nn
avevo ancora incontrato.
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Re: LA CULTURA - QUALE USO SE NE FA?

Messaggio Da fear-of-the-dark il Ven 26 Feb 2010, 14:07

ok allora prendiamo come esempio un intellettuale della tv...mhm...si....beh.....aspè....mhm.....quindi....direi.....che potrebbe essere....si....ehm.....non so....fammi pensare ancora...aspetta.....allora.....basta ci rinuncio!
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Re: LA CULTURA - QUALE USO SE NE FA?

Messaggio Da xenas il Ven 26 Feb 2010, 14:11

fear-of-the-dark ha scritto:ok allora prendiamo come esempio un intellettuale della tv...mhm...si....beh.....aspè....mhm.....quindi....direi.....che potrebbe essere....si....ehm.....non so....fammi pensare ancora...aspetta.....allora.....basta ci rinuncio!

Esatto. Il problema è tutto li. Se gli intellettuali nn vanno in tv come si pretende che la tv sia colta? che poi lo è basta saper cercare. Ma alcuni esempi

morgan --> xfactor
luxuria --> isola
busi --> isola
tutto il programma dandini, la storia siamo noi, TVtalk che io adoro....

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Re: LA CULTURA - QUALE USO SE NE FA?

Messaggio Da Amantide_Religiosa il Ven 26 Feb 2010, 14:12

xenas ha scritto:
Amantide_Religiosa ha scritto:
xenas ha scritto:
Vladimir Luxuria ad esempio è riuscita a farsi apprezzare dal Popolo in quanto persona e non più come "fenomeno da baraccone transgender" come poteva apparire a persone che non erano mai entrate in contatto con persone come lei. Ha fatto CONOSCERE il transgender e qeullo che la gente ha visto è piacituo, ed è diventato parte della vita di tutti i giorni


Guarda xenas, se riesco a sopportarla dopo l'isola è solo per questo fatto che scrivi anche tu. bah!


La TV è un mezzo... bisogna saperlo usare e Luxuria ha ottenuto quello che voleva normalizzare i transgender. Dovrebbero farlo anche lgli intellettuali invece di arroccarsi in spazi privilegiati. Ad esempio quest'anno mi
incuriosisce la presenza di busi. Magari alcuni italiani inizieranno a
leggere libri che lui è riuscito a portare all'isola.

Ho letto l'eleganza del riccio
(molto pubblicizzato e che nn mi ha esaltato) e l'unica cosa di notevole che vi ho trovato è lo
spunto di anna karenina. Grazie ad un libro che reputo non bello ho
letto un capolavoro che è sempre stato sotto i miei occhi ma che nn
avevo ancora incontrato.

Ma infatti quando dico che voglio Morgan ad x factor non è solo per un piacere mio, che l'ametto è puramente "egoistico", ma anche per questo fatto. Da quando in qua la musica di qualità non debba andare in prima serata? Insomma, se può diffondere qualcosa di bello perchè no.

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Re: LA CULTURA - QUALE USO SE NE FA?

Messaggio Da fear-of-the-dark il Ven 26 Feb 2010, 14:19

xenas ha scritto:
fear-of-the-dark ha scritto:ok allora prendiamo come esempio un intellettuale della tv...mhm...si....beh.....aspè....mhm.....quindi....direi.....che potrebbe essere....si....ehm.....non so....fammi pensare ancora...aspetta.....allora.....basta ci rinuncio!

Esatto. Il problema è tutto li. Se gli intellettuali nn vanno in tv come si pretende che la tv sia colta? che poi lo è basta saper cercare. Ma alcuni esempi

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chiusi in una casa giorni a discutere....magari anche con persone normali perchè no.

secondo me non ne uscirebbero vivi.
ehm che luxuria sia un'intellettuale ci posso anche stare, ma non proprio pienamente. Che abbia fatto una cosa meritevole avvicinando tutti al mondo transgender però è verissimo e bisogna dargliene atto.
Busi onestamente non lo conosco a sufficienza per poterne parlare , ma vederlo ad amici mi fa propendere per un pensiero non proprio positivo. Qualche volta ho sentito quello che diceva ad amici, qualcosa di molto interessante sulla scrittura , ma anche molte cazzate pseudo-pedagogiche che onestamente non avevano nè capo nè coda.
Probabilmente interessante sarebbe non solo vedere il sapere in televisione , ma anche le idee.... insomma sapere non sempre corrisponde all'avere delle idee. Io vedo intorno a me , ovunque , una sostanziale incapacità di avere idee, di elaborare un qualche concetto proprio senza dover necessariamente riprendere quelli altrui.
E' stasi.
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Re: LA CULTURA - QUALE USO SE NE FA?

Messaggio Da Gaufre il Ven 26 Feb 2010, 14:23

fear-of-the-dark ha scritto:ok allora prendiamo come esempio un intellettuale della tv...mhm...si....beh.....aspè....mhm.....quindi....direi.....che potrebbe essere....si....ehm.....non so....fammi pensare ancora...aspetta.....allora.....basta ci rinuncio!
trovo che Augias sia un ottimo esempio di divulgazione
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Re: LA CULTURA - QUALE USO SE NE FA?

Messaggio Da valestella817 il Ven 26 Feb 2010, 14:24

Gaufre ha scritto:
valestella817 ha scritto:
infatti è proprio quello, passi pure il partecipare a programmi come quelli della D'urso che non sono proprio veicolo di sapere ma construbuire a imporre una modalità di scambio sugli altri intesa come soppraffazione altrui è deleterea e chi se ne fà portatore per me vale proprio poco..... Dopotutto è vero che l'acculturarsi può rispondere a un piacere personale ( ed è così anche per me ) però ritengo che debba avere anche una funzione solidaristica : chi ha avuto la fortuna o la voglia di apprendere dovrebbe mettere a disposizione il proprio sapere come strumento per pervenire a una conoscenza più completa in ogni campo, capace di cogliere anche le esigenze del prossimo e il suo modo di approciarsi a un determinato problema....... è indubbiamente vero , e lo noto a volte con rammarico anche nei miei modi di interloquire , che nel momento in cui apprendi dall'interlocutore la volontà, strumentale ai propri fini ( i più svariati ), di prevalere è difficile sottrarsi a questa logica di scambio verbale violento....... Ho pensato che sia insita nel genere umano ma probabilmente con l'educazione, fin da piccoli , a un modo diverso di relazionarsi con il prossimo può essere mitigata : certamente non è un compito che spetta solo al nucleo famigliare, la logica violenta anche nella comunicazione indubbiamente risponde a degli imperativi sistematici insiti nella struttrazione della società contemporanea motivo per cui è indubbiamente più difficile eliminarla....
Vale, scusami, ma quello che descrivi tu è un fenomeno che non ha a che fare direttamente con la cultura, lo puoi riscontrare anche in persone che non sono certo degli intellettuali, no?

si puoi ma è più grave quando gli intellettuali si mettono al servizio per propagandare tutto ciò....... è il ruolo dell'intellettuale "schiavo" o "servo" che più che favorire la cultura la inibisce.... devo scappare e non ho tempo di argomentare... riprenderemo...... forse non mi sono spiegata bene prima.... a dopo...
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Messaggio Da fear-of-the-dark il Ven 26 Feb 2010, 14:25

Gaufre ha scritto:
fear-of-the-dark ha scritto:ok allora prendiamo come esempio un intellettuale della tv...mhm...si....beh.....aspè....mhm.....quindi....direi.....che potrebbe essere....si....ehm.....non so....fammi pensare ancora...aspetta.....allora.....basta ci rinuncio!
trovo che Augias sia un ottimo esempio di divulgazione
hai ragione Augias si. Forse è l'unico che ancora porta alla luce discorsi interessanti. Grazie Gaufre non ci avevo pensato.
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